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Intervista Yo Yo Mundi -
Yo Yo Mundi

interviste

Yo Yo Mundi

03/09/2003 di Christian Verzeletti

#Yo Yo Mundi#World#Folk

Le interviste di Mescalina peccano solitamente di lunghezza, ma con gli Yo Yo Mundi questa si è tramutata in una piacevole virtù: Paolo Enrico Archetti Maestri ha risposto alle nostre domande con l’entusiasmo e con la sensibilità che da sempre contraddistinguono la musica della sua band. In sintonia con la sua spontaneità e con la piena coscienza di ciò che questo comporta, ci piace ricordare il titolo del loro ultimo singolo come un filo sottile che percorre tutte le loro canzoni e anche questa nostra chiacchierata: “Libertà”!

  
    Interviste:

                   Yo Yo Mundi

Le interviste di Mescalina peccano solitamente di lunghezza, ma con gli
Yo Yo Mundi questa si è tramutata in una piacevole virtù: Paolo Enrico Archetti
Maestri ha risposto alle nostre domande con l’entusiasmo e con la sensibilità
che da sempre contraddistinguono la musica della sua band.
In sintonia con la sua spontaneità e con la piena coscienza di ciò che questo
comporta, ci piace ricordare il titolo del loro ultimo singolo come un filo sottile che
percorre tutte le loro canzoni e anche questa nostra chiacchierata: “Libertà”!


Mescalina: Ciao a tutti gli Yo Yo Mundi!
Già ci eravamo sentiti ai tempi dell’ultimo disco, ora l’occasione è l’uscita di “La libertà”, che più che un singolo mi sembra un mini cd che va a completare ed ampliare il discorso del disco …
Yo Yo Mundi: Ciao Cristian e ciao a tutti gli amici di Mescalina! In effetti “La Libertà” è un cd singolo “gonfio” esattamente come gli altri tre che lo hanno preceduto, nella nostra storia era la prima volta che provavamo a far uscire dei singoli e in realtà l’idea ha avuto successo. Soprattutto perché abbiamo curato per bene sia l’aspetto grafico sia i contenuti degli stessi. Pensa che nei quattro singoli ci sono 12 brani (tra inediti, curiosità, strumentali e brani ormai introvabili) che vanno ad aggiungersi alle canzoni del cd “Alla Bellezza dei Margini”, insomma per chi si è appassionato agli Yo Yo Mundi, questi mini-cd non si possono davvero perdere, per chi ci conosce meno invece possono diventare un buon modo per avvicinarsi alla nostra musica senza spender troppo!

Mescalina: “La libertà” è una cover di Gaber … un saluto corale e “partecipe” in ogni senso … tra l’altro avete collaborato anche al suo ultimo “Io non mi sento italiano” … Come avete scelto il brano da interpretare?
Yo Yo Mundi: Fino all’ultimo il singolo doveva aver come brano principale “La Danza dei Pescispada” e “La Libertà” doveva essere uno degli altri brani. Ci faceva piacere ricordare Giorgio Gaber interpretando una sua canzone e in particolare questo brano, visto anche la straordinaria attualità del testo, in questo momento poi dove il clima politico è davvero irrespirabile e si fa un uso troppo spesso strumentale della parola “Liberta”!
La nostra proposta è riappropriarci della parola Libertà e soprattutto invitare tutti quanti a diffidare della stessa quando è utilizzata al plurale.
Dopo averla registrata, tra l’altro su consiglio di Beppe Quirici e con la sua preziosa collaborazione (produttore tra l’altro degli ultimi due dischi di Giorgio Gaber nonché di “Alla Bellezza dei Margini”), abbiamo subito capito che sarebbe stata sprecata mescolata ad altri brani nel mini-cd e così in pochi minuti abbiamo rinunciato al remix de “La Danza” scegliendola come brano principe. Ben consapevoli di rischiare qualche critica che puntualmente è arrivata!
Ma sinceramente la nostra storia fatta anche di tanti omaggi (e aggiungo sempre sentiti) alla musica che amiamo - vedi ad esempio le nostre versioni di brani di De André, Fossati, Conte o Violent Femmes, Beatles (una tanto inedita quanto travolgente: “When I’m 64”!) etc. etc. - credo che ci metta un po’ al riparo da questo tipo di critiche.


Mescalina: Avete lavorato con lui direttamente?
Yo Yo Mundi: No, purtroppo no. Siamo stati in studio in tempi differenti per le session di “Io non mi sento Italiano” e lì abbiamo saputo della malattia che non gli dava tregua. E’ stato toccante, molto toccante ascoltare le voci che aveva appena registrato.

Mescalina: Pur con le dovute differenze, nella vostra musica c’è questa combinazione di impegno e di leggerezza, di innocenza e di coscienza che anche Giorgio metteva nelle sue canzoni …
Yo Yo Mundi: Cosa possiamo risponderti se non ringraziarti? Ci
fai un complimento bellissimo.


Mescalina: Si potrebbe dire che entrambi fate “musica sghemba”?
Yo Yo Mundi: Ah, questa poi …musica sghemba per tempi sghembi, speriamo che giungano tempi più lineari per coloro che verranno dopo! Detto questo abbiamo un predilezione per le curve.

Mescalina: A proposito di vicinanze e di collaborazioni, voi avete lavorato con i Violent Femmes, poi Giorgio Canali, Andrea Chimenti, Marco Parente, Teresa De Sio, solo per fare qualche nome … insomma avete attraversato buona parte della canzone d’autore e del rock italiano …
Yo Yo Mundi: Le collaborazioni e gli scambi culturali e creativi sono una delle “bellezze” irrinunciabili per gli Yo Yo Mundi, anzi ci piacerebbe intraprenderne di più, ma in Italia è difficile perché spesso siamo tutti impegnati ad annaffiare il proprio orticello (e ci metto dentro anche noi!), insomma i ristretti margini di sopravvivenza prendono il sopravvento sulla ricerca di collaborazioni.
E poi - lo dico tra il serio e il faceto - c’è sempre qualcuno che se la tira un po’ e se collabora con te è solo dopo aver fatto ogni sorta di calcolo.

Mescalina: Ci sono due collaborazioni di cui vi voglio chiedere: una, ovvia, chissà in quanti vi hanno già fatto questa domanda, è quella di Ivano Fossati e l’altra è quella dei Thin White Rope …
Yo Yo Mundi: Due artisti che amiamo molto … cosa vuoi sapere?

Mescalina: Come siete arrivati a questi artisti? E come è stato lavorare con loro?
Yo Yo Mundi: Nel caso di Ivano c’era una stima reciproca e un gran voglia di provare a lavorare insieme, a questo si può aggiungere anche l’amicizia e la collaborazione che ci lega - ogni giorno di più - a Beppe Quirici.
Per quanto riguarda i TWR il merito è in gran parte ascrivibile al nostro ex manager che aveva bei rapporti con loro avendo curato molti concerti in Italia e un tour in Unione Sovietica!
Lavorare con Ivano Fossati è stato come ritrovare un amico, decidere di cucinare insieme e scegliere insiemi gli ingredienti migliori da mescolare. Inizialmente ci siamo un po’ annusati e poi, una volta entrati in una sfera di confidenza, abbiamo giocato insieme, questa semplicità di rapporto ha aiutato il confronto e reso ancora più preziosa la collaborazione.










Mescalina: Mi raccontate qualche particolare/aneddoto soprattutto sui Thin White Rope?
Yo Yo Mundi: Oh sì, certo! Pensa che ad un certo punto eravamo a pochi giorni dalla consegna di “Percorsi di Musica Sghemba” e il dat con le registrazioni di Guy Kyser non arrivava. Lo abbiamo tempestato di mail e telefonate senza risposta. Quando ormai disperavamo è giunto il tutto e un suo messaggio, ho registrato di notte da un amico per farvi risparmiare … e per la collaborazione ci ha chiesto solo un minimo rimborso spese. Che meraviglia! Su Fossati l’aneddoto curioso, il primo che che mi viene in mente, è quello che riguarda un’esibizione per la trasmissione Taratatà (RAI DUE) dove suonavamo insieme la nostra “Estasi e Delirio”. Il mio amplificatore era proprio puntato verso il pianoforte ad un volume decisamente potente, ancora oggi ridiamo di quel momento e delle prese in giro che ci siamo reciprocamente dedicati!

Mescalina: Torniamo al singolo: c’è poi uno dei vostri pezzi strumentali, ”Siccità”, tratto da “La storia del bacicalupo innamorato”, libro di favole con disegni e colori …
Yo Yo Mundi: E’ un’idea che ci ha conquistato a poco a poco, intanto avrai e avrete capito che gli Yo Yo Mundi sono animali immaginari che si cibano di progetti trasversali, abbiamo bisogno il più possibile di sfogare la nostra creatività e di uscire il più possibile dai cliché immobili dell’italica penisola. Insomma per varie ragioni credo che andare avanti con la formula disco di canzoni tour avrebbe ucciso il gruppo, le esigenze creative e anche di approccio - anche culturale - di ognuno di noi hanno portato la nostra musica a voli trasversali, a volte voli pindarici certo, ma sicuramente più emozionanti di percorsi di routine. Tornando alla favola tutte le notizie a proposito di questo lavoro le trovate sul sito di Impressioni Grafiche Editrice www.eigeditrice.it ordinatela per i vostri fratellini e sorelline, per i bimbi che vi gioiscono intorno! Noi possiamo aggiungere che è - in qualche modo - un prgetto solidale, l’autore si chiama Marco Castelnuovo, che nel libro ci sono tavole bellisime e coloratissime opera di Marco e dei ragazzi dell’Istituto Statale d’Arte Jona Ottolenghi di Acqui Terme. Ci sono anche le sagome dei bacicalupi da ritagliare per farne dei burattini e infine il cd con le nostre musiche, un totale di dodici tracce e cioè una filastrocca irresitibile intitolata “Baci Cica Calu Lupo”, due brani - per così dire - riumoristici, due canzoni “L’Albero genealogico dell’Esistenza” e “Non si sa mai” e sette brani strumentali dove ci siamo scatenati sia da un punto di vista compositivo e sia da quello espressivo.

Mescalina: Alcune vostre canzoni mi ricordano tanto certe storie e arie popolari, apparentemente infantili, innocenti, che si portano dentro profondi significati culturali e sociali … di vita …
Yo Yo Mundi: E mi tocca di nuovo ringraziarti! Vuol dire che abbiamo centrato uno degli obiettivi che ci siamo posti all’inizio dell’avventura Yo Yo Mundi. Che è poi quello di essere semplici e diretti, ma di cercare a volte - e con tutti i rischi del caso - di essere nella scelta dei temi e dell’esposizione un po’ più profondi. Insomma - se mi permetti una boutade - l’idea di fare i cantastorie del 2000 ci appassionava molto. Credo che si senta questa cosa nelle nostre composizioni, credo che si senta il profondo piacere di chi traghetta ogni giorno un pugno di canzoni dai confini della memoria - e dai margini della bellezza! - fino alla piazza, e alle persone che di volta in volta la abitano.

Mescalina: Altre invece sono pensieri che arrivano direttamente dal cammino di una coscienza, personale e sociale … penso alle ultime “Dio è triste”, “Ambaradan” …
Yo Yo Mundi: Ah, sì anche questo è un dovere primario di un novello cantastorie (ma anche un piacere e, quando cominceranno con i divieti imposti da i nuovi padroni del mondo: anche un diritto!!!). Bisogna far ridere e pensare, divertire e sognare, riflettere e cantare.
Insomma poiché non abbiamo scelto di fare musica per riempire le nostre tasche e quelle di altri di tanti soldini fumanti (non mi chiedere perché “fumanti” mi piaceva e basta!), ma bensì perché mossi da altri sogni, da altre idee.


Mescalina: A proposito dell’attuale oligarchia economica dominante a cui fate riferimento in “Ambaradan”, mi sembra che siate piuttosto sensibili e vicini a un discorso di solidarietà … no global?
Yo Yo Mundi: Hai visto che belle facce in giro quando si parla di Pace e di “Un mondo migliore possibile”? Hai visto che bellezza, che fragranza di idee e di contro-proposte, che meravigliosa confusione di sogni terreni e utopie e quanti nuovi e ingenuamente caotici incontri\confronti? Quanta grezza spontaneità? Ecco questa è la vita che sogniamo, questo sarà il futuro prossimo nei nostri desideri.
Davvero c’è qualcuno che vuole un mondo di linearità socioeconomica, di iper-sicurezza, di pseudo futuro globale garantito (?!?) da pochi ricchi e potenti? Davvero vogliamo vedere aumentare la forbice di vivibilità tra i benestanti e gli altri? Davvero vogliamo ricacciare indietro senza risposte adeguate un mondo di gente che ci pone la stessa domanda: perché dobbiamo morire per il vostro pseudo-benessere?
Gli Yo Yo Mundi hanno sogni, brividi, desideri e aspettative che sono quel mondo che ha il coraggio di scendere in piazza per dire “non ci sto”. Io voglio dell’altro da questa vita e mi impegno in prima persona per ottenerlo e per smascherare il più possibile le intenzioni dei predatori che lavorano per opprimerci in nome del libero mercato e, soprattutto, dei loro sporchi interessi.


Mescalina: Quindi, la bandiera della pace potrebbe essere anche un’ipotetica copertina di un disco prossimo degli Yo Yo Mundi?
Yo Yo Mundi: Chissà! Anche se credo che non sarebbe giusto che ce ne appropriassimo noi, quella bandiera - al di là dei significati religiosi che la colorano - è divenuta giustamente un simbolo unitario di un arcipelago di idee e di persone - in gran parte - dalla “belle faccia”!
Quello che è sicuro è che sventola dalla nostra finestra e sventolando porta il suo messaggio di arcobaleno a contrastare il buio della ragione.


Mescalina: Curioso come nella vostra musica ci stia questa voglia di esprimere la propria posizione, di essere partecipi … quasi fossero canzoni di resistenza … e poi anche un sorta di desiderio di ritorno a casa, alla dolcezza della vita nelle sue piccole cose, nei suoi sogni e nelle sue favole …
Yo Yo Mundi: Ci stanno frantumando le palle con questa storia che le nuove tecnologie e internet e la comunicazione e le notizie in tempo reale e i video telefonini siano di aiuto alla conoscenza, alla democrazia e agli scambi affettivi, amicali e\o culturali. Forse tutto questo crea solo ulteriore solitudine, crea solchi infiniti tra la vita reale e qualcosa di precotto che ci viene ogni giorno offerto. E’ chiaro che sarei matto se proponessi di non utilizzare le innovazioni tecnologiche e le loro piacevolezze o\e utilità, dico solo che bisogna farlo con attenzione, ben attenti a non permettere a tutto questo - ma anche agli abusi di droghe e di alcol - di sostituire le relazioni sociali, la piazza, il confronto e il profumo dell’aria che cambia con le stagioni.
Se devo scegliere tra i sapori, i profumi e\o gli odori, ma anche il sudore, i peli, i brufoli e l’asettico mondo di certe tv, dove se non hai certe caratteristiche sei “out”, se non segui una certa filosofia sei “out”, se non vesti un certo modo e non ascolti una certa musica sei “out”, sai cosa scelgo? Scelgo la vita e i cazzi miei, senza farmi mai troppo condizionare. Lo faccio adesso e lo facevo a vent'anni. Ho avuto momenti di infelicità e solitudine, ma poi ho imparato ad amare anche quelli!
In realtà questa storia del mondo globalizzato è solo un tentativo - l’ennesimo - di appiattirci, di omologarci, di sotterrare una reale e possibile uguaglianza in nome del “siamo tutti uguali non ci sono differenze, perché tutti possiamo consumare le stesse cose”. Il mondo e le persone che lo abitano si arricchiscono reciprocamente delle singole peculiarità e dagli scambi che ingenerano gli incontri, tutti i tipi di incontri. Appiattire tutto questo porterà all’estinzione della natura umana e del pensiero, prima del pensiero e poi della razza umana. Quando si uccide non si pensa.
E’ risaputo.


                                                            >>
(continua)