Gabriele Serpe

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Gabriele Serpe Il singolo L'inchino in anteprima

06/07/2026 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Gabriele Serpe#Italiana#Canzone d`autore

In anteprima L’inchino di Gabriele Serpe, un brano dal fascino agrodolce e disincantato, che, tra cantautorato, alt pop e rock indipendente, ci consente di riflettere su convinzioni e convenzioni, impegni e ambizioni che non abbiamo veramente scelto e sulla distanza tra identità vissuta e identità immaginata. Recitiamo un ruolo per un pubblico che in realtà non c’è.

Oggi vi presentiamo L’inchino, nuovo singolo del cantautore e giornalista genovese Gabriele Serpe. Le note iniziali di piano, la chitarra acustica e la base ritmica costruiscono un insieme agrodolce, con tocchi sognanti, echi del rock indipendente e un’interpretazione che ha un fascino disincantato e quasi amaro, come i versi ora più realistici e schietti, ora più immaginifici della canzone.

Nei versi trapelano l’insensatezza della sequela di impegni da rispettare e di contro l’esigenza di riconnettersi con la propria parte più autentica ed essere quello che si è davvero. Il cammino della vita è complesso, faticoso e senza garanzie, fatto di apparenze, rituali e finzioni, ma non servono a niente, se non a riconoscersi più. Se ognuno è immerso nella propria messinscena, non c’è nessun pubblico davanti a cui fare bella figura o sfigurare:

“Tutti sul palco mano nella mano, facciamo l'inchino davanti a nessuno”.

Il singolo è presentato così:

“La distanza tra identità vissuta e identità immaginata è uno dei temi più attuali di questo periodo storico, e con il suo nuovo singolo L'inchino Gabriele Serpe ne parla attraverso metafore azzeccate e immagini molto concrete. L'artista suggerisce l'idea che molte delle cose che facciamo - ambizioni, progetti, sogni e convinzioni - possano da un momento all'altro apparire prive del significato e delle aspettative a loro attribuite. Esattamente come un inchino alla fine di uno spettacolo davanti a un pubblico che non c’è. Con una voce e uno stile musicale che richiamano capostipiti della musica d'autore italiana come Enrico Ruggeri, il brano racconta di come spesso passiamo la vita a inseguire l'immagine che abbiamo costruito di noi stessi, dimenticando di guardare chi siamo davvero”.

Aggiunge Gabriele Serpe:

“Intuire di non essere chi crediamo di essere, di non stare dove vogliamo stare e sentire il bisogno di metterci in cammino per scoprire chi siamo prima che sia troppo tardi. Prendere coscienza di non assomigliare all'immagine che abbiamo di noi stessi e che abbiamo sempre cercato di vendere agli altri, desiderosi di ricevere consenso e giudizi positivi, vogliosi di piacere. Agli altri non frega nulla della nostra recita, sono tutti impegnati a recitare la propria, esattamente come noi.

Il tentativo costante di essere all'altezza delle nostre e delle altrui aspettative perde forza quando iniziamo a distanziarci dal ruolo che ci siamo imposti e che la società sembra chiederci. Ci sono deserti e vette da attraversare dentro e fuori di noi e non esistono scorciatoie”.

È la società, infatti, che ovviamente ci carica di aspettative e ci spinge a nasconderci in un ruolo finto e predefinito, ma ci tocca affrontare deserti e vette da scalare per quello che siamo veramente, con le nostre forze, anche se sembra un’impresa senza senso o può far smarrire il senno. Ma il freddo dei giorni a venire va fronteggiato e superato, “come se quest'anno non finisse”.

Buon ascolto!


Crediti

Testo e musica: Gabriele Serpe

Produzione: Giulio Gaietto e Gabriele Serpe

Registrato presso Studio 77, Genova

Mix e master: Giulio Gaietto


Biografia

Gabriele Serpe è un cantautore e giornalista genovese. L'esordio discografico risale al 2007 con il singolo I sogni ti danno il pane. Il primo album Chi cerca trova! esce nel 2010 ed è accompagnato da un lungo tour promozionale unico nel suo genere: un'azione di cd crossing che ha toccato quindici città italiane e raggiunto migliaia di persone, in collaborazione con radio, clubs, biblioteche e associazioni culturali.

Fra il 2011 e il 2015 scrive e porta in scena due spettacoli di teatro-canzone e pubblica il secondo album Uno; le sonorità, inizialmente itpop, si spostano verso l'indie rock.

Presa la decisione di allontanarsi dalla società per vivere di autosostentamento agricolo, nel 2019 torna in studio con il progetto Zoostat (duo di musica elettronica e canzone d'autore) con cui pubblica l'EP Cancellature nel 2021 e l'album Crash Test nel 2023.

Il nuovo album solista Retroguardia uscirà nel 2026.

Fra i tanti progetti extra musica, ha pubblicato due raccolte di poesie e ha fondato e diretto dal 2008 al 2015 Era Superba, rivista mensile e sito web di informazione su Genova.


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