Dario Salvatori

Dario Salvatori Il Salvatori 2025. Il dizionario della canzone


Iacobellieditore, 2025, 1248 pagine, 32 euro Saggi | Musica

05/05/2025 di Franco Bergoglio

Ritorna ( qui l'edizione del 2023) in versione aggiornata il Salvatori, il dizionario della canzone: un’opera di consultazione dalle dimensioni ciclopiche, che di anno in anno si perfeziona e accresce arrivando a censire in questa ultima edizione oltre 20 mila brani, distribuiti in qualcosa come 1200 fittissime pagine. Due ragioni muovono alla lettura del libro: può essere pragmatica e quindi servire per una ricerca, o in alternativa può muoversi libera e seguire le piste della curiosità. Qualunque sia l’utilizzo, il volumone ci consente di spizzicare qua e là canzoni notissime, sconosciute, vecchie o recenti della storia della musica registrata. Per ogni singolo pezzo c’è anche - oltre alle indicazioni di base - tanto di giudizio con stelle (in questo caso pallini tondi simil-vinile). I dizionari di questo tipo ovviamente devono dare giudizi di merito, perché questo genere di lavori -e in particolare quelli ormai storici sul cinema- esprimono continuamente opinioni soggettive.

Come Mereghetti o Morandini nel cinema, Dario Salvatori, che lavora in RAI dalla fine degli anni Sessanta, con tanta radio alle spalle e un bel po’ di tv (a fianco di Renzo Arbore), oltre a un cospicuo numero di pubblicazioni, ha le carte in regola per questo genere di lavoro che tra tanti pregi ovviamente non può vantare quello della completezza, umanamente impossibile. Qui l’operazione è complessiva: i generi sono tutti coperti (si va dai cantautori alle sigle dei cartoni animati, dal rock al pop internazionale, passando per jazz e classica), le schede sono sintetiche e in poche righe raccontano bene il brano, il testo, il riscontro di pubblico, qualche retroscena gustoso. Una delle cose più appetitose di ogni edizione del Salvatori è l’introduzione: un racconto fatto a flash e veloci precisazioni su dove stia andando la musica. Questa del 2025 si apre con l’eterna diatriba Beatles o Rolling Stones, ma fa riferimento al ritorno dei due gruppi in cronaca: uno con la canzone Now And Then, frutto di una pesante rielaborazione con l’intelligenza artificiale e tutto il possibile utilizzo di tecnologia utilizzati far tornare a vivere il mitico quartetto di Liverpool su un abbozzo di canzone scritto da John Lennon; l’altro un grezzo disco rock’n’roll, Hackney Diamonds, cucinato con tanti ospiti (Elton John, Lady Gaga, Paul McCartney, Stevie Wonder) tra i quali in un brano suonano anche Charlie Watts e Bill Wyman, ricreando così per un attimo una delle incarnazioni migliori delle pietre rotolanti. Un ritorno al passato “e

all’usato sicuro” non da poco in un anno che vede la musica liquida in streaming dominare il mondo. E qui l’autore snocciola dei dati impressionanti: in rete ogni giorno nascono 4600 nuovi artisti e per ascoltare quanto viene pubblicato in rete (di nuovo o vecchio) in 24 ore servirebbero a una persona oltre 60 giorni. Semplicemente la musica delle piattaforme è troppa per qualunque essere umano... e a maggior ragione serve una guida per districarsi.


Dario Salvatori, giornalista, critico, storico della musica. Ha pubblicato oltre quaranta libri fra saggi, biografie, reference book e pamphlet. In Rai dalla fine degli anni Sessanta, ha tenuto a battesimo centinaia di cicli radiofonici. In Tv ha lavorato molto con Renzo Arbore (L’Altra Domenica, 1976; Quelli della notte, 1985; Meno siamo meglio stiamo, 2005), oltre a numerosi programmi di cui è stato autore e conduttore, fra cui la lunga serie Famosi per 15 minuti. Attualmente conduce in radio Il Mattino di Radiouno.



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