Ila & The Happy Trees

special

Ila & The Happy Trees Il video di Spaghetti in anteprima, sull'indifferenza globale

26/04/2026 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Ila & The Happy Trees#Italiana#Pop

In anteprima il nuovo video della cantautrice genovese Ila & the Happy Trees, Spaghetti, un brano electro-pop con venature di matrice etnica, che ironizza sulla reazione più comune a disastri e catastrofe globali, dalle guerre alle problematiche ambientali, l’indifferenza.

Ila & the Happy Trees torna con un brano innovativo rispetto al suo repertorio, solitamente incentrato su sonorità indie-folk, un pezzo che raccolta in salsa profondamente ironica ed electro-pop l'indifferenza odierna di quanti, assuefatti e disinteressati alle catastrofi attuali, tra guerre e pericoli per il pianeta come il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai, continuano solo a coltivare il proprio orticello, anzi, a mangiare tranquilli i propri spaghetti. 

Scritto da Ila Scattina e arrangiato da Matteo Marchese, il nuovo brano, di cui vi presentiamo il video in anteprima, si intitola infatti proprio Spaghetti e nel testo, il verso “io mi mangio gli spaghetti” diventa “una metafora semplice e brutale: mentre il mondo crolla, l’importante è che il proprio spazio resti intatto”.

Ecco come viene presentato il videoclip, prodotto da Uncle Singer Production, diretto da Ila Scattina con la collaborazione di Rocco Bergamelli, e con la partecipazione di Marco Gubellini:

si sviluppa attraverso un immaginario visivo coerente, costruito su un’estetica pulita e riconoscibile, in cui elementi legati al consumo quotidiano diventano simboli e strumenti di lettura della realtà contemporanea.

Confezioni, etichette e prodotti fittizi trasformano temi complessi in oggetti familiari, mantenendo una distanza volutamente fredda e controllata.

Spaghetti non propone soluzioni né giudizi espliciti: osserva e restituisce un comportamento diffuso, lasciando emergere il cortocircuito tra realtà e percezione.

Racconta Ila a proposito di questo nuovo pezzo:

Un paio di mesi fa, nel dormiveglia, mi si è palesata in testa la parola “spaghetti”. Ho capito subito che avrei scritto un nuovo pezzo, diverso dai miei soliti, sia nel suono che nel modo di raccontare. In quel periodo, tutto quello che stava accadendo nel mondo — e il modo in cui immagini e notizie arrivavano continuamente — mi colpiva molto. Allo stesso tempo, mi sono resa conto che per molte persone non era così. Anche di fronte a immagini forti e informazioni disturbanti, ho percepito una distanza, una forma di indifferenza sempre più diffusa negli ultimi anni. Un modo di restare dentro la propria vita, nel proprio spazio, mentre il resto scorre. In pratica, un’attenzione concentrata su quello che è vicino, immediato. Sul proprio "orticello", o più semplicemente, sul proprio piatto di pasta.

Nella canzone scorrono come se niente fosse sullo schermo televisivo riferimenti agli Epstein files, le immagini di conflitti bellici in corso, che qualche leader mondiale a caso dice di poter fermare, di bombardamenti che piovono come stelle cadenti. Ma la reazione comune è appunto di delegare tranquillamente ad altri di risolvere i problemi del mondo e non pensare minimamente alle generazioni future, ancorandosi alla certezza minima del proprio frigo pieno: "Io di nipoti non ne ho / sai che mi frega come lascio il mondo?".

Il condimento degli spaghetti "Uncle J. Gli innocenti"? La "salsa ipocrisia" o la "salsa di Hormuz al nero di seppie petrolifero", o un sugo che "è la fine del mondo", prodotti inquadrati in un perfetto stile da advertisement.

Il brano è irresistibile e ballabile, sfiorando l'alternative dance: ricorda a tratti il piglio un po' surreale di certi pezzi di Elio e le Storie Tese e suona anche molto suadente grazie all’interpretazione di Ila. Nella ritmica non manca nemmeno un tocco latin/world, che si arricchisce di sonorità acustiche dal sapore mediorientale, su cui accennare quasi qualche passo di danza del ventre 

Nelle immagini del video, sullo sfondo bianco si stagliano colori caldi che riprendono quelli del pasto italiano più tradizionale, appunto gli spaghetti al sugo.

In attesa del fungo di una bella esplosione nucleare.


Bio

Ila Scattina (genovese di nascita e bergamasca di adozione), dopo una vita da cantautrice, con centinaia di concerti alle spalle e 7 album pubblicati come ila & the happy trees, nel 2016 decide di lasciare la musica live e incanalare la sua creatività nella regia, attività iniziata nel 2008 parallelamente alla musica.

Fonda così il collettivo Uncle Singer Production con il quale realizza videoclip, documentari sociali, web serie, spot social e cortometraggi.

Nel novembre 2022 (dopo un silenzio discografico di 7 anni) tornano ila & the happy trees con Undici, un disco di rinascita, libertà, gratitudine, amore, ascolto, scoperta, accettazione e trasformazione interiore.

Dopo quell’uscita si susseguono una serie di singoli (alcuni dedicati ai gatti, per i quali Ila ha sviluppato un grande amore negli ultimi anni) ed una collaborazione col cantautore Edoardo Cerea col quale, nel 2024, pubblica la canzone All’impiedi.

Parallelamente Ila veste i panni di cantante nel progetto demenziale TheTestimoni, spin off musicale della web serie Testimoni di Genova, (della quale è autrice e regista) e nel 2024 pubblica la canzone Andiamo in Liguria, supportata da un video country ed una band d’eccezione: Matteo Marchese, Andy Brevi, Leslie Abbadini, Andy Ronchi e Teo Airoldi.

Tra le ultime produzioni targate Ungle Singer, i video di Edoardo Cerea e Primate.

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