Arkadij E Boris Strugackij

Arkadij E Boris Strugackij Destino Zoppo


Carbonio Editore, collana Cielo Stellato, traduzione di Daniela Liberti, 2023, 359 pp, euro 19,50 Narrativa Straniera | Romanzo

17/05/2023 di Eliana Barlocco
Tengo fra le mani una matrioska colorata, che, con un sorriso beffardo, mi scruta imperturbabile, con i suoi profondi occhi neri. Noto che la bambola di legno è formata da più pezzi tutti uguali, ma solo all’apparenza. Al suo interno custodisce altrettante copie di sé, ma di misure differenti. Ognuna guardiana dell’altra, fino ad arrivare al cuore, che è formato da un solo pezzo indivisibile. Anche Destino Zoppo, il libro dei fratelli Arkadij (1925-1991) e Boris (1933-2012) Strugackij, l’ultimo dei loro romanzi, pubblicato da Carbonio editore nella traduzione di Daniela Liberti, si presenta come quella matrioska.

La storia verte sulle vicissitudini dello scrittore sovietico Feliks Sorokin alle prese con una macchina dal nome oscuro, Mistalet, che ha come scopo misurare il talento letterario. All’interno di questa vicenda prende vita Viktor Banev, anch’egli scrittore che vive in una città in cui “...l’essere umano era un ospite indesiderato, e la pioggia non aveva nessuna pietà di lui”,  trascorrendo le giornate tra grandi bevute e il tentativo di sopravvivere al futuro, al cambiamento, ai mostri della vita. I due racconti viaggiano sulle stesse strade, perché il contenitore è il medesimo. Ma, se siamo coraggiosi e ci spingiamo ad aprire un’altra matrioska, ecco che salta fuori il mondo dei ‘mokrecy’ e del fascino che queste creature esercitano sui bambini, che come cavalieri dell’apocalisse giungeranno a decidere del destino del mondo. 

E così, pagina dopo pagina, si arriva al fulcro, al cuore. Tante sono le questioni che i fratelli pongono: la funzione dello scrittore e della letteratura, il senso della vita, il rapporto tra passato e futuro, la vecchiaia, che all’improvviso giunge e si manifesta nel confronto con la nuova generazione entrante. In un mondo buio, cupo, crudele, disperato, le due dimensioni del romanzo si intrecciano, sempre più magistralmente condotte dalla penna degli Strugackij.

In tutto ciò, incede claudicante, tra zoppicanti relazioni umane, quel destino determinato da forze sconosciute, che, in maniera inesorabile, conduce i due protagonisti ad abbracciare un nuovo futuro: “Noi sappiamo una cosa sola con sicurezza: non c’è nulla né prima né dopo. Fui sopraffatto dall’angoscia abituale. Tra due niente salta fuori una flebile scintilla, questa è tutta la nostra esistenza...e la tua vita ha un senso solo fino al momento in cui me prendi coscienza completamente...”

 

 

 

Arkadij (1925-1991) e Boris (1933-2012) Strugackij sono considerati tra i più  importanti scrittori russi del ’900.  Esperto di letteratura nipponica il primo,  astronomo e matematico il secondo,  hanno iniziato il loro lungo sodalizio  negli anni Cinquanta. Le loro opere  sono state tradotte in molte lingue,  ricevendo ampi riconoscimenti.  Tra i libri usciti in Italia: Picnic sul ciglio  della strada (dal quale Andrej Tarkovskij  ha tratto il film Stalker) e, pubblicati da  Carbonio, La chiocciola sul pendio (2019), La città condannata (2020), L’isola abitata (2021) e L’albergo dell’alpinista morto (2022). In Russia è uscita l’opera omnia  in 33 volumi.


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