Davide Minnella

Commedia

Davide Minnella Fuori la verità


2025 » RECENSIONE | Commedia
Con Claudio Amendola, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi, Leo Gassmann, Sara Drago



23/06/2026 di Roberto Codini
The Truman horror show: i perfetti sconosciuti vanno in tv - “Il cinema è per le pippe, qui è tutto vero”
I Moretti sono una famiglia romana in apparenza felice e molto unita: i genitori (interpretati da Claudia Gerini e Claudio Amendola) gestiscono un’impresa dedita all’organizzazione di matrimoni mentre tra i tre figli c’è chi studia all’università e chi comincia ad affermarsi nel mondo dei social.
I Moretti scelgono di partecipare insieme a “Fuori la verità”, un game-show a premi in realtà crudele, condotto dalla perfida Marina Roch (interpretata da una strepitosa Claudia Pandolfi), basato non su sfide fisiche o preparazione logico-culturale ma su un apparentemente semplice concetto umano: la verità. Per vincere il ricco montepremi di un milione di euro è sufficiente rispondere sinceramente alla serie di domande inerenti la propria famiglia la cui vita, nel corso dei mesi precedenti, è stata scandagliata in lungo e largo dagli autori tramite ricerche online, appostamenti e ricerche presso parenti e amici.
L’impresa è tutt’altro che semplice. A un certo punto nel film prevale il sadismo da black-comedy e qui il film diventa più interessante e assolutamente attuale e realistico.
“Il cinema è per le pippe, qui è tutto vero” è una battuta dello showrunner Simone. Così la famiglia borghese con più scheletri nell’armadio d’Italia accetta di concorrere e proseguire in un gioco che richiede proprio di buttare giù il castello di bugie delle loro cinque esistenze svelando la natura spietata del mezzo televisivo.

Nonostante l’happy end, che ci ricorda che si tratta pur sempre di una commedia, non mancano i momenti drammatici e a tratti quasi horror. Vengono in mente L'ordine del tempo di Liliana Cavani, interpretato anch’esso da Claudia Gerini, in cui l’imminente avvento di un asteroide spinge i protagonisti a dire la verità; The Truman Show di Peter Weir, con il protagonista che si congeda dalla tv per tornare alla vita vera; i “perfetti sconosciuti” di Paolo Genovesi che ha per protagonisti non familiari ma amici.

"Ciò che conta è avere ragione. Chi se ne frega della verità”, sentenziava Daniel Auteuil in “Quasi nemici”. Nanni Moretti in “Io sono un autarchico”, diceva : “Nel cinema, gli attori sono la borghesia, l'immagine è il
proletariato, la colonna sonora è la piccola borghesia, eternamente oscillante tra l'una e l'altro. L'immagine, in
quanto proletariato, deve prendere il potere nel film, dopo una lunga lotta”.
Il film di Minnella ha il merito di smascherare l’ipocrisia di un certo familismo imborghesito, restituendo nel finale una speranza a chi crede ancora possibile conoscere la verità. L’happy end finale diventa allora catartico e, nel tempo delle piattaforme digitali, viene in mente il genio di Orson Welles, che bene ha saputo descrivere le mistificazioni.
Vale la pena vedere questo film. Ed è la verità.