Enzo Gentile LUDOVICO EINAUDI La musica, le origini, l’enigma
Cluster-A, Collana Prisma, 2025, prefazione di Cecilia Chailly, postfazione di Stefano Boeri, 192 pagine, 18 euro Biografie | Saggi | Musica
29/09/2025 di Laura Bianchi
Com'è possibile che di un compositore come Ludovico Einaudi, famoso, seguito e acclamato in Italia e all'estero, non sia stata ancora scritta una biografia? In un mondo come quello editoriale, che sembra sempre inseguire l'instant book, che pubblica la storia della vita di artisti di appena trent'anni, ci si aspetterebbe un florilegio di libri sul pianista più celebre e ascoltato, autore di colonne sonore di film conosciuti e apprezzati, protagonista di concerti inevitabilmente sold out. Alla lacuna provvede ora un critico musicale di tutto rispetto, Enzo Gentile, che inaugura una nuova casa editrice, la Cluster-A, con il suo Ludovico Einaudi – La musica, le origini, l’enigma, con la prefazione della musicista e arpista Cecilia Chailly e la postfazione dell’architetto, docente e saggista Stefano Boeri.
Ma non si pensi che l'opera sia tesa a una narrazione agiografica, o peggio celebrativa, della vita del compositore; piuttosto, l'approccio di Gentile è critico nel senso più ampio e alto del termine, perché intende scavare all'interno della sua figura e delle sue esperienze, interrogandosi sui motivi che l'hanno portato a raggiungere il successo mondiale a quasi cinquant'anni, mentre i decenni precedenti l'avevano visto sperimentare i percorsi più diversi, sicuramente molto divergenti rispetto all'ispirazione musicale dagli anni 2000 in poi.
Così, il critico riconosce al musicista una posizione "apicale nei gusti e nel mercato internazionale," e non nega che abbia fatto "corsa a sé", che abbia avuto poi uno stuolo di imitatori e un aumento costante della platea globale, ma intende fornire al lettore, che sia fan, indifferente, scettico o detrattore, ogni stumento possibile per rispondere autonomamente ad alcune domande cruciali: "perché Einaudi piace così tanto? A cosa si devono le sue incontrovertibili fortune? Quali i meriti di un’idea musicale, di una congiuntura favorevole che,
tra l’altro, ha prodotto discepoli, imitatori, pianisti e compositori derivativi, emuli in serie?".
Per far questo, Gentile ci invita a indagare nei primi quarantacinque anni della vita di Einaudi, dalla nascita in una famiglia illustre (il nonno Luigi, Presidente della Repubblica, il padre Giulio, fondatore dell'omonima Casa editrice), al suo accostarsi allo studio del pianoforte, prima nella natia Torino, poi a Milano; dai primi ascolti fondativi, come quello, nel 1975, del Köln Concert di Keith Jarrett, fino alla sua partecipazione in un gruppo prog - rock, i Venegoni & Co., con cui incide due album, Rumore rosso e Sarabanda (1978 e 1980), pubblicati da un’etichetta mitologica, la Cramps. Ne emerge un Einaudi molto diverso dal compositore sospeso tra new age e pop, ma piuttosto un musicista curioso, grande ascoltatore delle suggestioni di avanguardia provenienti dall'estero, e altrettanto abile loro metabolizzatore, come quando, nel 1984, compose Sul filo d’Orfeo, una musica per un balletto, ottanta minuti per orchestra (archi, voce, organo elettrico). Il cuore del racconto è infatti la parte che racconta due viaggi che il musicista compì in Mali, con un gruppo di amici, tra cui lo stesso Gentile: il fascino dell'Africa dell'inizio del Duemila arriva tramite ricordi di incontri con artisti maliani, destinati a collaborare con lui in un disco, intitolato proprio Diario Mali, a cui collaborò Ballakè Sissoko, il celebre suonatore di kora, e che rappresenta un primo tentativo di dialogo tra la cultura occidentale e quella africana, sull'onda dell'affermazione della world music. Anche la fisionomia di Einaudi compositore di colonne sonore viene vista sotto questo aspetto, distinguendo tra film che contengono sue musiche appositamente scritte, e altri per i quali i registi richiesero al musicista brani di repertorio, ma che gli permettono di raggiungere una platea internazionale.
A corredare il tutto, per arricchire la ricerca - corredata peraltro anche da un'esaustiva discografia -, l'autore ha pensato bene di interpellare 45 persone che hanno incrociato Einaudi in vari momenti della sua vita, dai registi Roberto Andò e Giuseppe Piccioni, a colleghi come Paolo Fresu o Paolo Jannacci, ma soprattutto a musicisti che l'hanno conosciuto quando studiava al Conservatorio, come Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno o Luca Francesconi, che contribuiscono a fornire punti di vista differenti, se non divergenti, sul fenomeno Einaudi. Proprio per questo le testimonianze lasciano il lettore libero di approfondire l'enigma, essere o meno d'accordo con la definizione della sua musica come di un "benefico labirinto di influenze ricevute ed esercitate", di un "gioco di specchi", che continua ad affascinare intere platee intergenerazionali, e a costituire un argomento di discussione e di divisione, come Gentile ha avuto modo di spiegare durante una lunga intervista con noi. C'è infatti chi lo definisce "illusionista a suo modo caparbio", "eccellente traghettattore di percezioni", o chiama in causa "la polifunzionalità dell'artigiano"; certo è che il successo è indiscusso, e che il suo mix di influssi, sapientemente rielaborati, è capace di rendere Einaudi un "traghettatore di emozioni". Per capirlo meglio, occorre proprio leggere questo libro; unica e imperdibile opportunità per risolvere l'enigma.
Enzo Gentile, nato a Milano nel 1955, è un giornalista professionista; hendrixiano da sempre, si occupa di musica e musiche da più fronti ed è uno dei critici musicali italiani più noti e apprezzati. Ha collaborato a un centinaio di testate, tra quotidiani e periodici, firmato una trentina tra libri, cataloghi e saggi, organizzato mostre e convegni, curato la direzione artistica di diversi festival, da “Suoni e Visioni” a “Naturalmente pianoforte”, operato per radio e televisioni. È docente all’Università Cattolica, dove tiene il corso di Storia della musica Pop-Rock nel Master in Comunicazione Musicale. Tra gli artisti a cui si è dedicato, oltre a Hendrix e i Beatles, anche Fabrizio De André (2018) ed Enzo Jannacci (2023) di cui ha pubblicato le biografie critiche.