Oh What A Beautiful World<small></small>
Americana • Songwriting • Country

Willie Nelson Oh What A Beautiful World

2025 - Legacy Recordings / Sony Music

08/08/2025 di Laura Bianchi

#Willie Nelson#Americana#Songwriting

Settantasette. Verrebbe da scriverlo in maiuscolo, distanziando le lettere, questo numero; perché è il numero di album che il mitologico Willie Nelson ha raggiunto con Oh What A Beautiful World, e, come si dice, "still counting". Se poi si aggiunge che 77 sono solo quelli in studio, e ce ne sono molti altri live, ecco che lo stupore aumenta, per diventare totale pensando all'età del songwriter texano: novantadue anni. Eppure Nelson dimostra di avere ancora forza, voglia, capacità di superare tanti suoi nipotini, esangui dopo il terzo disco, e con questo suo settantasettesimo lo conferma. Composto interamente da brani di un altro cantautore texano, Rodney Crowell, che di anni ne ha solo 74, e che condivide con lui l'amore per Hank Williams, il lavoro non è la classica compilation - omaggio, ma viene animato dalla voce di Nelson, dalla sua Trigger (una Martin N-20 acustica), dagli arrangiamenti accuratissimi dell'amico di una vita Buddy Cannon e dallo stesso Crowell come corista nella traccia del titolo, dallo splendido assolo di chitarra. 

Non è una novità il fatto che il cantautore renda omaggio a un suo collega che l'ha particolarmente ispirato: il primo disco tributo, a Lefty Frizzell,  risale addirittura al 1977, e seguirono altri progetti simili, fino a quello per Ray Price, del 2016. Ma il disco può funzionare anche come una sorta di manuale di istruzioni per chi non conoscesse il genere country e intendesse avvicinarvisi nel modo migliore, perché comprende composizioni di un arco temporale molto vasto, e, in tre canzoni, anche altri nomi importanti che hanno collaborato con Crowell: si tratta dell'iniziale What Kind Of Love (dal 1992, scritta anche da Will Jennings e Roy Orbison), Open Season On My Heart (che vede la presenza di James Slater), e Stuff That Works (col grande Guy Clark).

In ogni caso, si può gustare il disco anche per perdersi nella magia delle sfumature della voce di Nelson, che sa fare propria ogni canzone, grazie alla patina del tempo, che ha arrochito il suo famoso timbro tenorile, e alla varietà di suoni che le impreziosiscono, come nel morbido honky tonk di She's back in town, dal dialogo intenso tra il piano e l'armonica di Mickey Raphael, che collabora con l'artista da oltre trent'anni. Del resto, la band che lo accompagna è di tutto rispetto, e si sente: Bobby Terry (chitarra acustica, steel guitar, chitarra elettrica), James Mitchell (chitarra elettrica), Jim “Moose” Brown (organo B-3, pianoforte, Wurlitzer), Mickey Raphael (armonica), Fred Eltringham (batteria, percussioni) e Glenn Worf (basso, contrabbasso).

Il brano forse più emozionante è Open Season Of My Heart, dal testo dolcissimo e consapevole, interpretato con convinzione da Nelson, che qui suona anche il pianoforte; ascoltare versi come "Here′s turning heartaches into art / It's open season on my heart" commuove e fa riflettere. Insomma, se il musicista può cantare in modo convincente Still Learning How to Fly, noi potremmo rispondergli, come facciamo da decenni, che questa è Stuff That Works. Ottimo disco, e un pezzo di storia per il nostro piacere.

Track List

  • What Kind of Love
  • Banks of the Old Bandera
  • The Fly Boy and The Kid
  • Forty Miles from Nowhere
  • I Wouldn`t Be Me Without You
  • Making Memories of Us
  • Oh What a Beautiful World (con Rodney Crowell)
  • Open Season on My Heart
  • Shame on the Moon
  • She`s Back in Town
  • Still Learning How to Fly
  • Stuff That Works​