Valerio Bruner

Valerio Bruner Spiriti nella notte


Homo Scrivens, 2025, copertina di Antonio Conte, illustrazioni in b/n di Ivano Bruner, 155 pagine, 15 euro Narrativa Italiana | Racconti | Musica

18/03/2026 di Laura Bianchi

Chi ha detto che le razze non esistono? Dal punto di vista del DNA, certamente, siamo tutti uguali, discendiamo dall'Africa subsahariana; ma, se ci si sposta su un piano emotivo, culturale, e più nello specifico musicale, esistono le razze, eccome: a diostrarlo ci sono gli springsteeniani, una razza tenace, che ha perfino coniato una definizione per la propria passione: "Il mondo si divide in due categorie di persone: quelli che amano Bruce Springsteen e quelli che non l’hanno mai visto dal vivo." Ma la bella raccolta di racconti dello springsteeniano Valerio Bruner, anglista, cantautore, scrittore e autore teatrale, intitolata - come è giusto, da una canzone del Boss - Spiriti nella notte, è la dimostrazione che esistono springsteeniani non integralisti, non acriticamente fanatici, ma sensibili, aperti, che sanno reinterpretare le canzoni del loro beniamino, tessendo attorno a esse delle storie originali, profonde e indipendenti da quelle raccontate nei brani, pur ispirandosi a essi.

In questo, Bruner è coraggioso: sa bene che la raccolta verrà letta prevalentemente da springsteeniani, ma invita anche coloro che non appartengono al gruppo ad accostarsi al loro mondo, entrando dalla porta della letteratura - molti sono i richiami ai maestri, da Steinbeck a Flannery O' Connor - e dell'immaginazione - il cinema di Lynch e Jarmusch su tutti. Perché sa benissimo che quelli che non conoscono Bruce sono sempre pronti a criticarlo, a scagliarsi contro di lui al minimo suo segno di vita, come hanno dimostrato le loro reazioni scomposte e isteriche alla notizia che ha osato, tra i pochissimi, sfidare il presidente degli Stati Uniti prendendo posizione contro le repressioni dell'ICE. Quindi, lo scrittore dischiude ai non adepti il mondo del rocker di Freehold con l'arma quieta e intima di racconti brevi, suggeriti da venticinque sue canzoni, da Spirit in the night (ovviamente) alla monumentale Racing in the streets, passando per il gioiellino The Promise, la celeberrima e morettiana I'm on fire, la struggente Drive all night, la meno nota Trouble in paradise, e molte altre storie. I racconti non si sovrappongono a quelli presentati nei brani, né nel ritmo, né nella voce narrante, al punto che non è possibile rintracciarne il legame nemmeno dai titoli.

L'operazione che esegue Bruner è più elegante, sottile e tenace insieme, e ha lo scopo di condurre il lettore nell'immaginario springsteeniano, scorporandolo dai suoi personaggi, traslandolo in altri, per fare capire la potenza e l'eterna attualità dei messaggi che l'autore, autentico interprete dell'anima blues dell'America, ha voluto trasmettere. Temi scottanti, dalla violenza sulle donne (Point blank, che diventa Stanza N. 23), al razzismo (American Skin, qui Bianco e Nero), a dimostrare che Bruce Springsteen non si chiama The Boss per caso, e che è sempre stato il vero erede di Woody Guthrie, nel solco di Bob Dylan; il tutto con uno stile icastico, rapido, denso di dialoghi e immagini indimenticabili, e corredato da splendide immagini di Ivano Bruner. L'omaggio di uno springsteeniano a Springsteen, e a chi è della sua stessa razza, ma anche un invito a tutti gli altri, perché riscoprano, con mente sgombra da pregiudizi, l'opera di un interprete dei nostri tempi.


Valerio Bruner è un autore teatrale, scrittore, cantautore napoletano che ha messo la sua musica a servizio di cause degne di essere raccontate, facendone uno strumento che potesse dar voce a tematiche dallo spiccato valore sociale. Dopo l’album d’esordio Down the River (2017), pubblica nel 2019 La Belle Dame, un disco incentrato sulla violenza di genere, i cui proventi sono stati destinati al supporto di APS Le Kassandre di Napoli. Nel 2022, in collaborazione con il regista Salvatore De Chiara e il produttore discografico Alessandro Liccardo, realizza il documentario Come Fuoco, la cui colonna sonora è la canzone Sempe Ccà, dedicata all’amico Mario Paciolla. Nel 2023 pubblica Vicarìa, il suo primo album in lingua napoletana, presentato in diversi concerti svoltisi in luoghi come il Carcere di Secondigliano e lo Spazio Comunale Forcella di Napoli, il Labas di Bologna, lo Spazio 211 di Torino e il Rock 'n' Roll di Milano. A fine ottobre 2023, il quotidiano La Repubblica gli dedica la rubrica “I volti di Napoli”, incentrata sulle personalità artistiche che, attraverso il proprio lavoro, hanno dato prova di impegno concreto per la città di Napoli.