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Enrique Spacca Il singolo Come albume nell'uovo cosmico in anteprima
Oggi vi presentiamo il nuovo singolo del cantautore e pianista italo-colombiano Enrique Spacca, Come albume nell'uovo cosmico, un brano delicato e insieme intenso, etereo e suadente, che parte minimale per poi accogliere chitarre psych anni ’60-70, rallentamenti languidi e sognanti e note di piano eleganti dalla morbidezza ariosa quasi soul/r’n’b. La voce di Enrique Spacca spande tutta la sua dolcezza nelle atmosfere della canzone; tra saliscendi emotivi e preziosi, bassi e percussioni fascinose, non manca nemmeno un tocco poetico di archi raffinati.
L’artista, resistente in Svizzera, definisce il suo genere musicale imaginal music, una fusione dell’indie folk con un pop che descrive come “trascendentale”, come la dimensione che è pregnante anche in questo pezzo. Scopo del cantautore qui è infatti evocare, più che narrare una qualche storia:
“Attraverso una scrittura contemplativa, fatta di immagini concrete e al tempo stesso fortemente simboliche, restituisce una visione unitaria dell'esistenza, in cui natura, umanità e dimensione divina si intrecciano senza soluzione di continuità. "Brahma esce continuamente dal suo guscio Hiranyagarbha": è questo il verso che richiama più esplicitamente la tradizione induista, in cui Brahma è il dio creatore e Hiranyagarbha, l'Uovo Cosmico, rappresenta il principio originario da cui ha origine l'universo. Un riferimento che diventa la chiave di lettura dell'intero brano e che trova riscontro anche nell'interpretazione: la voce, essenziale e quasi sussurrata, si pone al servizio della musica, lasciandole il compito di amplificare il significato delle parole.”
Emerge infatti nei versi della canzone che la vita fluisce in una continuità che passa dalla presenza e dalle varie manifestazioni della luce, per arrivare alle lacrime. Queste ultime non sono isolate e individuali, ma, in una circolarità che fonde la nostra vita di singoli con quella dell’universo, sono presentate con una funzione, quella di “ri-salare il mare”, come a riportare un equilibrio. E sono lacrime che, amando, possiamo togliere al male, come se fossero una prova e una vittoria del senso di umanità, nonché una sottrazione di acqua alla negatività che pure opera nel mondo.
Ancora si spiega nel comunicato stampa:
“Il brano è un dialogo tra l'istante e l'eterno divenire delle cose, quel flusso perpetuo che la filosofia indiana racconta nell'immagine dell'Uovo Cosmico. Nasce timido, all'improvviso, da una nota che si dilata, e cresce lentamente come un'onda che va a infrangersi sul bagnasciuga dei sensi”.
Come albume nell'uovo cosmico allora appunto diffonde e si inserisce in un’armonia universale con il suo alt-pop, con il suo songwriting folk in punta di piedi, ma anche dalla tenerezza avvolgente, che a tratti assume pure colori lounge.
Intento del singolo è in qualche modo condurre l’ascoltatore, tra cori vaporosi, in “un viaggio sospeso tra interiorità e infinito, tra esperienza umana e dimensione cosmica”.
Buon ascolto!
Crediti
Testo e musica: Enrique Spacca
Eseguito da:
Carlo Gorio: chitarra elettrica e percussioni
Charlotte Vuissoz: batteria
Edoardo Segato-Figueroa: basso, cori
Enrique Spacca: voce, pianoforte e cori
Federica Furlani: archi
Racquel Segato-Figueroa: cori
Skjold August Sutcliffe: percussioni
Produzione e mix: Domiziano Maselli
Registrato presso Eremo Studio, Vergo Zoccorino (MB)
Master: Emilio Pozzolini, Genova
Foto: Charlotte Vuissoz
Artwork: Enrique Spacca
Biografia
Enrique Spacca, cantautore e pianista italo-colombiano, dà forma a quella che chiama imaginal music, un indie folk italiano intriso di pop trascendentale: con semplici melodie vocali e le armonie inattese di un pianoforte introspettivo, apre al pubblico le porte di un mondo interiore.
Residente in Svizzera, intreccia l'italiano, sua lingua madre, con l'inglese per raccontare storie di trasformazione, invitando a volgere lo sguardo oltre il rumore del mondo, a rinnovare il legame che ci unisce al vivente e a ritrovare l'unità nel cuore della divisione.
Il suo progetto solista è una tensione verso l'autenticità, maturata dopo anni di esplorazione sonora con band e ricerche visive, sulla scia di Franco Battiato, Paolo Conte, Pino Daniele e Andrea Laszlo de Simone.
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