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Intervista Stefano Barotti - Costruttore di canzoni
Stefano Barotti

Stefano Barotti

Costruttore di canzoni


08/05/2006 - di Maurizio Pratelli

      
  Costruttore di canzoni
      Intervista a Stefano Barotti

Stefano Barotti è uno dei cantautori italiani più interessanti. Pur con uno stile classico, che porta nel dna i primi lavori di Francesco De Gregori, il giovane artista toscano è dotato di una scrittura molto espressiva, che ha trovato riscontro nell'ottimo esordio del 2003 "Uomini in costruzione", un disco che conteneva almeno una manciata di ottime canzoni. In attesa del nuovo album, che forse uscirà prima dell'estate, Mescalina lo ha intervistato prima di un concerto.


Mescalina: Sono passati tre anni dal tuo esordio discografico ti senti ancora un "uomo in costruzione"?
Stefano Barotti: Decisamente si, credo sia una cosa che mi accompagnerà per molto tempo. Mi sento cambiato, specie se parliamo di fare musica e scrivere canzoni, ma … la costruzione di sè stessi, l'imperfezione, la voglia di cambiare, l'essere in corsa e il poco amore per la normalità sono temi ancora ricorrenti nel mio scrivere e nel mio vivere.

Mescalina: Il tuo disco è stata une delle più belle sorprese della canzone d'autore che si rifà agli anni Settanta …
Stefano Barotti: Grazie del complimento, da sempre penso che il futuro della musica sia negli anni '70: le sonorità, l'intenzione musicale e la voglia di suonare di quegli anni sono un qualcosa di chimico, semplice ma straordinario, che va assolutamente ricercato e ritrovato nella musica dei giorni nostri. Oggi sembra che alcuni esseri umani abbiano scelto di fare musica, negli anni '70 era la musica che sceglieva gli uomini come suoi rappresentanti.

Mescalina: Lo stesso De Gregori ha appena pubblicato un album che ricorda molto i suoi esordi …
Stefano Barotti: De Gregori è un grande artista, sa bene come si scrivono ottimi versi, tornare indietro artisticamente per uno come lui può solo fare bene alle canzoni. Ho ascoltato il disco giorni fa, "Cardiologia" è una canzone straordinaria.

Mescalina: "Compositore di canzoni" è uno dei brani più belli che hai scritto. Un titolo che ha poi ispirato altri cantautori ...
Stefano Barotti: Mi dicono di sì ... Forse è una coincidenza o forse no, poco importa. Comunque tra "compositore di canzoni" e "fabbricante di canzoni" c'è una differenza del 2%. Fa comunque piacere, ispirare altri artisti è sempre una buona cosa.

Mescalina: Io credo che dischi come il tuo abbiano bisogno di tempo per essere scoperti. In questi giorni frenetici nessuno sembra aver più tempo per ascoltare …

Stefano Barotti: Sono d'accordo, è un grande problema, non c'è più tempo di ascoltare e molti artisti da tempo propongono musica ascoltabile senza bisogno di grande attenzione. La non curiosità dei consumatori è un vero cancro per la musica. Molti artisti peggiorano le cose adeguandosi alle Major e ruffianerie varie per vendere dischi. "Uomini in costruzione" non vuole essere un esempio contrario a tutto questo, ma sicuramente è la testimonianza di un lavoro fatto con amore e voglia di divertirsi. Un disco fatto per la musica. Il problema vero è che la gente non ha più tempo per niente non solo per i dischi. Basta accendere la Tv per rendersi conto che siamo completamente fuori tempo con le cose belle e che richiedono qualche neurone in più.

Mescalina: Intanto sei tornato negli Stati Uniti con Jono Manson per il tuo secondo disco. A che punto è?
Stefano Barotti: Direi che siamo a buon punto, ho registrato sei canzoni in Nuovo Messico e altre sette qui in Italia, abbiamo tutti gli scheletri delle canzoni (basso e batteria). Stiamo lavorando con calma, senza fretta, ci stiamo prendendo il tempo che serve alle canzoni scegliendo i musicisti adatti per ogni brano. Forse tornerò negli Stati Uniti per ultimare il lavoro, e spero che il disco sia finito per il mese di giugno.

Mescalina: Recentemente lo stesso Manson mi ha detto che la tua forza è quella di "avere le canzoni". Un grande complimento che mi trova d'accordo.

Stefano Barotti: Grazie. Ho la fortuna di avere sempre una nuova canzone in testa, anche se nell'ultimo anno mi sono dedicato molto di più ad architettare il nuovo disco, ripescando canzoni, arrangiandole ecc … scrivere molto, avere molte canzoni sulla scrivania ti permette di sceglierne sempre di buone, di fare una buona formazione.

Mescalina: D'altra parte "Il legno e le corde" per citarne una, l'hai scritta tu …
Stefano Barotti: È una canzone che adoro, l'ho scritta cinque anni fa, credo sia un'ottima metafora per descrivere gli amori elettrici che a volte ci toccano l'anima.

Mescalina: Cosa ne pensi del rock d'autore, di Marco Parente o Cesare Basile?
Stefano Barotti: Ho un altro approccio rispetto a loro, anche quando faccio cose piuttosto rock ho sempre una vena narrativa e melodica come riferimento, comunque li trovo innovativi rispetto a molti altri musicisti, fanno buona musica. Con loro metterei anche Cristina Donà, anche lei mi sembra un artista da seguire.

Mescalina: Ci sono invece dei nuovi "classici" tra i più giovani come Larocca e Parodi …
Stefano Barotti: Li conosco bene entrambi, hanno una grande energia e ogni volta riescono a trasmetterla, Massimiliano è toscano come me, anche se non è della costa. Ha una grande voce e mi piacciono le sue canzoni per come le parole vengono narrate, c'è qualcosa di antico e intenso in quello che canta, cosi come per Parodi, si somigliano molto come intenzione creativa.

Mescalina: Quali canzoni stai suonando in concerto?
Stefano Barotti: Da tempo canto le canzoni che saranno nel prossimo disco, ci sono brani mansoniani come "L'angelo e il diavolo", o ballate intense come "Natale sui monti" e ancora la drakeiana "Per un chicco di sale" solo per citarne alcune…
Mescalina: Allora aspettiamo le altre!







 

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