Michael Moore

Where to invade next? - Il sogno americano di Michael Moore

23/05/2026 di Roberto Codini

A distanza di 11 anni Michael Moore, regista americano Premio Oscar per Bowling a Columbine e autore di Film memorabili come Fahreneit 9/11 (Palma d’oro a Cannes nel 2004) e di Fahreneit 11/9, un docu-film del 2018 che ci raccontava Donald Trump, nonché di Sicho, documentario sul sistema sanitario statunitense e di Capitalism, a love story, torna attuale grazie ad un film uscito solo per 3 giorni e che merita di essere rivisto e commentato anche alla luce dell’attuale presidenza.

Con Where to invade Next Moore si fa una domanda: cosa manca agli Stati Uniti? Cosa possono prendere dagli altri paesi per migliorare? Il titolo, ovviamente, è una provocazione: Moore gioca con la politica militare americana, sottolineando come, ogni anno, i contribuenti paghino circa il 60% (poco meno del 59%, per essere precisi) di tasse per l'esercito.

Il regista parte per un viaggio, bandiera a stelle e strisce in spalla, che comprende buona parte del vecchio continente: Italia, Francia, Portogallo, Svezia, Norvegia, Finlandia, Slovenia, Germania e Islanda. E poi Tunisia. In ognuno di questi paesi, Moore prende qualcosa.

In Italia, per esempio, "ruba" il diritto del lavoro: ferie retribuite, più vacanze, maternità pagata (una visione tuttavia di parte, che non approfondisce quelle che sono le criticità del sistema Italia).“Ci avete fatto caso che gli Italiani hanno l’espressione di quelli che hanno appena fatto sesso?” Si chiede con una battuta all’inizio del film, quando “invade” l’Italia visitando una coppia toscana.
In Francia, invece, prende le mense scolastiche, provando senza successo a far bere la Coca-Cola ad una ragazzina.
In Germania visita i lavoratori della Stadtler, che fabbricano matite e che non possono essere chiamati o disturbati fuori dell’orario lavorativo. In Svezia ci racconta il sistema carcerario nel quale le guardie sono amiche dei detenuti.

Uno dei passaggi più interessanti è quello in Islanda, dove riesce a dimostrare come l'aver dato più spazio alle donne abbia reso il paese un posto migliore (e non è un caso, dice, che durante la crisi economica l'unica banca che non è fallita sia stata quella gestita dalle donne). Le incontra, le AD dell'Islanda. Parla con loro. Chiede che cosa pensano degli Stati Uniti. "Voi pensate troppo a voi stessi, non alla comunità. Come fate a dormire la notte sapendo che il vostro vicino sta male?"

Poi c'è l'incontro di Moore con alcuni detenuti svedesi e la critica dei poliziotti portoghesi ai loro colleghi americani: "come fate a rispettare la dignità umana, la spina dorsale di quello che siamo, se avete ancora la pena di morte?”

Michael Moore si rivela come sempre un regista geniale che non fa sconti a nessuno e che ci spiega che se proprio bisogna invadere qualcuno meglio andare nei Paesi dai quali possiamo imparare qualcosa.
Oggi più che mai, con la presidenza Trump, sarebbe necessario portare negli Stati Uniti un po’ di regole democratiche, quelle regole che gli Americani dichiaravano di esportare ma che a partire dall’assalto a Capitol Hill sembrano scomparse dal nostro storico alleato.
Rivedere questo film è oggi più che mai necessario per comprendere che se è vero che l’Italia è sempre stata una colonia americana, perfino Presidenti come Reagan e Bush possono essere rimpianti dai Repubblicani. Al peggio non c’è mai fine.

Michael Moore è un grande regista e questo film deve essere proiettato nelle scuole. Posso testimoniare che gli studenti delle scuole nelle quali l’ho fatto vedere hanno apprezzato ed amato questa pellicola che speriamo venga riproposta nei cinema.

La scuola, la sanità, il lavoro sono tutte cose che abbiamo e alle quali non possiamo e non dobbiamo rinunciare.

La colonna sonora, come sempre nei suoi lavori, sintetizza il significato del lavoro del regista.Il film si chiude con il brano Take Back The Power degli Interrupters, utilizzato anche nel bellissimo Smetto Quando Voglio- Masterclass, secondo capitolo della saga dei ricercatori diretta da Sidney Sibilia.

In un eventuale prossimo film Michael Moore potrebbe occuparsi degli alieni. Chissà. Non è da escludere.

Intanto è consigliabile rivedere tutti i suoi film.

Ne vale davvero la pena.

 

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