Temporali Violenza e sentimento
2026 - Roble Factory
Cosa succede in ciascuno di noi quando soffriamo, quando proviamo un forte dolore? La violenza subita si insinua nel nostro corpo, nella nostra mente, nel nostro cuore, nelle nostre ossa. Proviamo dei sentimenti come paura, amore, lutto, empatia, rabbia, desiderio di reagire, bisogno di essere visti. Sentimenti che nascono come fiori dalla ferita inflitta dalla violenza, ma con una forza capace di spaccare le pietre.
È di questo che ci parlano i Temporali, una band sarda nata grazie ad Alberto Atzori che ha chiamato all’appello Sergio Serra e Levin Muzzu per mettere in piedi questo progetto il cui seme era già stato piantato nel 2020, ma ha iniziato a crescere solo nel 2025 con la pre produzione del loro primo album Violenza e sentimento, precedentemente anticipato dai singoli Le ossa in volo e Slinky. Questo progetto presenta un connubio di metal, alternative e stoner rock, ispirandosi ad altre grandi band a lei precedenti come Metallica, Verdena e Queens Of The Stone Age, ma con la musicalità della lingua italiana che non così spesso accompagna tali generi.
Già la copertina risulta interessante e richiama i temi trattati nell’album. Rappresenta infatti tre maschere tipiche della cultura e tradizione sarda, Su Boe, Su Bundhu e Su Mamuthone, dando così voce non solo alle origini dei componenti della band, ma anche a una dimensione antica, oscura e rituale. Simbolicamente raccontano ciò che le persone tendono a celare dietro a una maschera. Il titolo è molto esplicito, ma allo stesso tempo ricco di significato: da una parte la violenza, ovvero ciò che distrugge, ciò che porta al cambiamento nella vita di una persona; dall’altra il sentimento, l’umana risposta agli eventi che non possiamo evitare.
Il disco si compone di dieci tracce dove non è più il calmo fluire della ragione ad accompagnare il sentimento, ma violenza e sentimento divengono come due scheletri che danzano insieme sulle note di melodie diverse, perché ogni canzone è una storia. Come il brano d’apertura, nonché uno dei due singoli, Slinky, dove non solo i Temporali dimostrano sin da subito di giocare a carte scoperte; questa ragazza “sinuosa” non ha solo subìto violenza, ma ha anche dovuto sopportare una delle ferite più gravi che la società possa infliggere: l’indifferenza. I Temporali sanno passare da quel rock potente, arrabbiato, fatto di botta e risposta tra chitarra elettrica e batteria, a quel rock da chitarra acustica, da voce soffusa come se ci sussurrasse all’orecchio, ma con la stessa violenza di un urlo.
Questo avviene in brani come Dai o Un fiore: la prima è una canzone sulla perdita, su ciò che si prova quando qualcuno non è più con noi; la seconda racconta la capacità di resistere alle avversità, come un fiore che rinasce anche quando sembra impossibile. Interessante è anche l’altro singolo Le ossa in volo, dove possiamo scorgere qualche richiamo al grunge, in un brano che ci invita a non fermarci alle apparenze e ci ricorda che ognuno possiede in sé delle fragilità che tende a nascondere agli altri.
Il primo disco di questa band emergente entra nelle orecchie proprio come un temporale, come quella pioggia che bagna il volto e si mescola con le lacrime al punto da non distinguere le une dalle altre. Temporali presentano un album che punta a capirci… a suon di rock ‘n roll.
È di questo che ci parlano i Temporali, una band sarda nata grazie ad Alberto Atzori che ha chiamato all’appello Sergio Serra e Levin Muzzu per mettere in piedi questo progetto il cui seme era già stato piantato nel 2020, ma ha iniziato a crescere solo nel 2025 con la pre produzione del loro primo album Violenza e sentimento, precedentemente anticipato dai singoli Le ossa in volo e Slinky. Questo progetto presenta un connubio di metal, alternative e stoner rock, ispirandosi ad altre grandi band a lei precedenti come Metallica, Verdena e Queens Of The Stone Age, ma con la musicalità della lingua italiana che non così spesso accompagna tali generi.
Già la copertina risulta interessante e richiama i temi trattati nell’album. Rappresenta infatti tre maschere tipiche della cultura e tradizione sarda, Su Boe, Su Bundhu e Su Mamuthone, dando così voce non solo alle origini dei componenti della band, ma anche a una dimensione antica, oscura e rituale. Simbolicamente raccontano ciò che le persone tendono a celare dietro a una maschera. Il titolo è molto esplicito, ma allo stesso tempo ricco di significato: da una parte la violenza, ovvero ciò che distrugge, ciò che porta al cambiamento nella vita di una persona; dall’altra il sentimento, l’umana risposta agli eventi che non possiamo evitare.
Il disco si compone di dieci tracce dove non è più il calmo fluire della ragione ad accompagnare il sentimento, ma violenza e sentimento divengono come due scheletri che danzano insieme sulle note di melodie diverse, perché ogni canzone è una storia. Come il brano d’apertura, nonché uno dei due singoli, Slinky, dove non solo i Temporali dimostrano sin da subito di giocare a carte scoperte; questa ragazza “sinuosa” non ha solo subìto violenza, ma ha anche dovuto sopportare una delle ferite più gravi che la società possa infliggere: l’indifferenza. I Temporali sanno passare da quel rock potente, arrabbiato, fatto di botta e risposta tra chitarra elettrica e batteria, a quel rock da chitarra acustica, da voce soffusa come se ci sussurrasse all’orecchio, ma con la stessa violenza di un urlo.
Questo avviene in brani come Dai o Un fiore: la prima è una canzone sulla perdita, su ciò che si prova quando qualcuno non è più con noi; la seconda racconta la capacità di resistere alle avversità, come un fiore che rinasce anche quando sembra impossibile. Interessante è anche l’altro singolo Le ossa in volo, dove possiamo scorgere qualche richiamo al grunge, in un brano che ci invita a non fermarci alle apparenze e ci ricorda che ognuno possiede in sé delle fragilità che tende a nascondere agli altri.
Il primo disco di questa band emergente entra nelle orecchie proprio come un temporale, come quella pioggia che bagna il volto e si mescola con le lacrime al punto da non distinguere le une dalle altre. Temporali presentano un album che punta a capirci… a suon di rock ‘n roll.