Guillermo Del Toro

Fantastico

Guillermo Del Toro Frankenstein


2025 » RECENSIONE | Fantastico | Horror
Con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth, Felix Kammerer, David Bradley, Lars Mikkelsen



13/11/2025 di Roberto Codini
Tutto quello che avreste voluto sapere su Frankenstein ma non avete mai osato chiedere: i nuovi mostri di Guillermo Del Toro - Così il cuore si spezzerà, eppure spezzato vivrà” (Lord Byron)

 In una celebre scena di Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask) Woody Allen, nei panni di Victor, si trova alle prese con una tetta gigante (“So come prendere le tette” è la sua battuta). Victor è anche il nome del protagonista di Frankenstein (oltre alla Creatura) e l’omaggio di Allen, datato 1972, sembra più che mai azzeccato.

Guillermo del Toro ci ha già abituati all’umanità e alla gentilezza dei cosiddetti mostri. Lo abbiamo visto in Hellboy e soprattutto nel meraviglioso Shape of water , che gli valse un premio Oscar (insolito per un film definibile fantasy, ma è più semplicemente grande cinema). Nel suo ultimo lavoro, Pinocchio, anche esso trasmesso su Netflix, Del Toro ci aveva regalato un Pinocchio buffo e soprattutto simpatico, spiegandoci, per la prima volta, il motivo per cui Geppetto lo aveva costruito.

Del Toro, con il suo Frankenstein, dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, di essere un grande regista, un maestro del cinema, capace di raccontare il lato umano dei cosiddetti mostri, che mostri non sono, perché i mostri siamo noi, e l’ultima scena del film consacra questa aspettativa. Il regista di origine messicana (componente del magico trio messicano composto da lui, Cuaròn e Inarritu) ha inseguito a lungo il progetto su Frankenstein, che ha definito “il suo film del cuore” e il suo ultimo film ne è la prova.

Suddiviso in tre parti – un preludio ambientato nell’Estremo Nord nel 1857 con una nave bloccata, il racconto di Victor e quello della Creatura - la versione di Del Toro riporta sullo schermo la storia del brillante, ma egocentrico scienziato Victor Frankenstein, che sfida la morte dando vita a una creatura composta da cadaveri diversi. Il suo esperimento però sfugge al controllo e la creatura, dopo essere stata abbandonata, inizia a pensare, a provare sentimenti e si mette alla ricerca del suo Creatore.

La parte dedicata al racconto della Creatura è la più bella e spettacolare del film e l’interpretazione di Oscar Isaac è davvero notevole. Quelli di Del Toro non sono mostri e i nuovi mostri, un po' come i Supereroi (Super-errori?) della Marvel sono “umani, troppo umani”. Per fortuna.