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Sanremo 2026 Una poltrona per due: le pagelle di Barbara Bottoli e Paolo Ronchetti
Arisa – Magica favola
Barbara: Cosa resta della prima Arisa che si presentava con la vocina squittente, autoironica e furbesca? Ora è un po' bimba un po' donna, fragile, a tratti ingenua e, mi auguro, autobiografica. In questa veste piace e rende molto di più che nelle sue altre professioni. 7
Paolo: Dolce, dolcissima canzone che avrebbe vinto meritatamente trent’anni fa. A me quasi commuove per la sua apparente sincerità e nel ritornello ha momenti di grande dolcezza. Brava Arisa e canzone su misura. 7
Bambole di Pezza – Resta con me
Barbara: Girl power, sorellanza, sister ... e basta un attimo per diventare i Modà. Un'occasione non sfruttata, a meno che l'obiettivo non fosse tormentarci per i prossimi mesi con questo singolo. 6
Paolo: Ballatona a tempo medio orecchiabile dagli accenti rock. Banale come poche ma, sfinito, do la sufficienza. 6
Chiello – Ti penso sempre
Barbara: Credo che la scelta di inserirlo nel cast sia per ottemperare al progetto di rappresentare tutti i generi musicali. Credo che Chiello debba essere il punk, capitato sul palco senza aspettative solo per condividere con noi il suo brano, solo che resta solo l'immagine. 5,5
Paolo: Finto maledetto furbetto: un po’ banale e un po’ senza voce. 2
Dargen D'Amico – Ai ai
Barbara: Ci si aspettava di più, invece si trasforma nella macchietta di Dargen D'Amico. Per il primo terzo del brano ho atteso la parte "tagliente", i giochi di parole e invece anche lui si lascia schiacciare dall'A.I. Occasione sprecata perché col tema ci aveva visto lungo. Più che l'AI AI resta l'ahi ahi. 5.5
Paolo: Ritmica disco anni '80 con una chitarrina alla Chic che a volte fa capolino. Sembra poco interessante il ritornello, mentre stranamente anche qui la strofa sembra la cosa più interessante. La ricerca ossessiva del gancio sul ritornello sembra indebolire questa come altre canzoni. 6,5
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Barbara: Apre la kermesse sanremese e non si capisce mezza parola, meglio la seconda esibizione. Lei magnetica, voce da premiare; quando si dice "potrebbe cantare anche la lista della spesa", forse prende il modo di dire un po' troppo sul serio. Sicuramente prima in classifica tra i brani scelti come colonne sonore dei reel. 6,5
Paolo: Diritta, potente, mai stupida. Affilata come una lama, Ditonellapiaga unisce ballabilità, un testo interessante e fatto bene con una performance vocale inesorabile per decisione. Brava!. 8
Eddie Brock – Avvoltoi
Barbara: Ci mette talmente tanta intensità che queste urla stringono il cuore. 5,5
Paolo: Completamente non performante. Entra che sembra già sconfitto: molle sui pianissimo e sguaiato sui fortissimo. E, siccome la canzone (dalla scrittura vergognosa) prevede solo queste due intensità, il brano risulta disastroso! Inascoltabile. 1
Elettra Lamborghini – Voilà
Barbara: Cosa possiamo dirle? Dopo esserci assicurati che non si prenda sul serio, attendiamo il video e prepariamoci a doverla ascoltare spesso. 4,5
Paolo: Il nulla che si permette di citare la Carrà senza cogliere lei per prima cosa sta facendo. Ma il brano è anche un martello che questa estate andrà tantissimo: un martello tremendo e noiosissimo. PS: lei è veramente troppo “matta” e divertente!. 3
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Barbara: Ogni tanto torna, ma ha sempre la stessa strategia: l'ambizione di andare oltre, quindi mi illudo sia autobiografico. 5
Paolo: Non una brutta canzone ma una canzone con troppa troppa retorica. Il problema non è l’idea ma il suo sviluppo. Vagamente gabbanesca ma ancor più banale, nonostante piccoli spunti interessanti. Migliora al secondo ascolto. 6,5
Ermal Meta – Stella stellina
Barbara: Che Ermal Meta sappia scrivere lo sappiamo. Si sente Dardust fin da subito, ma sembra troppo studiata per tornare a Sanremo e portarsi a casa almeno un premio. Ma il cuore attribuisce 7.
Paolo: Ormai un veterano di Sanremo ma forse non più della musica vera. Canzone che è pochissima cosa nonostante mandolini, acuti e echi etnici. Anche qui il ritornello è più debole della strofa. Voto generoso. 6,5
Fedez & Masini – Male necessario
Barbara: Squadra vincente non si cambia. Fedez al centro e Masini gli gira intorno. Temo in un piazzamento perché l'accoppiata raggiunge sia il pubblico social sia quello nostalgico. 6,5
Paolo: Non mi piace, soprattutto timbricamente, l’alternanza delle loro voci, ma mi piace molto quando le voci si sovrappongono e incastrano. Ha una scrittura musicale non male ma il testo non esce dai cliché. A me non passa. 5
Francesco Renga – Il meglio di me
Barbara: Ci crede ancora, lo si percepisce da come si impegna nello scovare la voce dal profondo. Ci crede tanto da arenarsi nei tentativi riusciti. 5
Paolo: Sfinito e sfinente. 5
Fulminacci – Stupida sfortuna
Barbara: Fastidiose le rime fin dalle prime parole, ma, vista la media della qualità dei brani presentati, ci ricorda qualcosa di simile alla canzone italiana. 6,5
Paolo: Manca qualcosa ma non un po' di eleganza e classe. La scrittura armonica e melodica è molto più interessante di ciò che appare inizialmente. Rischia di diventare autorialità senza autore; simulacro autorale senza più peso specifico. 7,5
J-Ax – Italia starter pack
Barbara: J-Ax sa stare sul palco, sa scrivere, anche se la base di partenza è sempre la citazione in cui tutti si riconoscono. Osservatore attento dell'italiano medio. 6
Paolo: Tra Country ed Irlanda funziona come un brano di Dargen D’Amico in minore. E alla fine è divertente perché dice il vero: “serve una brutta canzone che fa ta ta rattatta”. 6
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Barbara: Fin dalla prima esibizione mi sono aspettata che apparisse o Giusy Ferreri o Baby K: ed è subito estate. Sanno perfettamente come farsi ricordare per una stagione musicale in attesa del nuovo singolo che sarà identico a questo. 5
Paolo: Napoli in un ritmo latino di una tiepida banalità nonostante l’acuto. Puliti, retorici e orecchiabili. 5
Leo Gassmann – Naturale
Barbara: Mi dispiace ma l'unico modo per ascoltarlo due volte di seguito è essere in crisi adolescenziale negli anni Ottanta, sdraiati sul tappeto, pensando di essere gli unici detentori dei sentimenti. 6
Paolo: Purtroppo Leo Gassmann presenta la solita canzone banale che piacerà tantissimo alle ragazzine di qualunque età. Stonatino, ma amato da chi sogna l’amore. 4,5
Levante – Sei tu
Barbara: Sorprende, sorprende tanto e lo fa già nello stare sul palco. Femminile, solida, elegante con la voce, stavolta, davvero in primo piano. 8,5
Paolo: Bella canzone sanremese e forse anche bella canzone in assoluto. Convince la canzone e soprattutto convince un'interpretazione con grande misura e un arrangiamento mai casuale. Dolce e delicata. 8
Luchè – Labirinto
Barbara: Apprezziamo che ammetta "non ho voce". Credevo peggio, visto che prima di Sanremo non sapevo che esistesse. Cerco di aprire gli orizzonti. 5
Paolo: Brano che non ha nulla, nulla! Neanche un po’ dell’esperienza di Luchè da farci vedere. Peccato, lui vale molto di più!. 3,5
Malika Ayane – Animali notturni
Barbara: Malika Ayane ha capito che i passaggi radiofonici vincono sempre, almeno dimostra in alcuni momenti che ha a disposizione dei professionisti musicisti. 6,5
Paolo: Elegante, gioiosa e leggera come non mai. Per la prima volta canta senza inutili vezzi vocali: sicura e precisa. Brava, anche se il brano soul jazz latino ha matrici chiare e antiche. 7
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Barbara: Riporta Sanremo a Sanremo, ma resta solo l'immagine da fiaba. Sicuramente canta tanto amore quanto non trasmette emozioni. 4,5
Paolo: Ballata sanremese classica in cui la cosa più interessante è il suono del mellotron a inizio brano. Una Pausini in minore. Il voto è per la sua semplice e genuina onestà. 6
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
Barbara: La coppia vincente, freschi, completi, indie quanto basta. Accontentano pubblico, addetti ai lavori e spettacolo. 6,5
Paolo: Pop scanzonato e meno innocuo di quello che sembra. Una “cosettina” ma è ALMENO una “cosettina”! Mi piacciono e divertono donandomi una moderata allegria. 7
Michele Bravi – Prima o poi
Barbara: Ed ecco Michele Bravi che ci riprova, ma dopo Il diario degli errori colleziona solo interpretazioni. Non attira l'attenzione nemmeno nella ricerca troppo teatrale. 4,5
Paolo: Inizia con un bel blues e una bella interpretazione; poi arriva il ritornello e crolla un po’. L’arrangiamento è tremendo ma è canzone che potrebbe sorprendere moltissimo in classifica. La voce è personale e interessante. 7
Nayt – Prima che
Barbara: Credevo fosse il 2007 e lui fosse Moro, poi ho ripensato a Ultimo nel 2018, invece siamo nel 2026 quindi vuol dire che è un déjà vu, però... gira in testa. 6,5
Paolo: Retorica e stanchezza. In realtà il testo tenta un qualcosa di decente ma alla fine mi sembra solo un esercizio sterile interpretato male. Moscio. 4
Patty Pravo – Opera
Barbara: Appare e il resto scompare. Immensa, non importa il brano, bastano lei e l'orchestra. Magistrale, epica, ciò che ci si aspetta da Sanremo per noi nostalgici. 8,5
Paolo: Canzone molto battiatiana che, se avesse avuto un altro arrangiamento, sarebbe stata un piccolo gioiello. Invece tutto diventa sempre più inutilmente pomposo. Nella prima sera la Patty Pravo sfodera una voce incredibile. 6,5
Raf – Ora e per sempre
Barbara: Ci fa piacere che ogni tanto ci tenga a farci sapere che sta bene e che è in attività. Sembra che non siano state evoluzioni musicali ... è Raf .. almeno ci rassicura. 5,5
Paolo: Sa di vecchio e anni '80 melodici con frammenti da anni '70. Orecchiabilmente banale. Stranamente canta bene non stonando mai. Ma rimane nelle orecchie un sapore di vecchio. 6
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Barbara: In questo marasma Sal Da Vinci è il più credibile dei "nuovi arrivi" storici. Non tradisce se stesso e il suo pubblico. Ripercorre ogni luogo comune possibile e lo sentiremo tanto. 5,5
Paolo: Il regno della retorica italica cantata con una pervicacia e forza fuori dal comune. L’unico che canta con una determinazione che fa impallidire anche la brava Ditonellapiaga. Potrebbe vincere. 7
Samurai Jay – Ossessione
Barbara: Praticamente il cugino di Irama... ne bastava uno. 4,5
Paolo: Questa estate probabilmente sbancherà quasi ovunque ma è canzone bruttissima e inutile. Il nostro Samurai Jay inoltre è stonatino. Belli i tre secondi in cui le trombe impazzano: valgono un voto in più. 2
Sayf – Tu mi piaci tanto
Barbara: Canta l'amore universale, un po' patriottico senza politica, ma con i luoghi comuni alleggeriti da un'interpretazione genuina. Il continuo muoversi distrae dalle parole, perdendo il senso utopico. 4,5
Paolo: Un conosciuto “unza unza” (finto) alternativo alla Silvestri a cui manca però il guizzo vero. Non male ma più va avanti più si perde. Grandi prospettive di vittoria o successo ma anche tanta confusione. 6
Serena Brancale – Qui con me
Barbara: Sappiamo che dovremmo emozionarci, ma non convince. Forse siamo rimasti legati agli ultimi singoli. Da premiare la voce, c'è il riportarci a Sanremo meno il brano. 6,5
Paolo: Vincerà! La canzone non è brutta e lei ha una gran voce, ma la preferivo dieci anni fa. La bravura non sta sempre nei vocalizzi, ma anche nella capacità di far rivelare la bellezza dell’essenziale. 7
Tommaso Paradiso – I romantici
Barbara: Cambi il titolo, ma Tommaso Paradiso non cambia. Credo che chiunque abbia provato a cambiare le parole con un'altra qualsiasi sua canzone. Nazionalpopolare quanto inconsistente. 4,5
Paolo: Vorrebbe cantare un testo pieno di poesia ma non pesa le parole, preso a rincorrere una batteria troppo pop e sbagliata. Tutto diventa la banalità pop che è Tommaso Paradiso. Una canzone furba. 7
Tredici Pietro – Uomo che cade
Barbara: Interessante la parte musicale, si cerca di evitare il confronto col padre anche perché non c'entrano nulla. Meglio in questo Sanremo che in altri brani passati. 6
Paolo: Non entro minimamente in sintonia con il brano: mi appare senza un minimo di talento se non quello di mixare generi rimasticati male. Tutta la simpatia del primo giorno svanisce come neve al sole. 3
GIOVANI
Nicolò Filippucci – Laguna
Barbara: Non dispiace perché mantiene il palco, la presenza e l'interpretazione naturale. Niente di troppo elaborato però strutturato per piacere anche musicalmente. La semplicità vince. 7,5
Paolo: Vince con una parvenza di canzone e una interpretazione scolastica. 5
Angelica Bove – Mattone
Barbara: Chiaramente puntava ai premi speciali, li vince e dovrebbe ritenersi soddisfatta perché sembra già puntare al livello superiore. Forse meglio dei big. 7
Paolo: Presenta una (bella?) canzone con personalità e una voce che rimane. 6,5
Credits foto
Patty Pravo: Matteo Pavone @OneTakeVision (fonte: Daniele Mignardi Promopressagency)
Arisa: Silvia Violante Rouge (fonte: Elena Tosi)
Levante, fonte: Elena Tosi
Dargen D'Amico: Lorenzo LNZ Barassi (fonte: Coco District)
Serena Brancale: Thom Réver (fonte: HELP PR & Media Relations)