Premio Tenco

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Premio Tenco Tenco 2025: quando la canzone si fa memoria collettiva. Il racconto di quattro giorni e notti di musica, vita e libertà - prima parte

28/10/2025 di Laura Bianchi

#Premio Tenco#Italiana#Canzone d`autore

La Rassegna organizzata dal Club Tenco a Sanremo ha raggiunto l'edizione numero 51, e quest'anno la direzione artistica di Sergio Sacchi ha voluto scegliere come tema "Con la memoria". Sono stati quattro giorni da ricordare, intensi, ricchi di eventi, iniziative, presentazioni di libri, dibattiti, parole, ma soprattutto di musica. Qui il racconto dei momenti più significativi.
La musica è l'arte che è più vicina alle lacrime e alla memoria. Le parole di Oscar Wilde sono preziose, per descrivere le emozioni che ci hanno attraversati, nei giorni che sono appena trascorsi. E, se la memoria è il nostro patrimonio più prezioso, allora mi devo ricordare di questi giorni. Per farlo, uso lo strumento più immediato che possediamo: le parole. Se poi queste vengono messe in musica - anche se non è il mio caso -, l'alchimia che ne nasce ha del miracoloso. I giorni dal 22 al 25 ottobre, a Sanremo, sono impregnati di parole e musica, ma anche di incontri, pensieri, emozioni, sorrisi, energia, libertà e vita. Il Premio Tenco ha centrato ancora una volta l'obiettivo, di anno in anno più ambizioso e difficile: accordare, in un concerto lungo quattro giorni - e notti... -, passato e futuro, storia e cronaca, impegno e leggerezza, riflessioni e spettacolo.

Il Tenco non potrà mai essere, per Sanremo, un secondo Festival, e meno male: di un festival ha il ritmo simpaticamente concitato che i vari incontri imprimono alle ore, l'atmosfera appunto festaiola, e ovviamente l'ingrediente musicale. Ma di quel Festival che si svolge nel tardo inverno non ha l'isteria indotta dai media, lo scintillìo caduco delle meteore, la nevrosi di sedicenti artisti egoriferiti, pompati da discografici assillanti. Chi viene al Tenco è un musicista libero, vitale, che sente i propri colleghi come sodali, e non concorrenti, e il pubblico del Tenco è composto da gente preparata, consapevole, curiosa di percepire quella tensione positiva, quel filo invisibile che lega la memoria del passato allo slancio verso il futuro. E quest'anno, proprio Con la memoria è il tema comune della rassegna, ideata da un infaticabile Sergio Sacchi, imperturbabile tessitore di trame, artista dell'arte migliore della vita, quella dell'incontro (copyright Vinicius De Moraes).

Mi devo ricordare dei Vespri alla Pigna, geniale trovata per fare scoprire a un pubblico sempre crescente un quartiere suggestivo, La Pigna di Sanremo, coi suoi vicoli, archi, botteghe d'arte, bistrot e case cinquecentesche abbarbicate su salite rese scivolose dai secoli; qui si sono esibiti il mercoledì Stefano Tessadri, a ricordare Pier Paolo Pasolini, ma anche De André e Oliviero Malaspina; il giovedì Alessio Lega, a ricordare Sergio Staino insieme al figlio Michele Staino e Guido Baldoni, con una selezione di canzoni amate e illustrate dal grande disegnatore; il venerdì, David Riondino, a ricordare l'intreccio tra letteratura e canzone, con Sara Jane Ceccarelli, Maurizio Geri e Michele Staino; il sabato, Omar Pedrini e Massimo Priviero, a ricordare i grandi del rock, mentre la folla resta in gran parte fuori dall'ex chiesa di Santa Brigida, a testimoniare la qualità dell'iniziativa.

Mi devo ricordare anche dell'anteprima del mercoledì al Teatro del Casino di Sanremo, con la vertiginosa bravura dei due armonicisti (mai dire fisarmonica, se c'è di mezzo il Maestro!) Gianni Coscia e Alessandro D'Alessandro, a ricordare Conte, Atahualpa Yupanqui e Battisti, e con l'energia di Arianna Antinori, accompagnata dall'Orchestra Sinfonica diretta dal M.°Angelo Valori, a ricordare l'opera di alcune tra le più importanti Targhe Tenco, da Ferré a Nannini, da Trenet a Vecchioni e Brel, fino a De André.

Mi devo ricordare che il Tenco invade tutta Sanremo, non solo l'ex chiesa di Santa Brigida, e il Piña Social Club per l'aperitivo in musica, ma anche le vetrine dei negozi, il cinema Ritz, gli spazi espositivi, le piazze, perfino il privé del Casino, animato dagli Alpini del Coro di Monte Saccarello con Massimo Priviero, a ricordare i canti delle due guerre, o il Museo Civico, con la mostra delle sinestetiche chitarre Wandrè, illustrate dai suoi Partigiani, che preservano la memoria del visionario liutaio Antonio Pioli, mentre all'esterno Rafael Gayol con Gariazzo, Maccabruni e Guaglio canta una versione toccante di Hallelujah.

Mi devo ricordare dei dibattiti del primo pomeriggio, nell'accogliente sede del Club Tenco, in questo posto magico davanti al mare, zeppo di foto dell'indimenticato Roberto Coggiola e di poster, a ricordare il passato nobile delle Rassegne, dai programmi densi di nomi vertiginosi. E mi devo ricordare, ovviamente, sempre lì, ma a mezzogiorno, delle conferenze stampa, a cui approdare con gli occhi coperti dagli occhiali, a schermare la troppa luce e le poche ore di sonno, ma con le orecchie spalancate, ad ascoltare il pensiero degli artisti che si susseguono, stimolati dalle domande acute e dalla verve dei due conduttori, Antonio Silva e Steven Forti. Incontri solo apparentemente lievi, tra il serio e il faceto, ma che sono piccole grandi opere d'arte, in cui abbiamo il privilegio di scoprire meglio l'anima di chi la sera si esibirà, con stimoli di riflessione consistenti e su cui ritornare nel tempo, e con momenti unici, come quando Caroline Pagani, sorella di Herbert, canta a cappella Albergo a ore, quando Moni Ovadia, Daniele Silvestri, il Grup Yorum o Nabil Salameh spendono precise parole sulla pace e sulla situazione in Palestina.

Mi devo ricordare, certo, delle tre serate all'Ariston. Ma le ricordo nella seconda parte di questo racconto...

Foto di Laura Bianchi e Franco Valsecchi.
I video sono raccolti in questa playlist YouTube.