• Home
  • /
  • Cinema
  • /
  • Robert Rodriguez, Frank Miller
  • /
  • SIN CITY
Robert Rodriguez, Frank Miller

SIN CITY

Robert Rodriguez, Frank Miller


2005 » RECENSIONE | Azione
Con Bruce Willis, Jessica Alba, Clive Owen, Mickey Rourke, Rosario Dawson, Elijah Wood, Benicio Del Toro, Michael Clarke Duncan, Michael Madsen

di Claudio Mariani
Chiunque abbia mai avuto un pizzico di passione per la fumettistica americana, sa benissimo cosa evoca il nome di Frank Miller. Non solo autore-faro degli ultimi 20 anni, ma autentico personaggio fuori-dal coro, colui che è riuscito, nelle sue opere, ad inserire dei caratteri pesantemente noir, che non risparmiano aspetti negativi della realtà umana, scene raccapriccianti e storie macabre. Sin City è l’opera che ha consegnato alla storia l’autore americano (insieme alla sua rivisitazione di Dare Devil), e il progetto di Rodriguez di portarla al cinema si è finalmente concretizzato. Per farlo, il regista portato in auge da Tarantino, si è avvalso direttamente della collaborazione dello stesso Miller, al suo esordio cinematografico. A Sin City si incrociano tre storie, quelle di un poliziotto debole di cuore e prossimo alla pensione che si sacrifica in nome della giustizia (Bruce Willis), lo sfigurato fuorilegge che ammazza per amore (Mickey Rourke) e quella del rubacuori interpretato da Clive Owen. Il tutto in una città che è l’estremizzazione della realtà metropolitana contemporanea, dove la violenza la fa da padrone, dove strani esseri si aggirano, dove ci sono zone inaccessibili (in questo caso governate da prostitute), nel mezzo sguazzano criminali, politici corrotti, pazzi criminali, ma anche disperati che credono ancora nella parte buona dell’uomo. La forza e la particolarità del film è che è una trasposizione perfetta (e quasi maniacale) del fumetto stesso. Ogni inquadratura e ogni scena sembrano delle tavole del capolavoro di Miller. In un’interminabile serie pluridecennale di trasposizioni di fumetti al cinema, questo risulta l’unico e solo esempio di operazione nella quale si vuole fare un film come se fosse un fumetto. Il risultato è raggiunto attraverso la ricostruzione perfetta con tecniche digitali di tutti i fondali, gli ambienti e le situazioni. Altra cosa fondamentale è il bianco e nero utilizzato, senza sfumature o chiaro-scuri, immagini che risultano piatte, quasi fossero sulla carta, e in cui sono presenti degli innesti di colori davvero particolari (il sangue diviene rosso o bianco a seconda dei casi, gli occhi di alcune donne sono colorati, come i capelli, ecc…). Il progetto è riuscito alla perfezione, anche grazie a una truppa di importanti attori che, oltre ai tre citati, conta tra i vari Rosario Dawson, Duncan, Jessica Alba, Benicio Del Toro, Michael Madsen, Elijah Wood (insieme ad un cameo dello stesso Miller). Il film risulta divertente, avvincente, talmente simile ad un fumetto che non rende pesante l’incredibile quantità di violenza-splatter. Certo, se il film non lo si prende come un fumetto, allora il giocattolo si può rompere. In ogni caso un film che segna, tecnicamente, una tappa importante nella storia del cinema.