Giulia Ventisette

Giulia Ventisette

Contro la rassegnazione


05/07/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Abbiamo intervistato Giulia Ventisette, vincitrice del Premio Under 35 di Voci per la libertà con il brano Tutti zitti, dedicato al silenzio dei lavoratori precari e ricattabili: le abbiamo rivolto domande sulla sua musica, che unisce impegno contro la rassegnazione, profondità di messaggi di chi sa guardarsi attorno e una voce “gentile” e dolce, domande sul suo percorso di cantautrice e così via, soffermandoci anche ad esempio su un altro suo pezzo significativo, “Soldatini di carta”, che parla del cinismo e della corruzione mafiosa immaginando come certi personaggi abbiano tradito in qualche modo la loro innocenza di bambini e deluso i loro nipoti. Giulia ci anticipa anche più di qualcosa sul suo secondo e nuovo album, che ha appena terminato e che si intitolerà “Stanze”. Ricordiamo che Mescalina ha collaborato anche quest’anno con il Premio Under 35 del concorso Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty, con cui si intende valorizzare la creatività artistica giovanile. La vincitrice è stata proclamata attraverso il conteggio delle valutazioni ottenute sommando, in quota ponderata, i Like ottenuti dalle “video-canzoni” sulla pagina Facebook di Mescalina (con quota di influenza del 50%) e il voto della giuria di qualità (con quota di influenza del 50%). La giuria di qualità era composta da rappresentanti di Mescalina.it e Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty. Giulia Ventisette, in quanto vincitrice del Premio Under 35, parteciperà di diritto alle semifinali del Festival, che si terranno dal 19 al 22 luglio a Rosolina Mare.
La canzone con cui hai vinto il Premio Under 35 di Voci per la libertà, Tutti zitti, parla di una generazione di lavoratori precari e ricattabili, che rinunciano a protestare per i loro diritti per la paura di non vedersi rinnovato un contratto, una generazione che sembra rischiare di barattare sogni e dignità per il miraggio del posto fisso. È stata più la vita vissuta a ispirarti, ciò che ti circonda insomma, o uno sguardo più ampio, una situazione più generale e nazionale?

Il senso della canzone è proprio questo.  Io sono cantautrice e ritengo che, per ritenersi tali, sia necessario assumersi alcune responsabilità, e cioè fare della propria esperienza la voce di tutti, tutti quelli che non hanno la forza, il coraggio e/o le capacità per tirare fuori quella voce. Dunque, la risposta è che l’ispirazione nasce un po’ da entrambi i fronti. Ho studiato all’Università di Ingegneria di Firenze, mi sono laureata con ottimi voti e senza andare fuori corso, dopo pochi mesi dalla laurea ho trovato lavoro in una multinazionale e dopo un paio di anni ho ottenuto il contratto a tempo indeterminato. SONO FORTUNATA. Me lo ripeto ogni giorno. Sono fortunata per tanti motivi. È una fortuna che però ha un prezzo, ecco il perché di questa canzone. Una canzone che mi ha portato allo scontro con i miei genitori, che mi vorrebbero un po’ meno rivoluzionaria e un po’ più accondiscendente, ma, come ho detto prima, sono cantautrice e ho delle responsabilità ben precise, che mi voglio assumere a pieno titolo.



Nel brano canti “E son rimasta sola a fare la rivoluzione / Chiusa dentro questa stupida prigione”: la difficoltà di rivendicare i propri diritti, oltre alla ricattabilità dei lavoratori precari, secondo te è più connessa all’insufficienza degli interventi dei sindacati (e alla stessa debolezza della cultura sindacale oggi, della consapevolezza dei propri diritti), o al fatto che, oltre a muoversi invano nella prigione dei contratti a tempo determinato, ci si limita spesso solo a essere leoni solitari da tastiera nella gabbia della rete, anziché organizzarsi e coalizzarsi?

“Son rimasta sola a fare la rivoluzione/ chiusa dentro questa stupida prigione” è ovviamente una grossa provocazione (scusa per la rima, un po’ ridondante). Purtroppo, i sindacati ci sono, ma dimostrano un potere sempre inferiore, poiché spesso scendono a patti con le aziende, accettano compromessi, pur di ottenere qualcosa in cambio. Allo stesso tempo le persone non si fidano più dei sindacati e restano sole. È un cane che si morde la coda ed è un discorso molto ampio.
Quello che vedo intorno a me è rassegnazione e paura. Questo non è più il tempo delle rivoluzioni, in cui si è disposti a non mangiare pur di restare uniti per ottenere i propri diritti, questo è il tempo dei social, in cui si scrive un post su Facebook e si pensa che tutto così sia risolto. È il tempo in cui si pensa solo a noi stessi: chi ha il lavoro pensa solo a tenerselo e a rimanere in silenzio, per non attirare l’attenzione di chi avrebbe il potere di toglierglielo, chi non ce l’ha invece cerca disperatamente mille stratagemmi per riuscire ad arrivare a fine giornata, ignorato dal mondo circostante (nella migliore delle ipotesi).
Premesso questo, non voglio assolutamente accusare gli altri e tirarmene fuori, faccio parte di questa società e purtroppo anche io sono una vittima di questi meccanismi.
Le mie canzoni sono anche uno sprone e un monito a me stessa: io ho voglia di essere una persona migliore.



Questa è una canzone di argomento sociale, ma che porgi e canti mantenendo grazia e dolcezza: concordi? E se sì, pensi che sia una caratteristica della tua musica?

Concordo assolutamente. Come in tutte le cose, credo che per ottenere un risultato accettabile e condivisibile sia necessario prendere coscienza dei propri punti di forza ed esaltarli. Io non ho una voce rock, sarei stata poco credibile se avessi cercato di urlare, solo perché “va di moda” (che poi, non credo neanche che vada tanto di moda). Ho preferito raccontare questa storia rimanendo dalla parte dei più deboli, con un velo di malinconia nella voce e nell’intenzione, poiché in fondo è proprio questo sentimento che mi ha mossa a scriverla, oltre ad una giusta dose di arrabbiatura.

Il brano Soldatini di carta e il relativo video sono abbastanza pungenti nel loro obiettivo polemico e raccontano il cinismo di personaggi senza scrupoli pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi: com’è nato questo pezzo?

Il brano Soldatini di carta parla di mafia, quindi, come hai detto tu, di persone pronte a tutto pur di ottenere un beneficio o un guadagno, persino a barattare la vita della propria madre per un pugno di denaro (per un pugno di zeri).
La canzone è nata in un modo particolare, insolito per me, perché io non ho avuto mai esperienze nell’ambito mafioso (e oserei dire PER FORTUNA), però in questo mare di concorsi rivolti ai giovani cantautori, sono stata invitata a partecipare a “Musica contro le mafie”, poco meno di un anno fa. Lessi il bando del concorso, che era davvero molto interessante, ma mi resi subito conto che non avrei potuto iscrivermi, perché non avevo un brano che denunciasse la mafia. Andai ad ascoltare qualcosa tra le canzoni che erano risultate vincitrici negli anni precedenti e notai che più o meno, il modo di trattare l’argomento era sempre simile. Per questo motivo mi fermai davanti ad un foglio bianco e pensai: cosa scriverei se dovessi descrivere un ambiente ai limiti della legalità? Da dove partirei?
La risposta fu immediata: DAI BAMBINI. Perché quello che oggi è un uomo o una donna senza scrupoli, ieri, quindi 10 anni fa, o 20, o 30, è stato come me: è nato da una madre, in un ospedale o forse in casa, è stato allattato, ha giocato a pallone in un cortile con i suoi amici.
E adesso? Dove giocano oggi i bambini di ieri?
Da qui ho scatenato la mia fantasia, me li sono immaginati come soldatini di carta, pronti a combattere una battaglia che non hanno compreso, che li travolge fino ad arrivare in punto di morte e rendersi conto di non avere più niente, neanche la stima dei loro nipoti, che li disprezzano e che continuano a giocare per intraprendere strade diverse, ed essere migliori.



Hai vinto, sei stata finalista o semifinalista (Area Sanremo, Castrocaro, Premio Bianca D’Aponte, Premio Valentina Giovagnini, ecc.) in molti concorsi: a quale esperienza finora sei legata maggiormente e a quale brano, che ti ha dato le soddisfazioni che ti hanno fatto più piacere e che ti hanno incoraggiato e spronato ad andare avanti?

È vero, sto portando la mia musica in giro per l’Italia, perché ho la necessità di farmi ascoltare, quindi, oltre al tour con i miei musicisti, mi dedico anche ai concorsi che ritengo più interessanti e adatti a me. Tra tutti quelli a cui ho partecipato, ovviamente, ce ne sono alcuni più conosciuti ed altri più circoscritti, più piccoli. Al contrario di quello che ci si può aspettare, il concorso che mi ricordo con più nitidezza e affetto è uno che si svolge in una piccola frazione in Garfagnana, in Toscana (Fornaci IN…canto), perché è stato il primo che ha riconosciuto il valore di quello che scrivo. In quell’occasione mi presentavo con il brano Burattino, una denuncia verso tutti quegli uomini che non sono in grado di prendere autonomamente le proprie decisioni, e che si lasciano “guidare” da donne con poca dignità, che usano tutti i mezzi a loro disposizione per fare obbedire i propri mariti ad ogni imposizione. A breve pubblicherò anche il video ufficiale di questo brano, che è molto teatrale ed è anche molto divertente da eseguire dal vivo.
Forse però la canzone che mi sta dando maggiori soddisfazioni, sia con il pubblico che di fronte alle giurie, è proprio TUTTI ZITTI, perché mette davvero d’accordo tutti, senza distinzioni.

Hai partecipato più volte alle rassegne live del progetto “Anatomia femminile” di Michele Monina: come l’hai conosciuto?

Michele Monina è la voce fuori dal coro! È davvero un personaggio interessante e lo ammiro moltissimo, nonostante non sia sempre d’accordo con quello che dice nei suoi articoli (ma questa credo che sia una cosa normale!). Purtroppo, non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo dal vivo, ma credo che accadrà presto, perché sta organizzando alcuni eventi che coinvolgono noi cantautrici emergenti. Mi ha trovata lui, tramite Facebook e mi ha chiesto di far parte di questo suo progetto, al quale ho subito aderito con entusiasmo.
Lo stimo davvero, non lo dico per dovere di circostanza, perché è una persona che esprime le proprie opinioni senza timore ed è quindi uno stimolo per tutti quelli come me che si presentano al pubblico con le proprie storie e il proprio punto di vista.
Inoltre lo ringrazio, perché nonostante abbia a che fare con personaggi di fama nazionale e/o internazionale, si occupa e si da molto da fare anche per noi che ancora non siamo conosciute dal grande pubblico.



Quando sarà pronto il tuo secondo album?

Grazie! Grazie per avermi fatto questa domanda!
Sono molto fiera di questo progetto, che ho portato a termine solo da qualche giorno, dopo due anni e mezzo di lavoro durissimo, dunque sono felice di parlarne.
È un album che è basato sul mio punto di vista, il mio punto di vista riguardo a vari argomenti. Poiché non trovavo un titolo di una canzone in particolare che potesse rappresentare tutto il disco, dopo vari tentativi falliti, ho immaginato che ogni canzone rappresentasse un angolo di una casa, una stanza! Ecco perché ho deciso di chiamarlo proprio Stanze. Mi sono occupata di questo album in toto, dalla scrittura alla grafica.
Devo ringraziare il maestro Franco Poggiali, che ha lavorato con me alle musiche e agli arrangiamenti di tutti e dodici i brani che fanno parte del progetto e il videomaker Stefano Decarli con cui scrivo le sceneggiature dei videoclip. Inoltre ringrazio La Stanza Nascosta Records, nelle figure di Salvatore Papotto e Claudia Erba che hanno accolto con entusiasmo il mio mondo musicale all’interno della loro etichetta discografica. Se posso, vorrei anche ringraziare tutti i musicisti che hanno suonato per me in studio e dal vivo e che spero continueranno a farlo anche in futuro: Franco Poggiali (pianoforte, tastiere, synth, basso, chitarre acustiche ed elettriche), Gigi Ragucci (pianoforte), Giacomo Pelanti (chitarre elettriche ed acustiche), Vieri Sturlini (chitarre elettriche ed acustiche e basso), Edoardo Bruni (chitarre elettriche ed acustiche), Amedeo Ronga (basso), Elena Craighead (violino), Jacopo Bencini (violino), Federica Finardi Goldberg (violoncello), Filippo Lepri (tromba), Vladimiro Martini (tromba), Aldo Viti (batteria), Claudio Del Signore (batteria), Riccardo Innocenti (batteria).
Credo e spero di non aver dimenticato nessuno!
L’album andrà in stampa in questi giorni e spero di poterlo pubblicare a breve!

La tua musica in tre aggettivi.
SINCERA
ORIGINALE (spero)
VIVA

 

Le tappe del percorso musicale di Giulia Ventisette

2015

· Pubblicazione del primo album di inediti L’inverno del cuore. Promozione radio su: Radio Capital, Radio Toscana, Radio Rosa, Lady Radio, ControRadio, ecc.

2016

·Ammissione alla fase semifinale del concorso CapiTalent, con il brano Nudo e pubblicazione della canzone nella compilation estiva, distribuita da SonyMusic.

2017

· Menzione speciale LFD Press con il brano Unico, trasmesso in radio e rimasto in classifica “Euro Indie Music Chart” per 2 mesi.
· Ammissione a fase finale Festival Incanto (RN) e vittoria della borsa di studio per stage e audizione a Area Sanremo 2017.
· Partecipazione a Stage Formativo SeminArte, organizzato da Rusty Records, presso lo studio di registrazione di Ron, con i docenti: Francesco Gazzé, Lalla Francia, Davide Maggioni, Maurizio Rugginenti, Massimo Severo e il fonico di studio Luca Vittori. · Finalista al Concorso DisCanto (Pisa) con il brano Burattino
· 
Ammissione alla Fase Finale radiofonica del Premio Mia Martini 2017, con il brano inedito Il sale sugli occhi. ·Finalista al Limatola Festival 2017, con il brano Burattino.
· Vincitrice Contest del Mugello per cantautori 2017
· Semifinalista al Premio “Bianca D’Aponte”, con il brano Il sale sugli occhi
· Premio Sala Stampa e vincitrice del concorso Fornaci In…Canto, sezione cantautori, con il brano Burattino.
· Semifinalista Festival di Castrocaro
 · Semifinalista Area Sanremo 2017
· FIAT MUSIC con Red Ronnie, Moncalieri (TO)
· Partecipazione al Festivalino di Anatomia Femminile, indetto da Michele Monina, con Il sale sugli occhi
2018
· Produzione del secondo album in corso.
· Vincitrice de La Milano-Sanremo della Canzone Italiana, con il brano Soldatini di carta
· Menzione speciale Aletti Editori in collaborazione con Centro Europeo Toscolano di Mogol, per il valore letterario del brano “Tutti zitti” – Pubblicazione del testo su Antologia C.E.T. 2018
· Finalista al Premio InediTO – Colline di Torino, sezione TESTO CANZONE
· Apertura del concerto di Mirkoeilcane, presso THE CAGE, Livorno
· Vincitrice Premio Under 35 e semifinalista Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty, con Tutti zitti
· Vincitrice Contest del Mugello per cantautori 2018
· Semifinalista Premio Lunezia, con Figli d’arte
· Semifinalista Premio Valentina Giovagnini, con Tutti zitti
· Partecipazione a rassegna live di Anatomia Femminile organizzata da Michele Monina
· Live Tour in corso.  

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