Festival Pensieri e Parole

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Festival Pensieri e Parole Pensieri e Parole. Libri e film all’Asinara, Tra le pagine della storia e le crepe del presente: il racconto del 23 Agosto

27/08/2026 di Stefania Fancellu

#Festival Pensieri e Parole

Il sipario su “Pensieri e Parole”, il festival che si svolge all'Asinara, si è già alzato sabato 22 agosto, con i libri di Antonio Pascale e il cinema dedicato a Grazia Deledda, ma è sul 23 agosto che si concentrano i pensieri e le parole della nostra inviata Stefania Fancellu.

Si parte da Stintino: direzione Asinara, destinazione Fornelli. C’è una promessa irrinunciabile in quel viaggio che ogni anno, per il festival “Pensieri e Parole”, taglia il mare di Sardegna. Raggiungere l’isola significa varcare una soglia invisibile: un luogo da cui era impossibile fuggire.

La ventunesima edizione del festival, organizzato dall’associazione Cinearena con la direzione artistica di Sante Maurizi e Antonello Grimaldi, si svela in tutta la sua urgenza civile e poetica. Nell'aria l’eco di Lucio Battisti sembra mettere insieme il passato di questo luogo, testimone muto di celle, 41-bis e memorie di patimenti, e il nostro presente assetato di risposte.

Il pomeriggio si apre con la voce di Simone Azzu che, in dialogo con Lorenzo Paolicchi, presenta il suo Albergo Savoia. Ascoltandolo, ci addentriamo in un racconto fatto di contrasti profondi: la frattura tra ricchi e poveri, riflessioni su una società profondamente maschilista, segnata da un peso politico in cui l'uomo, smarrito e incapace di comprendere la propria assenza o presenza affettiva, si fa brutale. Cento personaggi sfilano nei nostri pensieri, la maggioranza dei quali sono uomini disperati che cercano una via d'uscita. Restare, in pochi si salvano. È il desiderio viscerale di chiunque: una carezza per perdonare tutti, perché in fondo ognuno di noi prova a superare qualcosa, a sanare una ferita invisibile.

Subito dopo, la riflessione si sposta sull’attualità più bruciante con la tavola rotonda “Ecologisti col vento degli altri: fossili, rinnovabili e demagogia”, con gli interventi di Marta Battaglia, Emanuele Cani, Alessandra Scalas e Lorenzo Tecleme. Si parla di energia, di una giusta transizione ecologica che non cali dall'alto. La Sardegna possiede spazi idonei a ospitarla, ma la domanda che ci stringe lo stomaco è netta: nell'ottica di un consumo estremo, come immaginiamo la terra in cui viviamo domani?

Il filo rosso conduce dritti allo spettacolo Climabolario: parole e musica della crisi climatica, firmato da Sante Maurizi con Daniela Cossiga, Matteo Anelli, Carlo Doneddu e Simone Sassu. Le note e le parole denunciano il paradosso di un caldo soffocante che si sfoga improvvisamente in alluvioni devastanti, ricordandoci che la terra sta parlando una lingua che non possiamo più ignorare.

C'è una magia difficile da trasmettere a parole nel trovarsi su quest'isola quando la sera comincia a calare: il tempo sembra sospendersi. Vivere l'Asinara in questi orari, lontani dal mondo e abbracciati da “Pensieri e Parole”, regala una sensazione di rispetto e devozione nei confronti della natura.

Il programma della serata prevede la proiezione del pluripremiato Diaz – Non pulire questo sangue di Daniele Vicari, a venticinque anni da quella ferita aperta che fu l'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. Un fuoco di memoria e giustizia che il festival vuole tenere rigorosamente acceso. Ma il copione cambia improvvisamente. Il mare e il vento si fanno minacciosi. La natura, quella stessa natura incontaminata che l'Asinara custodisce, rivendica la sua indiscutibile autorità. Non si può fare finta di nulla: il mare ci costringe a un rientro anticipato a Stintino. Se avessimo aspettato la fine della proiezione, la traversata sarebbe diventata impossibile. Ci fanno risalire sul battello molto prima del previsto. E mentre lasciamo l'isola, avvolti dal buio, qualcuno di noi sicuramente pensa a una possibile morale della giornata. Le tematiche trattate assumuno un valore ancora più profondo. Non ci dovremmo stancare, non ci dovremmo dimenticare di parlare e agire nel totale rispetto del territorio. L’Asinara ci ha accolti per qualche ora, ci ha fatto dono delle sue storie e dei suoi pensieri, e poi ci ha congedati con la forza elementare delle sue onde. Ci ricordiamo così di essere ospiti fragili su questa terra, custodi di una bellezza che non ci appartiene, in balia di un mare che può decidere per tutti noi.