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Rassegna della Canzone d'Autore - Premio Tenco Il Tenco tra tradizione e innovazione - seconda giornata: 23 ottobre
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Il tema del Tenco 2026, Dio è morto, si sta precisando, giorno dopo giorno, intervento dopo intervento; e questa seconda giornata segna un passaggio significativo, all’interno del percorso che viene proposto al pubblico. Non è solo un omaggio all’altro grande assente - presente di questi giorni, Francesco Guccini, e lo si capisce dalle varie declinazioni in cui viene interpretata la frase. Sergio Secondiano Sacchi, a cui l’intera rassegna è dedicata, è stato colui che ne ha rivitalizzato il programma, ideando un tema che facesse da trait d’union tra i vari interventi, e costituisse una sorta di ponte tra passato e futuro, attraverso il presente. Lo si capisce con grande evidenza oggi, perché gli eventi della giornata vivono degli incontri e degli intrecci tra generazioni: grande novità di quest'anno è la presenza, in qualità di ospiti, dei quattro giovani votati nella cinquina come migliore opera prima, Satantango (33 e 34 anni), Santamarea (dai 20 ai 28), Sara Gioielli (25), Francamente (30), oltre ad Anastasio (29) e, nell’ultima serata, Giulia Mei (33), in dialogo con quella di Paola Turci e degli Afterhours, entrambi Premio Tenco alla carriera. Durante la conferenza stampa del mattino, la linea di pensiero è comune: se la macchina - o l’intelligenza artificiale - rischia di imporsi come nuovo dio, spetta all’umanità rivendicare il proprio spazio, guardando agli esempi passati, e ipotizzando un futuro nuovo.
Non è un caso che tutti i giovani, durante le interviste, richiamino quali loro maestri i cantautori storici, come De André, Guccini, Battiato, e le loro esibizioni della sera sul palco dell’Ariston lo confermano; e non è un caso che l’intero pomeriggio sia dedicato a Quel vulcano di Secondiano, un incontro a tre facce. Prima viene presentato ufficialmente un doppio CD-cofanetto tributo contenente 23 brani: Cantata per Sergio Staino, nato da un'idea di Sacchi, pubblicato da Ala Bianca Records, un'opera corale ancora più preziosa, poiché durante la lavorazione sono morti la moglie di Staino (Bruna detta Bibi), lo stesso Sacchi e David Riondino, presenti nel disco insieme ad altri artisti e amici, come il figlio di Staino, Michele, Peppe Voltarelli, Alessio Lega, Giorgio Conte, Piji, Michele Gazich e Federico Sirianni.
Michele Staino
A Sacchi è dedicato anche il Cantasacchi, edizione speciale a opera del Club Tenco, coordinata da Laura Rossi, con importanti contributi, che illustrano il rapporto di fiducia, amicizia, follia e creatività che ha animato il gruppo, fin dai tempi di Amilcare Rambaldi, di cui Sacchi era amico fraterno, e con cui è riuscito a concepire idee visionarie e rivoluzionarie, come la traduzione in italiano delle canzoni di cantautori stranieri prima sconosciuti ai più, dagli spagnoli e catalani, ai latino americani, fino ai russi, come il maestro Vladimir Semënovič Vysockij.
Laura Rossi
Poi la cantautrice algherese Claudia Crabuzza, già protagonista del Volo di Volodja di ieri su Tierra y Pueblo, presenta il docufilm Sergio Secondiano Sacchi – L'architetto di canzoni, nato da un'intervista da lei realizzata con Sacchi nella sua casa vicino a Girona. Entrando nella quotidianità dell'intellettuale, ripreso in un dialogo intimo, ai fornelli o davanti a un bicchiere di Marc de Champagne, ne cogliamo la genialità, il profondo amore per la cultura e la musica, ma anche lo sguardo attento e aperto al futuro, fiducioso nella vitalità del Tenco, a cui ha dedicato decenni di vita e impegno, e torniamo a commuoverci e a rimpiangerlo. Non è nemmeno un caso che Alessio Lega, a La Pigna, offra uno spaccato non esaustivo, ma coinvolgente, della vita di Dario Fo: il suo Misteri Buffi. Cent'anni di Dario Fo, con Guido Baldoni e Giulia Angeloni, fa sorridere e pensare alla contemporaneità dei temi toccati dal nostro Premio Nobel.
Anche la serata all’Ariston, presentata da Chiara Buratti, è costruita in modo che la continuità del discorso si faccia ancora più chiara: Anastasio, autore di un concept album distopico dal titolo significativo, Le macchine non possono pregare, presenta un set funestato da problemi tecnici che fanno pensare a una vendetta della tecnologia sul rapper, ma tiene la scena con grande caparbietà. Le quattro proposte "opera prima" sono varie e interessanti, e colpiscono per un’energia che vince sull’emozione nel trovarsi di fronte, soprattutto in platea, un pubblico molto diverso da quello che frequenta i loro concerti. Sara Gioielli, accompagnata da un pianista, sciorina una versatilità vocale nata da lunghi studi al Conservatorio;
Francamente sembra esplodere sul palco, mentre la band la sostiene con un rock elegante e grintoso; i Santamarea (i fratelli Gelardi e un’amica d’infanzia) rivendicano con orgoglio il loro essere Anime storte, guidati dalla voce appassionata di Stella, e i Satantango ci avvolgono con un suono che vibra tra ipnotici echi nordici e cavalcate chitarristiche.
Il ponte è costruito, e, dall’altra parte, lo stanno percorrendo due Premi Tenco alla carriera: un’incantevole, determinata Paola Turci, che, voce e chitarra, conferma il proprio carisma, spaziando da canzoni originali a classici come L’Avvelenata e Paloma Negra, grande passione dei due Sergio (Sacchi e Staino), portata al successo da Chavela Vargas, interpretata con sensualità e passione;
e gli Afterhours, guidati da Manuel Agnelli dalla voce inossidabile, protagonisti di un set infuocato, che convince per la forza dei testi, attuali anche dopo decenni, e per l’energia di una rock band che non ha più niente da dimostrare.
Il ponte è costruito, e regge l’urto delle intemperie, degli stream, dell’IA, dell’omologazione; spetta ai giovani averne cura.
FOTO DI FRANCO VALSECCHI