Joe Ely

special

Joe Ely Joe Ely, West Texas Rocker, ci ha lasciati: ricordo di un grande artista e una bellissima persona.

16/12/2025 di Aldo Pedron

#Joe Ely#Americana#Songwriting

Joe Ely è scomparso all’età di 78 anni, la causa di complicazioni derivanti dal morbo di Parkinson. Aldo Pedron lo celebra con ricordi personali.

Il musicista, icona della musica country-rock, è morto nella sua casa di Taos, nel New Mexico, circondato dalla moglie (e manager) Sharon e dalla figlia Marie Elena, il cui nome deriva dalla moglie e vedova di Buddy Holly a cui Joe era particolarmente affezionato. 

Ho incontrato Joe Ely spesso in Italia e ⁹inoltre ad Austin, Texas e a New York. 

Ho seguito alcune sue tournée italiane a partire dai primi anni ’90 (oltre una cinquantina di concerti in tutto), è stato ospite a casa mia e io a casa sua. 

Joe Ely portava in scena l’intera musica “roots” americana con il fervore di un vero credente, consapevole che la musica potesse trasportare le anime. Il suo stile musicale distintivo poteva arrivare solo dal Texas, con la sua miscela sud-occidentale di honky-tonk, rock & roll, blues da roadhouse, western swing, tex-mex e conjunto.

La sua vera misura si manifestava nell'intensità dinamica delle sue potenti esibizioni dal vivo, da solo, in duo, con una band stratosferica in cui hanno militato chitarristi come David Grissom, Teye Wijnterp e Jesse Taylor e una sezione ritmica puntigliosa e quasi perfetta. Ely non ha mai fatto mistero di essere, dal vivo, una vera e propria autentica dinamite, tanto che Joe Strummer e i Clash lo vollero come spalla in uno dei loro tour americani.  

24 album ufficiali e decine e decine di chilometri “on the road” per il mondo, a portare il credo del rock e le ispirazioni dalla sua terra, il Texas. Nato ad Amarillo nel 1947, aveva vissuto per molti anni a Lubbock (patria di Buddy Holly) dove aveva conosciuto e frequentato numerosi compagni di avventura: Jesse Taylor, Butch Hancock, Jimmie Dale Gilmore (i tre avevano creato The Flatlanders) e non ultimo Terry Allen. 

Spesso definito troppo rock per essere country e troppo country per essere rock, menestrello, vagabondo, zingaro cowboy, visionario e poeta, scrittore di canzoni, rocker infuocato, cantautore elettrico, appassionato e sincero, Joe Ely ha creato un nuovo suono moderno “di frontiera”. Ballate polverose, cadenze blues, tex-mex, un country-rock lontano dal Nashville sound e una sontuosa vena rock.   Una fusione di country e rock and roll, con un pizzico di rockabilly e le cosiddette “cadillac ranch songs”, come direbbe Bruce Springsteen.  Ballate intense e struggenti a mezza velocità, spesso da film western, una voce eccelsa che colpisce direttamente al cuore e un rock’n’roll da adrenalina pura. Lui confessa “The Highway Is My Home” e le sue canzoni si potrebbero benissimo ascoltare nelle strade desertiche americane.

Ho amato moltissimo Joe Ely, i suoi dischi, le sue canzoni. Consiglio quattro dischi, per chi non lo conoscesse: Honky Tonk Masquerade (MCA Records,1978) 

Live At Liberty Lunch (MCA Records,1990) 

Letter To Laredo (MCA Records, 1995)

Live Cactus! (Rack'Em Records, 2008). Acustico – Joe Ely voce e chitarra e Joel Guzman alla fisarmonica.