Edward Berger

Guerra

Edward Berger Niente di nuovo sul fronte occidentale


2022 » RECENSIONE | Guerra
Con Daniel Bruehl, Albrecht Schuch, Anton von Lucke, Devid Striesow



28/02/2023 di Claudio Mariani
Volendo vedere, per l’alta qualità sempre presente durante tutti i periodi della storia del cinema, per la costanza, per l’autorialità, si può azzardare dicendo che il genere Guerra (o War Movie, come direbbero ovunque nel mondo), è “il genere” più importante della storia del cinema. Pensiamo ad altri, che hanno impennate magari che durano decenni o circonstanziate ad alcune culture o nazioni (Western, Fantascienza, Noir, etc…), invece i film sulla guerra sono attuali fin dagli anni ‘30, senza mai avere dei cali di tensione o qualità, con produzioni rimaste nella storia e provenienti dai paesi più disparati.

Questo perché, ahinoi, il materiale di riferimento non manca affatto, e rimane sempre attuale. È brutto dirlo, ma le guerre alimentano il cinema, continuamente. Fortunatamente il più delle volte, scartando degli episodi e momenti legati alla propaganda, è un genere che più che glorificare, denuncia, anche solo mostrando i fatti. E poi la qualità, perché troviamo sempre questa qualità? L’argomento è talmente reale, serio e poco equivocabile, che la dimensione drammatica è inevitabile, e la serietà è terreno più che fecondo per la riuscita di un’opera cinematografica.

Detto ciò, Niente di nuovo sul fronte occidentale, è l’ennesimo, grandissimo esempio di quanto detto sopra. Un film grandioso, stupendo per tanti punti di vista, e tragicamente reale. Si parla della Prima Guerra Mondiale, e in particolare dell’apocalittica e snervante guerra di trincea che ha visto morire la meglio gioventù -e non solo- di vari popoli. Un film schietto, duro, in parte nauseante, che ti spezza continuamente il fiato, fino al terribile finale, con l’assalto e le ennesime morti inutili ad armistizio praticamente già conquistato. Il tema, reso perfettamente, è anche quello dello shock psicologico e mentale subito dai soldati durante (e quindi non solo “dopo”) il conflitto stesso.

Questa volta la grandiosa produzione è tedesca, e riprende un famoso romanzo di 100 anni fa, ripreso per ben due altre volte dal mondo del cinema, nel 1930 e nel 1979. Il risultato è spaventosamente bello, e che arriva dopo annate che ci hanno regalato altre pellicole imprescindibili come 1917, Dunkirk, La battaglia di Hawksaw ridge, tanto per citarne solo tre.

La guerra fa schifo? Certamente! Ci vogliono i film per dircelo? Forse dovremmo averlo già capito tutti, ma ben vengano. Ci piace, così, tirare una linea immaginaria tra Orizzonti di Gloria del 1957 e questo Niente di nuovo sul fronte occidentale: dove Kubrick usava un registro completamente diverso (dialoghi, staticità) per denunciare, qua Berger usa la spettacolarità e il dinamismo, ma con gli stessi effetti. In questi 65 anni, nel frattempo, cosa è successo? Risposta più che telefonata: Niente di nuovo!