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David Cronenberg

A HISTORY OF VIOLENCE

David Cronenberg


2005 » RECENSIONE | Thriller
Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes

di Claudio Mariani
Quella di Tom Stalla sembra una vita tranquilla, portata avanti nella piccola cittadina di Millbrook, un lavoro nel suo ristorante, un figlio che non dà problemi, una moglie molto bella e…nulla che accade. La vita della “perfetta famiglia americana” è letteralmente stravolta da una rapina che rende Tom un eroe. Da quel momento nulla è più come sembra, e l’apparizione di misteriosi uomini cala un tranquillo ambiente famigliare nell’ombra del dubbio. E’ un Cronenberg diverso dal solito, dove, una volta tanto, tiene i piedi ben ancorati nella realtà, dove non ci sono spazi per stravaganze. Sorretto da un soggetto e una sceneggiatura all’altezza della situazione, il regista canadese si mette a giocare con la psicologia dei personaggi, sul rapporto all’interno di una coppia all’apparenza inossidabile. Ed è un gioco pericoloso, che potrebbe portare a delle conseguenze irrimediabili. Cronenberg ha scelto un Viggo Mortensen perfetto per la parte, una Maria Bello ineccepibile, e due ruoli di contorno come quello di uno sfigurato Ed Harris e di un comico (?!) gangster William Hurt che danno un po’ di colore ad un film che sarebbe stato perfetto anche in bianco e nero. Siamo lontani dalle atmosfere malate di “Inseparabili”, dagli allucinanti ambienti del “Pasto Nudo”, dalla perversa interazione tra sesso e macchine di “Crash”, quello che è sicuro è che la filmografia cronenberghiana è varia, non si è mai ancorata a un sol genere, spaziando a 360 gradi, sempre tenendo comunque al centro della storia le reazioni psicologiche dei personaggi. E “A history of violence” si aggiunge a questa variopinta filmografia, è un film indefinibile, thriller, noir, drammatico, avventura…no, non è possibile definire un film di Cronenberg, e lo è ancora meno farlo con questa pellicola, che scorre via velocemente, lasciando poche tracce, tutto è lì, presente sotto i nostri occhi, e la domanda che continua ad aleggiare nelle nostre teste è se “tutto sarà mai come prima?”.

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