Valerio Mastandrea

Drammatico

Valerio Mastandrea Nonostante


2024 » RECENSIONE | Drammatico | Fantastico
Con Valerio Mastandrea, Dolores Fonzi, Lino Musella, Laura Morante, Giorgio Montanini



31/03/2025 di Roberto Codini
Nonostante: il coraggio di vivere per Valerio Mastandrea 

Valerio Mastandrea, regista, sceneggiatore e interprete del suo secondo film, ci regala con Nonostante un’opera intensa e commovente, un film d’amore e non di morte, sulla vita attraverso la morte e nonostante la morte.

In una recente intervista l’attore e regista romano aveva spiegato: “I ‘nonostante’ sono una tipologia di persone di cui mi sento di far parte, ho passato e passerò tutto il resto della vita a cercare il coraggio di affrontare le emozioni che sono la cosa che spaventa di più. Questo non è un film sulla morte o sulla vita, ma più sulla fine delle cose ed è dedicato a chi non si fa spaventare dalle emozioni”. Mastandrea, che ha dedicato il suo film al padre scomparso qualche anno fa, interpreta un uomo sospeso tra la vita e la morte, in coma a seguito di un bizzarro incidente causato dalla caduta di un bimbo dal balcone, al quale involontariamente ha salvato la vita, e che si aggira tra le stanze dell’ospedale, a bordo di barelle e sedie a rotelle, invisibile, fino a quando non incontra un uomo, anche egli in fin di vita (interpretato da Lino Musella, il professore di Favolacce), una donna, Laura Morante e una ragazza, Dolores Fonzi. I personaggi non hanno un nome di battesimo, sono Lui (Mastandrea), Lei (Fonzi), la Veterana (Morante), persone sospese tra la vita e la morte in attesa di lasciare la stanza di ospedale (“La stanza prima o poi la lasciano tutti”), o per tornare a casa o per volare in cielo.

I sospesi (potremmo chiamarli così) si riconoscono tra loro, si parlano, ma nessuno può vederli; possono volare, ma poi tornano a terra perchè c’è molto vento che rischia di spazzarli via. In questo film si pensa, si sogna e si vola, con il cuore e con la fantasia. Nonostante non è un film triste come potrebbe sembrare, ma vivo e vitale, una storia d’amore tra due persone in coma che si amano “nonostante” tutto, che non hanno paura della fine, perché, come recitava il grande Gaber, “per tutto c’è una fine e non è detto che sia sempre la morte”. Anche nel film, come nella vita, ci sarà una fine, che non è detto che sia la morte, e, come dirà la protagonista nel finale del film, per capire “bisogna cominciare dalla fine”.

Anche per questo, “nonostante” il tema trattato, bisogna andare a vedere questo film.

“La felicità è un sistema complesso”. Come la vita.


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