SongBag<small></small>
Americana − Roots

Jimmy Ragazzon

SongBag

2016 - USR / IRD
03/12/2016 - di
Dopo 37 anni passati,  insieme a Paolo Canevari, a tenere ben vivi i Mandolin’ Brothers, Jimmy Ragazzon si prende, per così dire, “un’ora d’aria” e realizza il suo tanto bramato disco solista. Jimmy è uno dei nostri più attenti ed appassionati cultori della musica e cultura americana e lungo tutta la sua vita, quasi fosse un archeologo musicale, ha continuato con la sua piccozza a scalpellare le radici di quella musica, scavando dagli Appalachi sino al Texas, sempre in cerca di quella  pietra filosofale che tiene  sulla corda chi ha sete e voglia di approfondire le origini della nostra più grande passione.

Song Bag è un disco importante. C`è molto vecchio legno nella foto di copertina, ci sono oggetti antichi come il mondo, radici e tronchi saldamente ancorati alla terra, c`è un viaggio nel tempo fatto di storie vissute, ascoltate e raccontate,  c`è la consapevolezza dell`età della saggezza, quel tempo in cui si tirano un po` di somme e a volte i conti tornano, altre volte no, ma ciò che conta è quando alla mattina  la lametta scorre sul volto per radersi e gli occhi scrutano gli occhi nello specchio, bisogna essere in pace con se stessi e con il mondo e Jimmy con questa valigia di canzoni ha trovato forse un pezzo della propria pace.

Sono dieci canzoni ponderose, delle quali otto gemme originali e due perle, Spanish Is a Loving Tongue,  dal songbook  del suo nume tutelare Bob Dylan, qui in una versione che se la gioca con l’originale, e la splendida The Cap a firma di quello che è un altro grande e favorito maestro, Guy Clark, che Jimmy interpreta in modo magistrale andando a costituire uno degli apici del disco.

La sua voce in SongBag riesce ad ammaliare, specie quando, come in Sold oppure in Goin’ Down (un brano splendido che ci porta dalle parti del Kaukonen di Quah)  o in The Cap, abbandona il “nasale Dylaniano”,  tipico in carriera  di Ragazzon, e si affida invece a calde e rilassate  vocalità di cui è capace e che costituiscono una bella scoperta, cosa che invero a tratti esce anche dai live dei Mandolin’ ma che in questo disco, non dovendo superare la bocca di fuoco della Band,  si impone all’attenzione dell’ascoltatore con maggiore evidenza.

I testi sono un altro atout in dotazione alla valigia in cui sono contenute le canzoni di SongBag, testi spesso autobiografici che toccano chi ascolta per  profondità e sincerità, una qualità che non ha mai fatto difetto al nostro. Ecco quindi il mettersi a nudo in  D Tox Song e Old Blues Man ma anche la canzone di denuncia Sold (meravigliosa ballata, degna dei Maestri! ), oppure Dirty Dark Hands, commovente osservatorio sui migranti.

SongBag è un disco solista ma mai vissuto in solitudine, tanti musicisti si alternano a rinforzare con rigore e delicatezza le canzoni e la voce di Ragazzon: Marco Rovino, fido, formidabile ed insostituibile  pard (chitarra, mandolino e cori), Luca Bartolini (chitarra e cori), Paolo Ercoli (dobro e cori), Rino Garzia (contrabbasso), il tutto rinforzato dagli ospiti, anche essi tra amici di sempre, Joe Barreca, Roberto Diana, Chiara Giacobbe, Maurizio “Gnola” Glielmo, Isha, Riccardo Maccabruni, Franco Rivoira e, con un bell’intervento alla voce e banjo in 24 Weeks, Jono Manson, che già aveva prodotto Far Out, ultimo lavoro dei Mandolin’ Brothers.

Questo è uno dei dischi dell’anno che sta per terminare,  perfetto per affrontare con sicurezza l’anno che minaccioso  sta dietro l’angolo, un altro mostro in arrivo? pronto a ridurre in brandelli i sogni di tanti musicisti? Comunque vada non ci riuscirebbe con Jimmy Ragazzon, un uomo forgiato, come quel tronco rugoso dietro le sue spalle in copertina, spalle larghe di chi le intemperie della vita le ha subite ma anche prese a schiaffi e la partita se la sta ancora giocando con grinta, grazie anche alla complicità  della musica e alle grandi letture. Grazie di esserci Jimmy … straight from the heart.

Track List

  • D Tox Song
  • Old Blues Man
  • Spanish Is The Loving Tongue
  • 24 Weeks
  • Sold
  • Evening Rain
  • The Cape
  • Dirty Dark Hands
  • Goin` Down
  • In A Better Life