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Intervista Tetes De Bois - Andare all’incontrario
Tetes De Bois

Tetes De Bois

Andare all’incontrario


17/10/2005 - di Christian Verzeletti
Abbiamo reincontrato i Tetes De Bois in uno dei loro tanti percorsi che continuano a portarli a suonare, a viaggiare e ad organizzare su e giù per l’Italia : con Andrea Satta abbiamo parlato di “Pace e male” e di alcuni progetti che la band ha in cantiere ...

      
  Andare all’incontrario
       Intervista ai Tetes De Bois

Abbiamo reincontrato i Tetes De Bois in uno dei loro tanti percorsi che continuano a portarli a suonare, a viaggiare e ad organizzare su e giù per l’Italia : con Andrea Satta abbiamo parlato di “Pace e male” e di alcuni progetti che la band ha in cantiere ...


Mescalina: So che ieri sera avete suonato “All’incontrario va!”: come è andata?
Andrea Satta: Molto bene, c’era tanto pubblico soprattutto tanti ragazzi. Una bellissima serata, molto, molto particolare, col treno che ha riportato a casa tutti a mezzanotte e mezza …

Mescalina: Si è svolto proprio in una stazione?
Andrea Satta: Sì, è un concerto che abbiamo creato noi in una vecchia stazione ferroviaria di Roma e ruota tutto intorno alle rotaie, ai binari, ai pendolari …

Mescalina: E tu ne sei il direttore artistico?
Andrea Satta: Sì.

Mescalina: Si vede il vostro marchio anche negli eventi che organizzate: c’è sempre questa idea, questo tipo di movimento ormai accantonato dalla società con mezzi come i treni o come le scarpe in “Stradarolo” …
Andrea Satta: Sì è il mondo che sto indagando. Tra l’altro Stradarolo quest’anno si farà a metà ottobre sul tema “Ciclo, riciclo e triciclo”: ci sarà il primo triciclo raduno con i bambini e centinaia di tricicli. Poi per il ciclo ci saranno tantissime cose dalle previsioni del tempo di Massimo Morico a Mario Tozzi che parlerà del ciclo dell’acqua ai ciclisti della Fondazione Casartelli, perché adesso c’è questo bel pezzo di strada che stiamo facendo insieme con loro dopo che abbiamo dedicato a Fabio Casartelli “La canzone del ciclista”: loro infatti arriveranno al festival portando dei ciclisti, stiamo parlando di nomi che potrebbero venire come Chiappucci e tanti altri. E poi anche tanti gruppi che hanno fatto belle cose tantissimi anni fa, per esempio abbiamo ripescato i Giganti … insomma ci saranno dei passaggi molto surreali, anche perchè secondo noi non c’è modo più utile per riciclare due uova che trasformarle dentro un cilindro in due piccioni e allora per fare questa cosa abbiamo fatto venire Silvan: noi siamo matti! Ma poi ci sono anche delle cose di denuncia, poi c’è uno spettacolo molto bello di Enrico Pesce che ha vinto adesso il Premio Riccione di teatro ed è uno spettacolo tutto dedicato al riciclaggio delle scorie nucleari che sono state sepolte per esempio in Basilicata … ci piace far sapere che il “ciclo e riciclo” ha anche questa pressante pagina di angoscia e di ingiustizia che facciamo sempre finta di ignorare …

Mescalina: Sì, ci fa comodo far finta di non saperlo … a proposito di movimento alternativo non è che qua siete venuti ancora col vecchio furgone con cui avevate cominciato?
Andrea Satta: No …
Mescalina: Quello non c’è più?
Andrea Satta: C’è eccome, anzi è arrivata la sua ora, perché abbiamo un nuovo progetto per il 2006 che si chiama “Avanti pop!”. Lo presenteremo al Tenco ed è un viaggio proprio con il nostro camion che stiamo appunto rimettendo a posto perché andremo al Tenco per una presentazione alla stampa nazionale e poi dal primo maggio partiremo con un viaggio che andrà avanti …

Mescalina: Ma sarà un progetto che avrà la forma di un disco o di uno spettacolo?
Andrea Satta: Di uno spettacolo che poi diventerà un doppio dvd con un libro, mentre il camion raggiungerà luoghi nei quali la vita di chi lavora è stata malmenata, offesa, calpestata, maltratta …
Mescalina: Facci qualche esempio di questi luoghi …
Andrea Satta: Portella della Ginestra, la fabbrica della GoodYear di Cisterna di Latina e tantissimi altri posti: abbiamo trovato circa 65 situazioni che potremmo affrontare, dallo sciopero dei piroscafi negli anni ’50, alle acciaierie dal disastro ecologico della Valle del Sacco a tantissimi altri luoghi compresa la profumiera di Aosta, licenziata perché non voleva fare gli staordinari gratis durante le feste di Natale … quindi anche cose molto piccole di cui non si parla, che invece sono molto molto importanti, perché capitano a tutti: è giustissimo, ma abbastanza facile ricordarsi di Portella della Ginestra o dei Massi di Reggio Emilia o della Fiat di Mirafiori, mentre è un po’ più difficile forse dare spazio a tragedie umane altrettanto gravi ma così normali da non meritare neanche un breve annuncio … ma il nostro camion può andare dappertutto! Abbiamo compagni di viaggio che verranno con noi, che saranno sul camion a raccontare queste storie e a suonare con noi …
Mescalina: Chi ci sarà?
Andrea Satta: Paolo Rossi, Daniele Silvestri, Francesco del Banco e tanti altri e … sarà un anno bello!

Mescalina: Però qua siete venuti ancora col nuovo disco, cioè “nuovo” tra virgolette, perché intanto di nuovo avete già tantissime altre cose!
Andrea Satta: Sì, ha già un anno … “Pace e male” poi è un disco doppio, fatto di tante tasche interne, di tanti percorsi interni

Mescalina: “Pace e male” in risposta anche a “pace e bene”?

Andrea Satta: Bè, volendo sì … eh …
Mescalina: Non lo vuoi dire ma è così?
Andrea Satta: Sì, sì, ma più che altro mi piace che ognuno trovi la sua interpretazione del concetto “Pace e male” … proprio ieri sera eravamo con Francesco Di Giacomo “All’incontrario va!” e lui ha letto dei brani del catechismo di Ratzinger: Ci sono delle cose inaccettabili che chi ha letto il Vangelo o anche chi è credente non può accettare come la tolleranza della violenza, la possibilità della pena di morte …
Mescalina: Anche quella è una forma di “pace e male” …

Mescalina: Però pensando al vostro percorso tra dischi ed eventi il vostro sembra un viaggio che attraverso la musica va alla ricerca di un’umanità creativa e alternativa: penso anche a tutte le voci che avete messo all’interno di questo disco disco, quasi dei richiami ad un’umanità perduta per cui vale ancora la pena spendersi …
Andrea Satta: È molto bello questo che dici: è come se uno stando una sera in maremma di notte, dico la maremma per dire un posto che conosco bene e abbastanza lontano dai grandi centri abitati, in una notte scura dove la luna non c’è e le stelle sono protagoniste del cielo, uno decidesse di seguire le onde che entrano nella radio … che poi questa radio ti fa viaggiare, si perde e ne agganci un'altra perché ha una sintonia che va e viene, però con la fantasia della radio te ne vai da un’altra parte e invece che ascoltarla ascolti i tuoi ricordi o le cose che potresti sentire e così appaiono partite di calcio, tappe del Giro, poesie …









Mescalina: Hai scelto il calcio e il ciclismo proprio perché sono due sport decaduti?
Andrea Satta: Nell’immaginario di un bambino che tira la palla sulla saracinesca e con la voce fa gol sono sicuramente un’altra cosa …
Mescalina: Per un bambino suscitano ancora fantasia ma per noi adulti questi sono ormai esempi di valori perduti …
Andrea Satta: Assolutamente sì!
Mescalina: In questo senso ricerca di un’umanità perduta …
Andrea Satta: Sì e in questo ci tengo a dire che non c’è nessuna nostalgia, anzi spero che il nostro disco abbia suggerito eventualmente la chance di guardare avanti e di cercare avanti, non di guardare con rimpianto al passato, perché il rimpianto non è il nostro mondo.
Mescalina: E avete scelto tutte queste voci anche per aumentare questo richiamo umano …
Andrea Satta: Sì, perché, sai, a gridare in più persone si sente più forte …

Mescalina: Invece in una canzone come “Io sono allegro” tu quanto ti riconosci?
Andrea Satta: Molto, moltissimo! Mi ricordo una frase che mi ha molto emozionato di Paolo Rossi che lui aveva scritto su “Musica” di Repubblica. Mi dispiace che mi autocito, ma è una cosa molto intima e la voglio raccontare come una foto che ti tieni vicino e questa frase di Paolo è proprio così come una foto che ti tieni vicino: “non s’affama chi sa campare d’aria” …

Mescalina: L’hai usata per il testo della canzone …
Andrea Satta: Sì e a lui gli è tanto rimasta impressa che aggiunse “questa frase bisognerebbe scriverla sui muri” e io trovo che quella è la chance che uno ha … “non s’affama chi sa campare d’aria”, quindi, occhio, perché non è facile distruggere chi comunque ha trovato un altro modo o è sempre lì per cercarlo …

Mescalina: Quella dei “cretini” tra virgolette o che sono ritenuti tali dalla società, è una forma di resistenza?
Andrea Satta: Certo! Una resistenza ben precisa, anche divertente ed allegra …

Mescalina: Tutti questi spunti e tutte queste interferenze potrebbero essere una provocazione, ma anche una rappresentazione di un mondo in tilt …

Andrea Satta: Può essere entrambe le cose. Io trovo che il lavoro che abbiamo fatto noi e la speranza che avevamo nel fare questo lavoro è che lasci la possibilità a chi lo ascolta di muovercisi dentro anche un po’ da protagonista …
Mescalina: Cioè, se era solo un disco di solo canzoni l’ascolto sarebbe stato più passivo?
Andrea Satta: Sì, qua invece è come dire “guarda, hai una possibilità”, perché ci sono tante zone di ambiguità, ma di ambiguità comunicativa che danno la possibilità a chi ascolta o a chi ama il disco, a chi ci vuole stare un po’ dentro, di fare una lettura molto personale e questo era il nostro desiderio … E spesso arrivano delle interpretazioni che sono più belle di quello che tu autore hai pensato …
Mescalina: Vuol dire che la canzone è riuscita più di quello che tu …
Andrea Satta: Ti ha superato e le soluzioni degli altri ti migliorano!

Mescalina: E voi come vi vedete all’interno di questo mondo della canzone italiana? Che se vuoi è anche quello un po’ in tilt…
Andrea Satta: Mah, noi ci siamo creati lo spazio di fare le cose che pensiamo di saper fare e di voler fare e questo è già una bella cosa e può essere anche un esempio per molte altre band che magari faticano a trovare uno spazio per comunicare. Mi piacerebbe che anche dei ragazzi che stanno formando una band con delle idee non si arrendessero di fronte alle difficoltà. I Tetes De Bois poi non sono diventati campioni di vendita però ci sono tante persone che comprano il loro dischi e girano molto…

Mescalina: Siete un gruppo che comunque si muove all’esterno dei meccanismi abituali del mondo della musica …
Andrea Satta: E che qualche volta li usa …

Mescalina: Questo disco vi rappresenta bene sotto ogni aspetto perchè anche anche la figura della radio in sé è già uno strumento vecchio ed esterno a quelli che sono i canali attuali…
Andrea Satta: Assolutamente. Ci piace avere questa parte di marginalità perché ti permette anche qualche libertà in più …

Mescalina: E vi permette di dire chiaramente anche quello che non va o che vi fa schifo come in “Vomito” ed anche in altre canzoni?
Andrea Satta: Sì, bisogna anche saper vomitare …

Mescalina: Dimmi invece qualcosa che ti sei gustato, che ti è proprio piaciuto ultimamente …
Andrea Satta: Cosa m’è piaciuto ultimamente? Mah, io mi aspetto tanto da molti artisti del panorama italiano che conosco bene: mi aspetto grandi cose dal nuovo disco che sta scrivendo Daniele Silvestri … poi in questo momento c’è una grande fortuna: si vendono pochi dischi! E questo potrebbe creare la possibilità a molte band di essere competitive con le corazzate del mercato, perché oggi fare un disco non è impossibile come quindici anni fa sia economicamente che tecnologicamente. Si è realizzata un’operazione di democratizzazione dell’artista, cioè se un’artista quindici anni fa non poteva fare un disco senza una produzione, oggi invece, anche solo con una piccola produzione o addirittura autoproducendosi, ce la può fare e lo può anche coprire con delle vendite minime … e siccome quelle vendite non eccessive diventano già un obiettivo anche per una major, questo può lasciare spazio anche a band che non si uniformano ad un pensiero unico … Se tu vendi diecimila copie, conti per tutti, sia per un’indipendente che per una major: allora mi viene da dire “Occhio, perché una bella band con una piccola produzione diecimila copie le può vendere!”. Io non vedo così male la crisi del disco, che poi non è la crisi del disco, non è una crisi di creatività: è la crisi di un meccanismo commerciale che ha spostato i suoi soldi da un'altra parte …

Mescalina: La crisi di un mercato …
Andrea Satta: La crisi di un mercato concepito in un certo modo, magari a concepirlo in un altro modo non sarebbe in crisi … quindi ho delle speranze.

Mescalina: Ma dimmi qualcosa che ti è piaciuto, che hai sentito, perché il disco di Silvestri immagino che tu non l’abbia ancora sentito …
Andrea Satta: No, io è nell’artista che ho fiducia: noi siamo amici, ma non ho avuto tempo di ascoltare nulla … Qualcosa che mi è piaciuto? Sono contento di alcune cose, per esempio sono contento che Alessio Lega ha vinto il Premio Tenco come opera prima l’anno scorso, sono contento che un’artista come Pinomarino sta per uscire con un nuovo disco, perché ci sono alcune cose interessanti …
Mescalina: Io ho sentito il singolo …
Andrea Satta: “Non ho lavoro”?
Mescalina: Sì, lo inviterai ad “Avanti pop!”?
Andrea Satta: Sicuramente.

Mescalina: A proposito perchè “Avanti pop!”?
Andrea Satta: “Pop” nel senso di popolare, di popolo e “Avanti” in tutti i sensi che dicevamo prima per guardare avanti, per continuare a cercare, a spronare …
Mescalina: “Avanti pop” musicalmente è anche un titolo che comunica allegria …
Andrea Satta: Certo, “Io sono allegro”!.

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