Guidoboni

interviste

Guidoboni Glu: un sorso di ricordi e sentimenti

17/07/2023 di Roberta Matticola

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Si intitola Glu l'ep d'esordio del cantautore emiliano Filippo Guidoboni, in arte Guidoboni. Nelle quattro tracce di questo disco, si fondono ricordi, amori ed infanzia e grazie alla produzione di Alex Elena (nominato ai Grammy, Alice Smith, Lily Allen, Citizen Cope tra i tanti) e Mattia Mari (L'Avvocato dei Santi, Giuda, Belladonna), Guidoboni ci conduce nel suo personalissimo mondo dolceamaro. Un cantautore viscerale che, con i suoi testi, riesce a ripercorrere con eleganza diversi momenti della sua vita, servendosi di uno stile malinconico misto ad un pizzico di ironia: dall'infanzia alla famiglia, sino ad arrivare all'amore nelle sue sfaccettature piu' intime e private. Noi di Mescalina abbiamo fatto qualche domanda al giovane cantautore emiliano per scoprire i lati nascosti del suo disco e dei suoi brani conoscendo cosi' piu' da vicino, la sua produzione musicale.
Iniziamo dal titolo del tuo lavoro: glu. Un titolo onomatopeico che interpreto in due modi diversi: l’invito ad ascoltare il tuo disco in un solo sorso; o un piccolo goccio della tua filosofia musicale... Interpretazione, questa, dettata anche dalla copertina del disco dove si vede una bottiglia di latte. Una delle mie due interpretazioni è corretta?

Ciao Mescalina. Entrambe le interpretazioni sono corrette. È un invito a questo piccolo sorso dove all’interno trovate 4 canzoni in cerca di ascoltatori che si vogliono lasciare trascinare dalla nostalgia e la malinconia del nostro passato. Ad esempio il latte potrebbe rappresentare l’infanzia, la colazione alla mattina con i cereali, quelle cose che per noi non avevano senso ma ora le apprezzeresti di più. In quel sorso trovi anche una lettera di amore eterno o forse 2, chi lo sa.

Iniziamo a parlare delle tracce di questo tuo EP di debutto! A casa dei miei è la prima traccia del disco: un brano che ci trasporta nei ricordi, nella campagna emiliana e, soprattutto, nella tua infanzia. La melodia è allegra, ma, soprattutto sul finire del brano, si percepisce un velato senso di nostalgia: ascoltandola, è come se guardassimo una sbiadita foto di famiglia, scattata in una calda estate dei primi anni del 1990. Nostalgia e passione si mischiano in Porno: un brano che racconta un amore che si consuma con l’avventura di una notte, ma non porta via i sentimenti. È così?

Io l’ho amata (il problema è che lo amate tutte), lei probabilmente mi ha sempre voluto solo un gran bene ed è per questo che si è consumato subito. Però quando due persone si sono veramente volute bene può capitare a volte che il tempo aiuti a ricucire delle ferite. E tieni conto che in mezzo c’è stata anche una pandemia quindi mi ha dato molto tempo per poter riflettere. Infatti ora siamo in ottimi rapporti, tanto che è la protagonista del video di ufficiale di Porno che potete trovare sul mio canale YouTube.

Niente Paradiso mi trasmette l’idea che non ci sia nessuna redenzione e nessun riscatto per chi si trova in difficoltà e cerca, in tutti i modi, di trovare una soluzione. Ci racconti com’è nato questo brano?

No, in realtà c’è il riscatto per tutti. Dipende sempre da come affronti le cose. Il personaggio di Niente Paradiso era uno senza speranze, ma a cui voglio uno stratosferico mondo di bene ed è una delle persone più importanti della mia vita. La prima volta che ha sentito questo brano è stato in silenzio per un paio d’ore perché per lui è stato un colpo al cuore sentire quelle parole che non ho potuto dire di persona ma attraverso le canzoni. Questo però ci ha permesso di ricucire il nostro rapporto e ci ha permesso di far evolvere la nostra amicizia in qualcosa di più forte. Rimane tuttora la nostra canzone preferita.

Bella figura è un altro brano con una melodia brillante, ma il testo è fortemente sarcastico, ironico e, quello che ho percepito, è anche una denuncia sociale: quasi un brano rivolto a tutti quelli che vogliono farsi un nome ed una posizione nella società, a costo di qualsiasi cosa. Ti va di parlarcene?

Certo. Pensate che il soggetto della canzone è sempre ispirato a questo mio amico che stava affrontando un momento della sua vita particolare. Uno dei suoi momenti. Ma questo era tosto perché ogni volta che apriva bocca io tiravo fuori il mio taccuino e prendevo giù appunti. È una delle persone più colte e informate che conosco. Ma in quel periodo ne sparava una dietro l’altra. Poi ci siamo divisi per un po’ ed è per questo che ho avuto il bisogno di scrivere Niente Paradiso. Qualche mese dopo mi trovo a letto bloccato per il Covid e al mio fianco avevo il mio computer, una chitarra, una base musicale con delle potenzialità che tenevo ferma da due anni e il mio taccuino. Così è nata Bella figura. Mi ha rimesso in piedi e mi ha guarito velocemente. Un mese dopo ero già in studio giù a Roma a registrarla.

Nelle tue canzoni ho colto dei riferimenti musicali a Lucio Dalla ed uno – forse più esplicito – a Gli Stadio (in particolare nel brano A casa dei miei) dove dici “dove suona quel solito chitarrista/quel maledetto grande figlio di puttana”. A tal proposito ti chiedo: i grandi artisti della tua terra (Emilia Romagna) sono stati per te un punto di partenza e di riferimento per la tua crescita e formazione musicale?

È una citazione voluta. A casa dei miei purtroppo ci stan ancora vivo e vegeto quel maledetto grande figlio di puttana. La citazione agli Stadio sicuramente, a Dalla non lo so. Me lo state dicendo in tanti questa cosa, ma non è voluta. Io non mi affeziono più a nessuno. Ascolto, assorbo, rubo, mi prendo quello che mi piace, lo adatto a me e lo lascio andare. Tipo ad esempio a me piace molto Brunori Sas perché è riuscito ad unire con il tempo molti linguaggi che provengono da tanti altri artisti del passato. Però saranno 4 mesi che non mi ascolto più una sua canzone. A me piaceva anche Ligabue da ragazzino. So a memoria Buon compleanno Elvis, ma se devo essere sincero non lo ascolto da anni. Per me tutti gli artisti sono importanti e tutti in qualche modo faranno parte del tuo percorso musicale, che tu gli ascolti una volta o cento volte.

Ti va di raccontarci come ti sei avvicinato alla musica? Cosa ispira la tua produzione musicale?

Mi sono avvicinato alla musica da piccolo. Credo alle elementari perché se non sbaglio vedevo dei miei compagni di altre classi suonare la chitarra classica per conquistare le altre bambine. A me non me fregava niente della bambine. Io volevo fare Bruce Springsteen. Ci è voluto un po’. Sono il classico caso “è bravo ma non si impegna”. Poi nel tempo ho capito che la mia benzina sono le sfide. Ho suonato il basso per 15 anni perché qualcuno mi aveva sfidato a farlo. Mi sono messo a cantare perché qualcuno mi aveva detto “secondo me ora non è il momento”. Poi per quelli come me è facile trovare i periodi bui. A volte durano mesi, a volte anni. Non scrivevo in italiano da anni. O meglio, non scrivevo da anni qualcosa che mi piacesse veramente tanto. Bisogna vivere tanto o avere una buona fantasia. Ora come ora sono sto scrivendo. È il 7 luglio 2023 ore 9:32. Sono sveglio dalle 7:30 perché mi sono alzato con un’idea per una nuova canzone.
 
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