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Alessandro Serra Il video di Terra Vergine in anteprima
Oggi vi presentiamo in anteprima il video Terra Vergine, la title-track del primo disco di inediti del poeta, filosofo e cantautore salernitano Alessandro Serra.
La canzone si intitola come la prima raccolta di novelle di Gabriele d’Annunzio, ambientate in un Abruzzo primitivo e selvaggio e, aperta da un piano elegante e poi guidata da ritmiche folk accattivanti (con uno splendido basso in bell’evidenza), conduce nel cuore della bellezza e delle ferite del Sud, nell’ambivalenza drammatica e affascinante di una terra “piena di poesia”, ma anche “uccisa e disonorata”, ricca di storia, ma anche segnata da “amnesie”, terra di stanchezza, ma anche di allegria, “cupa” e “baciata”.
Così anche nel video, diretto da Luigi Di Domenico e girato nel Parco Nazionale del Cilento, tra le pietre silenziose di Roscigno Vecchia, si intrecciano paura e magia, fatica e poesia, minaccia e incanto, mentre ai lavoratori si mescolano musicisti e artisti di strada, tra bolle di sapone e il fuoco di un mangiafuoco. La bellezza e la semplicità della natura, di un luogo dove trovare risposte e incontrare il sacro, rischia di essere turbata, ma nel video prevale poi la ricerca e la costruzione di un’armonia, non quindi la distruzione, ma una salvezza condivisa e una rinascita. Come quella rappresentata da una clessidra, che non è tempo finito, ma si ribalta in un tempo che ricomincia. Questo brano, dallo spessore cantautorale, dall’arrangiamento curato e raffinato con venature quasi jazzate e dalla melodia pop, ricorda infatti in qualche modo che le catene si possono spezzare, in un legame d’amore che diventa così libero e generativo.
Si legge nel comunicato:
“Si racconta il risveglio di una coscienza che torna ad ascoltare il respiro ciclico dell’esistenza…Natura e presenza umana si intrecciano in un tempo antico, dove ciò che appare abbandonato attende soltanto di essere ricordato. Il fuoco, la terra, l’acqua e l’aria non sono forze in conflitto, ma parti di uno stesso movimento. La paura si trasforma in danza, gli opposti si riconoscono e la comunità ritrova il proprio ritmo profondo. Il risveglio non consiste nel vincere ciò che temiamo, ma nell'accoglierlo come parte del viaggio verso una riscoperta di chi siamo veramente… La rinascita… Il video si chiude con l’immagine conclusiva della clessidra, il cuore simbolico dell’intero videoclip: capovolgerla è come accettare consapevolmente il ciclo della vita, dove nascita e fine, memoria e trasformazione, perdita e rinascita continuano a scorrere insieme nello stesso tempo circolare”.
Racconta il cantautore sulla genesi del pezzo:
«È un brano scritto di getto in una stazione ferroviaria in attesa di un treno che mi portava verso un nuovo inizio in un’altra città: da una parte c’era la nostalgia per ciò che stavo lasciando, la terra in cui ero cresciuto, il sud pieno di bellezza e contraddizioni, dall’altra parte era vivo anche l’entusiasmo per un capitolo nuovo della mia vita che stavo iniziando a scrivere. Il brano mette insieme come un paradosso solo apparente questi due sentimenti mostrandoli come tappe di un unico processo ciclico, che in fondo è la vita. “Terra vergine” è un po' il contrario di quello che chiamiamo in gergo “comfort zone”: è la terra da esplorare, come può essere un evento inatteso che disorienta e spaventa, ma che al contempo ci permette di far venire fuori parti di noi che non credevamo neppure di avere. “Amare il luogo dove spezzi le catene è come diventarne figlio e parte insieme” è la frase che si ripete alla fine di ogni strofa proprio ad indicare che c’è un sentiero che attende solo di essere percorso da ognuno di noi in cui il nostro sguardo impara l’arte segreta dell’unità degli opposti».
L’album Terra Vergine è anche accompagnato da un libro, che ha un titolo più articolato, Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese; si tratta appunto di 100 componimenti, a cui corrispondono dieci tappe di un “unico viaggio della coscienza”; in ognuna di esse vi è “qualcosa da imparare e qualcosa da lasciar andare”, “dalla prigione invisibile dello scacchiere sociale in cui noi ci chiudiamo in un’identità che non ci rappresenta (Scacco matto), fino alla liberazione dello sguardo dell’astronauta, colui che si è così tanto emancipato dal mondo da averlo in custodia (Astronauti)”.
Vi lasciamo alle immagini suggestive e poetiche del video, per riflettere sul rapporto con la propria terra, quando essa è “fuoco e cenere”, da cui può risorgere.
Buon ascolto e buona visione!
Biografia
Alessandro Serra (Salerno, classe 1986) è un cantautore poliedrico, professore di filosofia e poeta.
I suoi brani si inseriscono nel solco della tradizione cantautorale italiana presentando sfumature e contaminazioni di diverso tipo, dentro i binari di una vena pop garbata ed efficace. Figlio di un musicista di origini sarde e di una dirigente scolastica, Serra unisce nella propria esperienza umana e artistica le dimensioni della filosofia, della poesia e della musica, portando avanti da sempre una vocazione espressiva coltivata fin dall’adolescenza, tra scrittura poetica e cantautorato.
Nel 2014 ha pubblicato sulla RIFL - Rivista Italiana di Filosofia del Linguaggio - l’articolo Linguaggio, poesia e realtà. Linguaggio ordinario e linguaggio poetico in Roman Jakobson, testimonianza di una ricerca profonda sul rapporto tra parola, pensiero e realtà. Tale ricerca è stata coltivata negli anni nelle aule scolastiche liceali in cui insegna filosofia ai ragazzi, nei locali salernitani in cui per quasi un ventennio ha interpretato i protagonisti del cantautorato italiano, e nella costante e fruttuosa scrittura – ormai quasi trentennale – di canzoni e poesie.
Il 2026 vede l’esordio per L’Airone Dischi di Lucio Auciello con il progetto ibrido Terra Vergine, un libro di poesie che dialoga con un album di canzoni o anche un album di canzoni che trova retrospettive e nuovi percorsi sonori in un libro di poesie.
Il libro di poesie si intitola Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese, ed è edito da Abrabooks.
Crediti
Registrazione e mix: Lucio Auciello
Mastering: Davide Barbarulo presso il 20Hz 20KHz Mastering Lab (NA).
TERRA VERGINE
Testo e musica: Alessandro Serra
Produzione artistica: Alessandro Serra, Lucio Auciello
Grafica & ArtWork: Federica Caso (Fedeshui).
Hanno suonato
Fabrizio D’amato - piano e tastiere
Nicola Natella - chitarre elettriche
Lucio Auciello - chitarre acustiche
Giovanni Iannaccone - basso
Luca Elia - batteria e kazoo
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L’AIRONE DISCHI
Ufficio stampa: PAOLO TOCCO