Dougal Wilson

Commedia

Dougal Wilson Paddington in Perù


2025 » RECENSIONE | Commedia | Comico
Con Hugh Bonneville, Emily Mortimer, Olivia Colman, Antonio Banderas



11/03/2025 di Roberto Codini
007 Agente Speciale Paddington: alla ricerca di zia Lucy.

Il mio nome è Bond, Michael Bond…Non James…Michael Bond è il nome dell’autore del libro che ha per protagonista l’orsetto Paddington. E Paddington in Perù, il terzo capitolo di Paddington bear, ironia della sorte, è un film in cui il protagonista sembra un agente segreto (come l’Agente Speciale Oso, protagonista di una divertente serie tv per bambini che ha per protagonista un orso), impegnato in una missione che sembra impossibile: scoprire che fine ha fatto la zia Lucy, che si trovava in Perù (il “misterioso Perù” da cui proviene Paddington) in una casa di riposo, la “Casa di riposo per orsi”, ancora una volta gli animali, come il Becco Lustro de “Il robot selvaggio” o il gatto Flow, non gli umani. Paddington ora vive a Londra presso la famiglia Brown ed è a tutti gli effetti un cittadino inglese, è Paddington Brown, e riceve un passaporto con il suo nome e un ombrello in omaggio che si rivelerà fondamentale, come l’ombrello di Patrick Macnee, uno dei protagonisti della mitica serie “Gli Infallibili tre”, che è, appunto, un agente speciale.

Il film, diretto da Dougal Wilson (i primi due erano diretti da Paul King) è probabilmente il più bello dei tre. Il cast è lo stesso, a differenza dell’attrice che interpreta la signora Brown, che non è più Sally Hawkins ma Emily Mortimer, altrettanto brava. Il doppiaggio  italiano dell’orsetto è affidato a Francesco Mandelli, bravissimo come sempre. Paddington riceve una lettera da una suora, interpretata da Olivia Colman (strepitosa anche in questa parte) che lo avvisa che la zia Lucy lo aspetta in Perù. Paddington decide allora di partire con tutta la famiglia, nonostante le perplessità del signor Brown, che ha paura del luogo e della tarantola, avendo la fobia dei ragni. Giunti nella casa di riposo, i Brown avranno una brutta sorpresa: Lucy se ne è andata, ma non si sa dove. Toccherà all’orsetto Paddington scoprire dove è finita, mentre la nonna Brown si rivelerà fondamentale come brillante investigatrice. Gli orsi, nel misterioso Perù, saranno i protagonisti assoluti di questa avventura divertente e commovente, perchè ci si emoziona anche qui, come con Rocket e come nel Robot Selvaggio.

Di più non si può dire, perchè il film, davvero bellissimo, ha non uno, ma due finali a sorpresa, e gli spettatori non resteranno delusi. Paddington in Perù, più degli altri due, non è un film solo per bambini, ma  piace soprattutto agli adulti. Alla fine del film è partito un applauso in sala, cosa davvero rara per un film destinato ai più piccoli. Il resto lo scoprirà lo spettatore, trascinato per due ore in un film d’azione e di avventura, dove il protagonista è da premio Oscar, ma Colman e Banderas sono semplicemente fantastici, si dimostreranno una coppia perfetta e i loro personaggi regaleranno uno dei finali più belli. Olivia Colman, premio Oscar come migliore attrice per “La Favorita” e attrice nel film “Cattiverie a domicilio” (qui la recensione), qui veste i panni di una suora, direttrice della Casa di riposo per orsi e riserverà agli spettatori una delle sorprese. Last but non least, Antonio Banderas interpreta la parte di Hunter Cabot, l’avventuriero che vede i fantasmi dei suoi antenati (tutti interpretati dallo stesso Banderas, anche una donna) e viaggia su una nave guidata dalla figlia, insostituibile ma che verrà lasciata a piedi. L’attore spagnolo è il jolly, l’elemento in più (in lingua originale rende ancora di più) che lo rivela (ma non c’è da sorprendersi) come attore versatile e con una vena comica; il giovane Banderas di Almodòvar rivive nel suo Cabot. Ma il protagonista resta lui, Paddington, che, come Rocket Racoon dei Guardiani della Galassia, vivrà la sua avventura e, come il Po di Kung Fu Panda, tornerà nella sua “tribù”. Non mancano le citazioni: 2001: Odissea nello Spazio e C’era una volta il West, e vedremo un orsetto a cavallo di un lama non tibetano, ma peruviano. Gli animali anche stavolta si rivelano migliori degli umani e gli orsi tutt’altro che cattivi.

Paddington in Perù è il terzo capitolo, forse non definitivo, di una avventura cominciata più di dieci anni fa e ancora in grado di appassionare ed emozionare, come la marmellata nel panino dell’orsetto più simpatico del cinema, che gusteremo anche questa volta come immortalato nella foto-tessera che resterà nel cuore, come la faccia spiaccicata sulla lente.

007, licenza di sorridere. E di amare. Soprattutto gli orsi.