Gianluigi Porro

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Gianluigi Porro È mancato Gianluigi Porro, il padre del Diavolo Rosso ad Asti

20/06/2026 di Autori vari

#Gianluigi Porro#Italiana#Canzone d`autore

È improvvisamente mancato Gianluigi Porro, figura storica di animatore culturale di Asti, tra i fondatori del Diavolo Rosso, luogo importantissimo per la musica d'autore. Lo ricorda con parole commosse Rambaldo Degli Azzoni Avogadro, direttore artistico di Storiedinote in Francia e del Festival Canzoni&Parole a Parigi.

"Non posso fare a meno di ricordare Gianluigi Porro, una persona straordinaria, gentile e generosa, che ha dedicato la sua vita a progetti culturali del più alto livello.

Gianluigi se n'è andato all'improvviso due giorni fa, lasciando certamente sopraffatte dal dolore le tante persone che avevano avuto l'occasione e la fortuna di essergli vicine nella vita e di collaborare con lui nella lunghissima attività per la musica e il teatro nella sua Asti e non solo.

Personalmente lo conoscevo da quasi 30 anni ed in tantissime occasioni, a partire dal mitico Diavolo Rosso (di cui fu uno dei creatori) e poi tante volte come responsabile della Cultura per il Comune di Asti, come direttore del Teatro Alfieri e come presidente della Fondazione Piemonte dal Vivo, mi aveva permesso di portare avanti concerti e spettacoli in cui credevo tantissimo e che erano sempre riusciti nel modo migliore grazie alla sua passione, professionalità e generosa disponibilità.

Ricordo con affetto la sua vecchissima inossidabile Volvo station-wagon e la sua straordinaria resistenza allo smartphone, a cui aveva ceduto solo da pochissimo, quando era diventato presidente della Fondazione Piemonte dal Vivo ed era diventato assolutamente indispensabile. Tutto perfettamente in linea con lo spirito di una persona romantica che badava alla qualità e ai contenuti e non alle semplici apparenze.

Ricordo di essere stato con lui per un bellissimo concerto di Claudio Lolli, con Paolo Capodacqua, nel programma di Asti Musica (storica manifestazione che aveva creato) proprio 25 anni fa il 20 luglio 2001, il giorno della morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova. E di aver sentito e vissuto insieme a lui quella terribile notizia.

E ricordo tante altre occasioni avute grazie a lui per presentare spettacoli anche molto impegnativi e non di facile riuscita, con Giorgio Conte (si dice che nemo profeta in patria) e Pippo Pollina al Teatro Alfieri, finiti sempre con grandi soddisfazioni per artisti e pubblico. Ricordo con riconoscenza il sostegno fondamentale attraverso Piemonte dal Vivo all'omaggio a Gianmaria Testa lo scorso anno nell'ambito del nostro piccolo grande festival Canzoni&Parole a Parigi, rendendo possibile l'impossibile.

E ricordo con grande simpatia un occasione in cui stavo pranzando ad Asti insieme a Gianluigi Porro e Giorgio Conte e che Giorgio diceva di essere arrivato un po' alla disperazione perché aveva provato a chiamare decine e decine di volte il mitico cantante Antoine (quello di "ti tirano le pietre"), che veleggiava nei mari del Sud, per chiedergli di mettere un suo piccolo contributo nel suo imminente album "Sconfinando".E che Antoine non aveva mai risposto. Gianluigi disse di provare di nuovo in quel momento e che sarebbe stata certamente la volta buona... Giorgio disse che tanto non sarebbe servito a nulla. Gianluigi insistette e io decisi fare il numero col mio telefono, mettendolo in viva voce, e, incredibilmente, Antoine rispose, parlò con Giorgio e il progetto per l'album andò in porto. E Giorgio qualificò Gianluigi di detentore di doti magiche, fra grandi risate.

Ma non posso soprattutto dimenticare come Gianluigi fu mio autentico angelo custode nel febbraio 2021, quando ero risultato positivo al Covid proprio ad Asti. Mi ero recato nella sua città quando era ancora direttore del Teatro Alfieri, a pochi mesi dalla pensione, per provare ad organizzare con lui una festa a sorpresa nel teatro per Giorgio Conte, in occasione del suo 80° compleanno.

Gianluigi mi aiutò senza esitare, mi trovò un appartamentino a un prezzo abbordabile dove restai per oltre 2 settimane (per me Giorgio Conte coniò il termine "Il prigioniero di Asti") in quarantena e poi venne più volte a portarmi cibo e vestiti, in una situazione in cui ben pochi avevano il coraggio di avvicinarsi agli appestati del 21° secolo. Senza di lui sarebbe stato davvero difficile per me, così lontano da casa a Parigi.

Nell'immensa tristezza per la perdita, sono felice di essere stato amico e collaboratore di una persona così speciale e davvero unica e non potrò mai dimenticarlo. Come penso tante e tanti altri.

Ciao, caro Gianluigi."