The Beau Brummels The Lost Session
2026 - New Shot Records
Ci sono poche band dei Sixties, a San Francisco, che meglio dei Beau Brummels possano incarnare il sapore esaltante e tuttavia dolceamaro di certe estati senza fine. Pensi a San Francisco e ti vengono in mente le luci e i suoni psichedelici, le atmosfere lisergiche, la Beat Generation e la “Summer Of Love”. I Beau Brummels sono
un gruppo della prima era californiana, nato come risposta americana alla “British Invasion” e artefici, con i Byrds, del folk-rock a base di armonie vocali e chitarre a 12 corde. Con The Charlatans, sono stati tra i fondatori del cosiddetto “San Francisco Sound”.
Ronald Charles Elliott, con dei genitori musicisti, vive nel quartiere di North Beach ascoltando musica country, George Gershwin, Jerome Kern, Glenn Miller. Dopo studi classici suona in alcuni gruppi minuscoli che si esibiscono ai matrimoni poi riallaccia i contatti con un certo Salvatore Spampinato, in arte Sal Valentino, 24 mesi più vecchio di
lui e già autore di un singolo.
Nel 1964 i Beau Brummels sono già una realtà con Sal Valentino (cantante elegante e sopraffino nonché frontman, anni dopo negli Stoneground e al tempo stesso solista eccelso), Ron Elliott (chitarra solista) a cui si aggiungono Ron Meagher al basso, il chitarrista con passaporto irlandese Declan Mulligan (in seguito con la Black Velvet Band) e il batterista John Petersen (poi negli Harper’s Bizarre). Il nome è mutuato dal nobile dandy inglese del XIX secolo Lord Beau Brummell, amico del principe del Galles (il futuro Re Giorgio IV), ago della bilancia dello stile nei salotti londinesi del tempo, celebre anche per passare in toilette le ore mattutine nella cura del proprio corpo. Tutti in effetti scambiano i Brummels per inglesi, vestiti elegantemente e in stile beat. Il sound delle loro chitarre si rifà certamente agli Everly Brothers, ai Beatles, ai Byrds, di cui hanno eseguito anche una cover di Mr. Tambourine Man . Il loro sound con alcune inflessioni al country e un’oggettiva abilità di sintesi nelle ballate li rende unici nel panorama californiano.
La discografia ufficiale del gruppo oltre ad una manciata di singoli di discreto successo contempla 6 album. La band si riforma nel 1974 e vede i 5 vecchi membri originali della band riuniti insieme con l’aiuto di Dan Levitt (chitarra solista, banjo, armonica, voce) e la produzione di Ted Templeman anche se Ron Meagher è accreditato semplicemente come session-man e non è raffigurato nella fotografia del gruppo sul retro copertina. Dieci brani e piccole gemme come: l’iniziale e splendida You Tell Me Why, First In Line, Wolf, Down To The Bottom, Tennessee Walker, i capolavori Singing Cowboy e Goldrush, The Lonely Side, Gate Of Hearts e Today By Day. Il disco “reunion” pubblicato nell’aprile 1975 non ha successo e la band prima di sciogliersi definitivamente (ndr. ci sarà una breve reunion anche nel 1985) fa pochissime apparizioni.
The Lost Session pubblicato ora dalla italiana New Shot Records di Renato Bottani è stato inciso tre mesi dopo, nel luglio 1975 ai Trod Nossell Studios di Wallingford (Connecticut) per una trasmissione della WPLR di New Heaven (CT) e come presentazione radiofonica del disco “reunion” stesso. Contiene First in Line, Singing
Cowboy, You Tell Me Why, Wolf e Goldrush dall’album reunion ufficiale mentre Laugh Laugh e Just A Little sono la piacevole riproposta dei loro due brani più celebri, singoli di successo di metà anni ’60. Tre brani come il rock and roll di It’s Been A Lousy Day, I ‘ve Got A Melody e Restless Soul invece sono totalmente inediti. Mai incisi, non pubblicati
nell’album reunion ma qui riproposti in una delle ultime serate del loro tour (1975). I’ve Got Melody, un brano decisamente country-rock è stato soltanto eseguito dal vivo nel 1974 e apparso unicamente nel CD Beau Brummels Live edito dalla Dig Music nell’agosto del 2000.
The Lost Session è un disco speciale, dove la magia delle canzoni e delle armonie dei Beau Brummels è riproposta in un'inedita versione e con nuovi splendidi e riusciti arrangiamenti.
un gruppo della prima era californiana, nato come risposta americana alla “British Invasion” e artefici, con i Byrds, del folk-rock a base di armonie vocali e chitarre a 12 corde. Con The Charlatans, sono stati tra i fondatori del cosiddetto “San Francisco Sound”.
Ronald Charles Elliott, con dei genitori musicisti, vive nel quartiere di North Beach ascoltando musica country, George Gershwin, Jerome Kern, Glenn Miller. Dopo studi classici suona in alcuni gruppi minuscoli che si esibiscono ai matrimoni poi riallaccia i contatti con un certo Salvatore Spampinato, in arte Sal Valentino, 24 mesi più vecchio di
lui e già autore di un singolo.
Nel 1964 i Beau Brummels sono già una realtà con Sal Valentino (cantante elegante e sopraffino nonché frontman, anni dopo negli Stoneground e al tempo stesso solista eccelso), Ron Elliott (chitarra solista) a cui si aggiungono Ron Meagher al basso, il chitarrista con passaporto irlandese Declan Mulligan (in seguito con la Black Velvet Band) e il batterista John Petersen (poi negli Harper’s Bizarre). Il nome è mutuato dal nobile dandy inglese del XIX secolo Lord Beau Brummell, amico del principe del Galles (il futuro Re Giorgio IV), ago della bilancia dello stile nei salotti londinesi del tempo, celebre anche per passare in toilette le ore mattutine nella cura del proprio corpo. Tutti in effetti scambiano i Brummels per inglesi, vestiti elegantemente e in stile beat. Il sound delle loro chitarre si rifà certamente agli Everly Brothers, ai Beatles, ai Byrds, di cui hanno eseguito anche una cover di Mr. Tambourine Man . Il loro sound con alcune inflessioni al country e un’oggettiva abilità di sintesi nelle ballate li rende unici nel panorama californiano.
La discografia ufficiale del gruppo oltre ad una manciata di singoli di discreto successo contempla 6 album. La band si riforma nel 1974 e vede i 5 vecchi membri originali della band riuniti insieme con l’aiuto di Dan Levitt (chitarra solista, banjo, armonica, voce) e la produzione di Ted Templeman anche se Ron Meagher è accreditato semplicemente come session-man e non è raffigurato nella fotografia del gruppo sul retro copertina. Dieci brani e piccole gemme come: l’iniziale e splendida You Tell Me Why, First In Line, Wolf, Down To The Bottom, Tennessee Walker, i capolavori Singing Cowboy e Goldrush, The Lonely Side, Gate Of Hearts e Today By Day. Il disco “reunion” pubblicato nell’aprile 1975 non ha successo e la band prima di sciogliersi definitivamente (ndr. ci sarà una breve reunion anche nel 1985) fa pochissime apparizioni.
The Lost Session pubblicato ora dalla italiana New Shot Records di Renato Bottani è stato inciso tre mesi dopo, nel luglio 1975 ai Trod Nossell Studios di Wallingford (Connecticut) per una trasmissione della WPLR di New Heaven (CT) e come presentazione radiofonica del disco “reunion” stesso. Contiene First in Line, Singing
Cowboy, You Tell Me Why, Wolf e Goldrush dall’album reunion ufficiale mentre Laugh Laugh e Just A Little sono la piacevole riproposta dei loro due brani più celebri, singoli di successo di metà anni ’60. Tre brani come il rock and roll di It’s Been A Lousy Day, I ‘ve Got A Melody e Restless Soul invece sono totalmente inediti. Mai incisi, non pubblicati
nell’album reunion ma qui riproposti in una delle ultime serate del loro tour (1975). I’ve Got Melody, un brano decisamente country-rock è stato soltanto eseguito dal vivo nel 1974 e apparso unicamente nel CD Beau Brummels Live edito dalla Dig Music nell’agosto del 2000.
The Lost Session è un disco speciale, dove la magia delle canzoni e delle armonie dei Beau Brummels è riproposta in un'inedita versione e con nuovi splendidi e riusciti arrangiamenti.