Last night on earth<small></small>
Americana − Songwriting

Tom Gillam

Last night on earth

2014 - Blue Rose Records / IRD
25/09/2014 - di
Titolo apocallitico, da orror movie anni ’50, quando gli ultracorpi invadevano la terra e il terrore scuoteva una sonnacchiosa cittadina sperduta nella provincia americana. Da queste small town di solito si ha voglia di fuggire per andare in cerca di fortuna e lasciarsi alle spalle la monotonia di una vita comune. Così è stato per Tom Gillam, originario del New Jersey e cresciuto a Philadelphia, che ha trovato nel Texas l’humus ideale per le sue scorribande musicali e il trampolino di lancio per una carriera che lo ha visto approdare, dopo tre album pubblicati negli States, alla scuderia della Blue Rose Records.

L’etichetta tedesca è un marchio di qualità e un importante biglietto da visita per molti musicisti d’oltreoceano che spesso trovano proprio in Europa il riconoscimento che meritano. Gillam ne è la prova, con sette album solisti e quattro come membro degli U.S. Rails, il supergruppo dove converge il talento di cinque artisti, ciascuno dei quali dotato di una spiccata personalità, la cui sinergia è uno degli esempi più belli di Americana cui abbia assistito di recente. Quando i Rails, lo scorso Maggio, hanno suonato al Circolone di Legnano, l’ho conosciuto di persona ed ho scoperto non solo un chitarrista dall’energia trascinante, ma anche una persona simpatica e cordiale che sul palco diverte e si diverte sfoggiando al tempo stesso una brillante tecnica strumentale. Qualità che ho ritrovato, seppur in un contesto diverso, in Last time on earth, testimonianza sonora di uno show acustico tenuto durante le pause del tour in un piccolo locale di Barrington nel New Jersey.

L’atmosfera è quindi quella rilassata e informale di una rimpatriata: tornare a casa in una fredda notte invernale e suonare circondato dal calore di un pubblico di amici e familiari è certamente l’occasione propizia per fare buona musica. L’invito dello stesso Gillam è quello di sedersi, accendere un bastoncino d’incenso, versare un bicchiere di vino e lasciarsi andare. Scorre così, lungo l’arco di dieci brani, una piacevole serata durante la quale il nostro ci offre un breve compendio della sua carriera. La miscela roots oriented caratterizzante gli show elettrici dei Rails sterza verso ballate in cui è palese l’amore sia per la musica californiana che per l’andamento spigliato dell’heartland rock e una scrittura centrata su melodie semplici ed efficaci.

Tratta dal suo ultimo album in studio (Good for you, 2012) la title track si fa apprezzare per la presa immediata e le linee orecchiabili, così come Rainbow girl e l’iniziale Outside the lines che ricordano, nel timbro e nell’uso della voce, gli Eagles di Don Henley. Una piccola pausa per lasciare la chitarra, sedersi al piano e chiedersi Where is Bobby Gentry, poi due compagni dei Rails lo raggiungono sul palco per la tirata finale. Il piano e le percussioni di Ben Arnold e Matt Muir imprimono, con i loro interventi, un cambio di passo ai tre brani conclusivi che chiudono in bellezza un set godibile ed equilibrato.

Se già non lo conoscete e vi siete incuriositi abbastanza, l’ascolto di questo breve live vi spingerà ad andare a ritroso nel tempo per conoscere gli altri lavori di Tom Gillam, un bravo autore e un performer di qualità che ha dalla sua l’onesta di un bravo artigiano, abile a cesellare le sue opere e a ritagliarsi un proprio spazio nell’affollato panorama dei songwriter americani accasati in Europa. 

Track List

  • Outside the lines
  • Till the morning
  • Abby & Andy
  • Last night on earth
  • Rainbow girl
  • Hand me down blues
  • Where is Bobby Gentry
  • The train, the rain & other things
  • Goodbye goodtime
  • Right here right now