Pupi Avati

commedia

Pupi Avati MA QUANDO ARRIVANO LE RAGAZZE?


2004 » RECENSIONE | commedia
Con Paolo Briguglia, Claudio Santamaria, Vittoria Puccini, Johnny Dorelli

di Calogero Messina
Ma poi “quando arrivano le ragazze” cosa accade? Può anche capitare che un’amicizia “storica” come quella tra Gianca e Nick, nata sui banchi di scuola dello stage per giovani musicisti di Umbria Jazz, vada in frantumi a causa di una rivalità amorosa che nasconde ben più grandi ed inguaribili ferite. Come la profonda cicatrice che fra il talento e la passione solca un’estesa zona di confine dove giovani coscienze in crescita possono smarrirsi alla ricerca della propria vocazione. E questa volta Pupi Avati traveste il suo eterno racconto d’amicizia e d’amore sotto le mentite spoglie di una storia di formazione nuovamente attingendo ad esperienze autobiografiche che sappiamo – da suoi spettatori fedeli – essere sempre ricche di spunti, emozioni e nuovi personaggi. “Ma quando arrivano le ragazze?” se da un lato conferma e sottolinea – sempre con preciso e malinconico rigore – lo stile di autore fortunatamente prolifico per il nostro “povero” mercato cinematografico, dall’altro rivela un inedito sguardo compassionevole, a tratti velatamente cinico e distaccatamente partecipe, a storie di personaggi che forse lo scarto generazionale rende come sospesi ed a tratti poco credibili. Paolo Buongiorno, Notte Briguglia (un Gianca - musicista dalla forte passione artistica ma mediocremente talentuoso - poco incisivo), Claudio “Il Posto dell’anima” Santamaria (interprete – nel ruolo del trombettista di successo Nick – sempre generoso e naturalmente disincantato) e Vittoria “Elisa di Rivombrosa” Puccini (una contesa Francesca eccessivamente leggera ed eterea) sono il terzetto d’interpreti attorno al quale Avati costruisce la sua nostalgica ronde amorosa questa volta però emozionandoci poco (i risultati del recente “Il cuore altrove” sono lontanissimi!) e regalandoci gli unici momenti di vera ed intensa intimità con una storia poco universale nelle note dolenti, malinconiche ed amare di un ritrovato Johnny Dorelli attore (il papà di Gianca, frustrato nelle sue velleità artistiche) al quale auguriamo una nuova carriera cinematografica ricca di personaggi e storie emozionanti.

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