Piergiorgio Pulixi Se i gatti potessero parlare
Marsilio, collana Lucciole, 2025, 351 pagine, 16 euro Narrativa Italiana | Romanzo | Giallo
30/04/2025 di Valerio Corbetta
Se i gatti potessero parlare è un giallo dalla costruzione e soluzione molto lineari, riecheggiante lo stile di Agatha Christie, che aveva portato l’ispettore Poirot sul Nilo per risolvere un caso divenuto archetipo del genere. Piergiorgio Pulixi, uno degli autori più amati dell’ultima generazione (sua la serie dedicata a Biagio Mazzeo, quella de “I canti del male” con Vito Strega e la sua squadra, per citare i suoi noir più famosi) ambienta invece nel Mar di Sardegna la seconda puntata delle avventure di Marzio Montecristo, il libraio eccentrico, scontroso, volubile, ma dall’animo buono, che avevamo già incontrato nella Libreria dei gatti neri pubblicato nel 2023.
Non è un sequel, anzi: i protagonisti del primo libro ovviamente si ritrovano (Marzio, i suo gatti, Patricia, gli amici del martedì), ma vengono in gran parte tenuti sullo sfondo del racconto, fanno da comparsa all’inizio e alla fine, ma rimangono lontani dall’indagine che nasce a seguito di un omicidio su una nave che sta circumnavigando l’isola e sulla quale il libraio, recalcitrante, è invitato per la presentazione del romanzo di Aristide Galeazzo; lo scrittore viene ritrovato cadavere un attimo prima di aver completato la sua opera e i sospetti si distribuiscono tra quasi tutti i crocieristi, chi più chi meno plausibili omicidi, per interessi economici legati alla loro attività e a quella del morto. Per risolvere il caso, Montecristo si avvale dell’aiuto del poliziotto Caruso, suo ospite a bordo, pronto ad affiancarlo in questa inchiesta e diventare parte integrante del gruppo di lettura, una volta tornati sulla terraferma. E ovviamente di quello di Miss Marple e Poirot, i due felini che danno nome e lustro alla sua libreria: sornioni e sprezzanti del genere umano (in questo simili al loro padrone), piazzano il colpo decisivo per giungere all’individuazione del modus operandi dell’assassino e da qui alla sua cattura.
Dietro la storia, ci sono le vicende pubbliche e soprattutto private dei personaggi coinvolti, legati al mondo dell’editoria e della scrittura che evidentemente Pulixi ben conosce (durante una presentazione del libro, l’abbiamo sentito raccontare aneddoti che si ritrovano poi nelle pagine di questo giallo) e che decide di caratterizzare in maniera molto decisa.
La sua scrittura è al solito molto piacevole: ricercata, ma scorrevole, mai forzata né esageratamente pedante, aiuta la lettura, così come la brevità dei capitoli consente di non stancarsi e lasciare e riprendere il libro senza fretta. La struttura è legata ai classici del genere: introduzione dei personaggi principali, evento clou, interrogatori, creazione della suspence, soluzione del caso. Un giallo che volutamente omaggia Christie, e forse per questo non ha l’originalità del precedente, ma tiene aperta la serie a nuovi sviluppi futuri.
Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982 e vive a Padova. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento e in diverse antologie.