Paola Randi

Drammatico

Paola Randi Se domani non torno


2026 » RECENSIONE | Drammatico | SPECIALE FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA
Con Sabrina Martina, Filippo Timi, Tecla Bossi, Tommaso Allione, Massimo Scola, Carmen Lorenzoni



08/11/2026 di Arianna Marsico
“Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia fate rumore”. Queste parole di Elena Cecchettin, pronunciate dopo il femminicidio della sorella Giulia, identificato anche come omicidio di Stato (capirete dopo aver visto il film), infiammarono i cuori di tutta Italia e le piazze della manifestazione Non una di meno del novembre 2023. L’uccisione per mano di Filippo Turetta di una ragazza così giovane, a un passo dalla laurea, così dolce e piena di sogni fu un brusco risveglio per un Paese che era rimasto col il fiato sospeso nei giorni della scomparsa.

Ma Se domani non torno, che prende il titolo dalla poesia di Cristina Torres Cáceres, presentato alla Festa del Cinema di Roma, non si limita a narrare il fatto di cronaca. Ispirato al libro Cara Giulia scritto da Gino Cecchettin, fa quello che spesso la stampa e la tv si dimenticano di fare, ossia restituire pienezza e dignità alla storia della vittima e della sua famiglia. Non di rado, quando c’è un femminicidio, è tutto un fiorire di foto dei tempi in cui vittima e carnefice erano una coppia, come a normalizzare il delitto, perché commesso “per troppo amore”. Ma il possesso non è amore. Per non parlare di articoli che quasi giustificano l’assassino, perché sofferente.

In Se domani non torno Turetta, il “figlio sano del patriarcato”, non viene chiamato per nome, è solo “lui”, e non gli viene lasciato un solo fotogramma. Il film è tutto incentrato sulla famiglia Cecchettin prima, durante e dopo il femminicidio. Il prima, quando cercava di riprendersi dalla morte della madre e moglie. Quando Gino (Filippo Timi), tornando a casa per cucinare il pranzo, provava a restituire un po’ di normalità a Giulia (Sabrina Martina) e Davide (Tommaso Allione). Il durante, quando Elena (Tecla Bossi), che sarebbe dovuta rientrare in famiglia per la laurea della sorella, si trovava invece a entrare in una fase di limbo, quella successiva alla scomparsa e precedente al ritrovamento. E il dopo, quando una famiglia travolta dal dolore cercava, e cerca ancora, di diventare agente di cambiamento.

Se domani non torno non è un film perfetto, ma è doverosamente necessario, da fare vedere nelle scuole e ovunque, perché “Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima”.