Enrico Merlin

Enrico Merlin Mille dischi per un secolo - 1900 - 2000


Il Saggiatore, 2023, 1846 pagine, 59 euro Musica | Saggi

29/02/2024 di Franco Bergoglio
Mille dischi per un secolo - 1900 - 2000, di Enrico Merlin, da qualunque parte lo si rigiri (e già la cosa non è agevole a farsi, visto il peso in chilogrammi) è di quei libri che lasciano il segno. Quasi 1800 pagine, 1000 dischi recensiti, migliaia di musicisti citati, 100 anni di storia. Un lavoro larger than life, come direbbero gli americani e come lo sono stati molti dei protagonisti di queste pagine, artisti creativi che hanno aperto strade, offerto divertimento, regalato bellezza senza fine. Questo lavoro Moloch come lo si può leggere? Tutto filato, come un romanzo o degustando un disco al giorno, come aveva fatto il sottoscritto con la prima edizione (eh già, sembra incredibile, ma siamo alla seconda, riveduta e corretta). A voler ascoltare almeno una volta ogni lavoro censito, tacendo di altri dischi consigliati e e opere disseminate tra le pagine quanto tempo ci può volere? Adottiamo l'equazione un disco - un'ora? Servono almeno 41,6 giorni. Il 6 è pure periodico.

Una montagna di note: la storia della musica racchiusa in pagine che raccontano in gran parte neri solchi di vinile...almeno fino a quando è durata la primazia del digitale! Ovviamente si può leggerlo da cima a fondo e farsi un'ottima cultura del Novecento musicale, oppure si può spizzicare seguendo le curiosità del momento. Si può vedere se nel tal anno è citato il tal disco, se compare il proprio misconosciuto autore preferito. Insomma, il volume mostre è un bel malloppone, ma è anche un grande gioco, di quelli da assaporare con calma. Per chi studia professionalmente la musica può inoltre rappresentare un efficace strumento di consultazione.

Facile dire, come fanno ormai tutti, che il '59 è l'anno dei capolavori del jazz e il '65 lo è per il rock. E se invece volessimo sapere quali sono i dischi del '58 o quelli del '64? E volessimo vederli senza steccati di genere, dalla classica contemporanea al blues, passando per il pop e tutto il resto? Merlin si muove nel mondo della musica con una prospettiva a 360 gradi che gli deriva dall'essere insieme storico della musica, chitarrista, compositore e divulgatore. Le sue pagine sono sempre competenti e nel contempo appassionate. Parla il linguaggio del tecnico e del fan, dello studioso e del collezionista. Questo per quanta riguarda le schede, ma un'opera del genere necessita ovviamente di istruzioni per l'uso iniziali, che rendano trasparenti i criteri di scelta e le modalità operative seguite dall'autore.

La successione storica impone una griglia apparentemente rigida, in realtà libera, come spiega bene Merlin: "Optare poi per l'ordine cronologico permette infatti una trasversalità di lettura, poiché i vari artisti, generi e stili sono affiancati senza inutili, quanto dannose, gerarchie. L'equazione di base: Igor Stravinskij = Miles Davis = Jimi Hendrix". Qualcuno oggi può dissentire da questo approccio aperto? Anzi, si potrebbe aggiungere che la mescolanza di generi, stili, idee e la circolazione globale permessa dalle tecnologie hanno prodotto anche scambi, sovrapposizioni, slittamenti di senso che dipingono un completo e complesso sincretismo musicale.

Veniamo alla seconda perla che Merlin regala nella sua introduzione: "Nel corso del secolo la partitura perde la supremazia quale mezzo primario per la conservazione della memoria musicale e il baricentro si sposta drasticamente dal supporto cartaceo alla registrazione. (...) La registrazione ha anche contribuito a far sì che vi fosse un'impennata nell'arte dell'improvvisazione (...). L'evoluzione della tecnologia, l'elettricità, l'invenzione di nuovi strumenti (alcuni dei quali privi di un suono naturale proprio, come i sintetizzatori o la chitarra elettrica) hanno portato anche alla rideterminazione dei parametri sonori con i quali la musica letteralmente si costruisce. Dove, tradizionalmente, si è fatto sempre riferimento a melodia, armonia, ritmo ecco che nel '900 tre nuovi parametri (che in passato erano considerati in modo completamente diverso e rientravano nella cosiddetta agogica) prendono il sopravvento: timbro, dinamica, espressività (o anche personalità espressiva."

Abbiamo qui, pronti all'uso, un bel paio di cornetti acustici (nella metafora di solito si dice lenti per guardare la realtà, ma qui si parla di note!) per sintonizzarsi sul canale "Musica del Novecento". La registrazione, l'improvvisazione, il cambiamento dei parametri. Altro non serve: abbiamo il libro di Merlin a tenerci compagnia, e l'unica altra cosa davvero utile: una generosa dose di un articolo che nessuno può vendere, comprare o prestare: il tempo; ma chi ama la musica lo trova sempre.

 

Enrico Merlin (Milano, 1964), storico della musica, divulgatore, compositore e chitarrista, è fra i massimi esperti mondiali di Miles Davis. Fra i suoi libri, Miles Davis 1959 (2017) e, per il Saggiatore, Bitches Brew (2022), insieme a Veniero Rizzardi. Per saperne di più: https://www.youtube.com/@EnricoMerlin1000dischi/playlists