Rassegna della Canzone d'Autore

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Rassegna della Canzone d'Autore Il Tenco tra tradizione e innovazione - prima giornata: 22 ottobre

27/10/2026 di Laura Bianchi

#Rassegna della Canzone d'Autore#Italiana#Canzone d`autore

Mescalina ha seguito le tre giornate della Rassegna della Canzone d'Autore, detta anche Premio Tenco, o, ancora più in breve, Il Tenco. Ecco la sintesi della prima giornata, dalla mattina al pomeriggio.

Come sta la canzone d’autore in Italia? Per saperlo, bisogna andare a Sanremo. Ma non in febbraio, fa troppo freddo, e spesso lì girano zombie che rischiano di divorarti. A Sanremo bisogna andare a fine ottobre, quando il sole splende ancora, c’è chi fa l’ultimo bagno della stagione, e, in un’ex stazione zeppa di dischi, libri, riviste e locandine, si riuniscono uomini e donne in cerca di bellezza, che ascoltano, mattina e pomeriggio, artisti e operatori, e imparano a conoscerne l’umanità. Poi ci si sposta su, inerpicandosi sui ripidi e scivolosi scalini della città vecchia, a La Pigna, e ci si ferma nell’ex chiesa di Santa Brigida, a prendere fiato, al cuore e alla mente, per i Voli di Volodja, dei Vespri laici, pensati dal Grande Assente-Presente, Sergio Secondiano Sacchi. Una sosta per un aperitivo tutto da cantare e improvvisare, e poi via, a chiudersi per tre ore nel teatro Ariston - lo stesso di febbraio, ma senza zombie -, per finire la giornata immersi nella musica. Che non finisce, per gli happy many che salgono al roof, perché lì vive l’essere mitologico chiamato Dopo Tenco, in cui sullo stesso palco può capitare di vedere suonare insieme artisti che mai avresti immaginato.

Come sta la canzone d’autore? Sta tutta qui, nella prima giornata, che, giusto per sorprenderci, inizia il giorno prima, con un set di Massimo Donno a La Pigna, dedicato a San Francesco declinato nei temi dei nostri giorni, la non violenza, l’ambiente, l’amore, la solidarietà,

e con un concerto di Paola Turci che rende omaggio alle Donne in punta di note, interpretando con voce duttile e palese emozione canzoni proprie e altrui, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Qui avviene il primo ricordo importante: con Domani è un altro giorno, la cantautrice celebra Ornella Vanoni, la prima donna a ricevere un Premio Tenco alla carriera e una Targa Tenco per il disco Uomini. E sarà l’unica volta in cui la grandissima artista verrà ricordata, in questi giorni: onore al merito.

La canzone d’autore sta bene, se ascoltiamo, la mattina, le parole di musicisti come Avincola, Emma Nolde, Filippo Graziani, Piji, Carmen Consoli, Caparezza, tutti vincitori delle Targhe Tenco 2026, che, stimolati dalle domande di Steven Forti e Antonio Silva, parlano di curiosità (“è un dovere morale”, Caparezza docet), cultura, empatia (scaturita dalla “curiosità verso la vita degli altri”, sempre Caparezza)

riflettono sul loro percorso e ci permettono di conoscere meglio le ragioni del loro fare musica. 

https://www.youtube.com/shorts/jvsCF7pAXe8

È significativo il fatto che, il pomeriggio, importanti operatori e giornalisti musicali discutano in una coinvolgente tavola rotonda dal tema La musica è finita; ed è rassicurante la passione con cui cercano di confrontarsi per trovare insieme un modo per proseguire sulla strada della condivisione e del superamento delle difficoltà, tra fruizione liquida, intelligenza artificiale e gigantismo dei concerti che rischiano di zittire molte voci indipendenti.

Ad aprire la serata, un ispirato Manuel Agnelli, che reinterpreta Lontano lontano, pianoforte e voce:

La canzone d'autore sta benissimo, se la sera sul palco dell'Ariston, presentati da un ironico e lucidissimo Neri Marcoré, protagonista di un monologo emozionante, in cui sfodera tutta la sua bravura e umanità, rivediamo gli stessi artisti della mattina sprigionare energia con set molto diversi tra loro.

Avincola ci ricorda come sia importante riportare al cuore un grande autore come Enzo Carella, e farlo con rispetto e cura;

per Emma Nolde, miglior canzone con Quello che deve essere sarà, less is more, e decide di scommettere sull’essenzialità dell’impatto della combinazione tra la sua chitarra elettrica e la sua voce, che fanno risaltare parole importanti; 

Filippo Graziani rompe la consuetudine che prevede che il vincitore della Targa Tenco come migliore opera a progetto non debba cantare, e commuove tutti con Scappo di casa, una delle canzoni più inquiete del padre. 

Piji, emozionatissimo e felice per la Targa come opera prima, dimostra una verve teatrale racchiusa in un pugno di canzoni dall’approccio gaberiano, suonate con una band di grandi professionisti, tra jazz manouche e sintetizzatori, in un coinvolgente mix di acustico ed elettronico.

Vette di intensità emozionante sono raggiunte con l’apparizione della luminosa cantantessa Carmen Consoli, che celebra la sua Targa Tenco come miglior disco in dialetto portandoci per il Mediterraneo, dalla Sicilia alla Grecia, nella musica popolare, nella cultura e nell’amore per l’umanità (“il valore extrasociale su cui i governi non investono, ma può generare un circolo virtuoso”, aveva detto nella conferenza stampa), in un viaggio acustico che non dimenticheremo, tra bouzouki, friscaletto, violino e violoncello.

E Caparezza, Targa Tenco come migliore album, regala al pubblico un estratto significativo del suo tour, che sarebbe riduttivo chiamare concerto: oggetti di scena, ballerini, coristi, musicisti, creano con lui una performance teatrale, un musical dedicato all’importanza della cultura e della cura dell’anima, per riportarci tutti nella Pathosfera, in cui sentirci vivi e attenti alle emozioni nostre e altrui.

Sì, la canzone d’autore sta benissimo. Ed è solo il primo giorno.

FOTO DI FRANCO VALSECCHI