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Wolfram Fleischhauer

Il bosco silenzioso

Wolfram Fleischhauer


Emons, 2018

di Corrado Ori Tanzi
Anja Grimm è una tirocinante dell’Ufficio forestale di Waldmünchen. Nel bosco di Faunried effettua indagini geognostiche con misurazioni cartografiche e sondaggi del suolo boschivo in un’indagine più a largo raggio che sta riguardando tutta la Baviera.

Quel bosco tuttavia non è una semplice radura per Anja. Era il suo luogo di giochi da piccola, il paradiso per una bimba che da sempre ama i boschi e viene affascinata dai meccanismi del mondo biologico. Non solo, in quel luogo Johannes Grimm, suo padre, scomparve il 21 agosto1979, giusto vent’anni prima.

La sua presenza però non piace. Al proprietario del terreno e al gruppo di persone che gli gravita attorno. Il bosco è inoltre molto vicino a Flossenbürg dove, durante il Terzo Reich, sorgeva il campo di concentramento in cui perdette la vita il fratello di Sandro Pertini, che proprio nel 1979, da presidente della Repubblica Italiana, intese fare una visita.

Prima la si minaccia con un fucile puntato alla testa, poi le si scatena contro un cinghiale che la morde. Il bosco è uno spettro, il bosco spaventa, nel bosco non ci deve entrare nessuno, il bosco è vietato, impone la gang del posto. E poi Anja è considerata una con non tutte le rotelle a posto visto che ha voluto farsi mandare nel bosco dove scomparse suo padre. Di più, fa paura il suo camminare per la radura, come se vedesse cosa si nasconde sotto la coltre di terra. Perché ovvio, c’è un segreto che non può essere rivelato.

Classe 1961, tedesco di Karlsruhe, Wolfram Fleischhauer arriverà il prossimo 25 aprile nelle nostre librerie con Il bosco silenzioso (e presentazione al pubblico italiano al Salone Internazionale del Libro di Torino). Da noi è al quinto titolo, il primo con la combattiva Emons, specializzata in letteratura tedesca, dopo quattro libri targati Longanesi.

È presentato come thriller, ma il genere in questo caso è un elastico un po’ troppo stretto. Il romanzo ha indubbie tracce di “giallo giallo” , ma è l’intera storia, e come viene raccontata, a uscire dalla casa del puro noir. Der neue Tag ha parlato di “thriller che ha un’atmosfera da Kammerspiel” (il movimento tedesco che, negli splendenti anni Venti dell’arte, basava la narrazione su un intreccio semplice e psicologico per arrivare a un rapporto intimo con lo spettatore), mentre per Buchkultur il centro di gravità gira tra “un bosco mistico, morti insepolti e il passato tedesco sono cuciti insieme in un romanzo avvincente e denso, che ti rimane dentro”.

Su questo gioca l’opera dell’autore. Sul principio che la scomparsa di una persona cara il più delle volte è peggiore della sua morte e su un piano reale/storico molto più atrocemente fantasioso della creatività a cui l’artista è riuscito a dar forma nella costruzione della sua fatica letteraria.

Storia e fiction, presente e passato s’intrecciano da rendere difficile i passaggi del tempo. Non certo un limite o un’imperfezione di scrittura. Al contrario, un mezzo stilistico ben pilotato perché l’ansia faccia parte anche del nostro vissuto di lettori. Fleischhauer ci porta con cinismo e piacere dove non vorremmo farci trascinare. Che alla fine Anja riesca o non riesca ad arrivare alla verità quasi non importa più. Ha già fatto tutto l’essere umano. O quello che passava per tale.

PS – Superba la copertina.

 

Wolfram Fleischhauer, Il bosco silenzioso, Emons, pagg. 350, euro 15.

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com