Jean A.Gili, Piero Spila

Jean A.Gili, Piero Spila Tutto Visconti


Gremese, 2026, prefazione di René de Ceccatty, 458 pagine, 34 euro Saggi | Biografie | Cinema

23/04/2026 di Claudio Mariani

Gremese torna con un’altra opera monumentale dedicata a un regista/autore, come aveva fatto diverse volte in precedenza: poco tempo fa con Woody Allen, e ancora prima con Pasolini, Fellini, Vittorio De Sica, Leone e Truffaut. Sono libri importanti, anche perché, nella maggior parte dei casi, il materiale rasenta dimensioni impressionanti e, nel caso di Tutto Visconti, di Jean A.Gili e Piero Spila, il tempo - 50 anni -, ha lasciato la possibilità di far sedimentare le opere, a parecchi anni dalla morte del suo autore. Anche in questo caso, il lavoro, corredato da una sorta di dizionario, è impreziosito dai contributi inediti.

Sull’importanza di Luchino Visconti per la storia del cinema europeo e italiano in particolare, non ci sono sorprese per nessuno, essendo un autore imprescindibile. Spesso il nome di Visconti ha richiamato quel senso di solennità che in pochi, anzi pochissimi, hanno saputo meritarsi nelle vicende pluricentenarie del cinema italiano, tanto da essere associato a un vero e proprio “metodo”, appunto “il metodo Visconti”, fatto di meticolosità estrema, rigore formale ma anche simbolico. Certo, il regista partiva da una situazione di vantaggio, viste le sue origini nobiliari (Visconti di Modrone e Erba, che chi è di Milano - ma non solo - sa cosa vuole dire), ma poi ha avuto anche una vita coraggiosa, per ciò che riguarda il suo pensiero politico e sociale, le sue dichiarazioni e i suoi interventi, mai banali e culturalmente elevati. Ma per i posteri, oggettivamente, Visconti è il cinema, anche se sono proprio opere editoriali come questa che riescono invece a fare giustizia su un personaggio storico a 360 gradi.

Al di là dell’apparato bibliografico e a una puntuale biografia, le parti più interessanti sono proprio le parole del protagonista, anche se non molte, presenti nella prima parte dell’opera; queste riescono a darci le coordinate di Luchino Visconti, uomo e personaggio pubblico. Poi si passa al corpus principale, il vero dizionario: film, opere, argomenti, attori ricorrenti, personaggi, riferimenti, colleghi e così via. Altra grande particolarità: Gremese si affida ad un vero e proprio coro di voci distinte, quasi 40 autori italiani e francesi, per dare uno spessore particolare al tutto, all’opera omnia di Visconti.

Poi, per un tale personaggio, quasi monumentale, esistono tante sfaccettature. Ognuno ha il proprio Luchino Visconti, in base alle percezioni e alle preferenze, visti la sua produzione e i suoi pensieri (come non citare per esempio il bellissimo libro di Francesco Piccolo “La bella confusione”, 2024?). E ognuno lo può allora ricordare in una scena, in un film, in un passaggio. Scelgo il set di Le notti bianche (1957) con quel piccolo quartiere Venezia di Livorno, sui cui ponticelli il sognatore Mastroianni rincorre (quasi) invano la bellissima Maria Schell, dove le stradine, gli angoli, sono talmente evocativi, veri, che…sono finti. Usando le parole dello stesso autore, “Deve essere come se fosse finto; ma, quando si ha la sensazione che è finto, deve diventare come se fosse vero”! Chapeau. Scene e immagini da vedere e rivedere all’infinito.

Per chi studia cinema e ama o ha amato, almeno un po’, Visconti - e quindi il Cinema stesso, quello con la C maiuscola -, è una sorta di manuale importante e a questo punto potremmo dire, definitivo!


Jean Antoine Gili è un regista, storico e critico cinematografico francese. Dopo aver insegnato all’Università di Nizza, dove è nato nel 1938 e poi all’Università di Parigi, attualmente è professore emerito all’Università di Parigi 1 Pantheon-Sorbona. Tra i massimi esperti di cinema italiano d’oltralpe, è autore tra gli altri di L’Italie de Mussolini et son cinéma (Henri Veyrier, 1985) e Le cinéma italien à l’ombre des faisceaux, 1922-1945 (Institut Jean Vigo, 1990). Ha scritto su tutti i nostri più importanti registi e attori: da Rosi ai fratelli Taviani, da Nanni Moretti a Luigi Comencini, da Ettore Scola a Fellini, Visconti e Mastroianni. Ha curato L’Italie au miroir de son cinéma (Editalie édition, 2014 e 2017), opera omnia in due volumi, e ha fondato il festival del cinema italiano di Annecy e l’associazione francese di ricerche storiche sul cinema AFRHC.

Piero Spila è giornalista e critico cinematografico, Vice Presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci) e condirettore della rivista di cultura cinematografica “Cinecritica”.