Irvine Welsh

Irvine Welsh Colla


guanda € 16.50

di Pelo
"Colla: sostanza dotata di forte potere adesivo ottenuta facendo bollire scarti animali".
Una sostanza che unisce, che attacca, il rimedio ultimo per unire ciò che per natura non lo è. La colla in questo ultimo romanza di Irvine Welsh è rappresentata dall'amicizia. Un valore che terrà alla fine uniti i protagonisti, dando così un lieto fine a una storia che sembrava naufragare alla deriva.
Lo stesso Welsh dice che in questo libro non esiste una vera storia, esistono dei personaggi, quattro ragazzi che impareremo a conoscere pagina dopo pagina, dai prini anni settanta ai nostri giorni. Quattro protagonisti, che a turno ci racconteranno la loro vita, in un'orgia di alcool, pasticche, sesso, musica e come sempre tanta ironia maestralmente affilata e tagliente. Ancora una volta l'attenzione di Welsh è rivolta agli strati suburbani della popolazione, a gente spesso con un destino da delinquente impresso nel dna dal quale è invano fuggire, alle grandi lotte del proletariato per la conquista dei diritti fondamentali sul lavoro, diritti che garantiscano a tutti una dignità di vita. Sebbene ora con ideali che da sociali sono diventati squallidamente economici, è questo il campo di battaglia nel quale combatte il nostro, dal quale proviene e dal quale grazie alla scrittura è riuscito a "fuggire". Con un finale stranamente e insperatamente positivo, che porterà al trionfo la vera colla di questo libro. l'amicizia. Un finale dove i nostri protagonisti, ora rimasti in tre per la scomparsa prematura di uno di loro, del piu sfortunato, quello con il patrimonio genetico più marcatamente sfortunato, riescono persino ad avere successo nella vita. Un finale che è quanto mai autobiografico. Come lo stesso Irwine Welsh ha dichiarato in una intervista rilasciata in esclusiva al "Mucchio Selvaggio": "dopo l'adolescenza hai vent'anni a disposizione per ammazzarti. Se la scampi, allora bisogna che tu faccia qualcosa. Io ho iniziato a scrivere". Un ringraziamento a Massimo Bocchiola, per la non facile traduzione del linguaggio crudo, diretto e di nuova invenzione di Welsh.

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recensione di Andrea Balestri