System Olympia M3 Opera
2025 - Okay Nature
#System Olympia#Elettronica#Electronic dance music #dance #synthwave ##synth-pop #electro-pop #Electro #retrowave
Provocante e provocatoria, ammaliante e lussureggiante, la figura di System Olympia (al secolo la London-based Francesca Macri) occupa un posto sempre più di rilievo nel panorama musicale dance/synth-oriented. M3 Opera sancisce infatti quel momento di attesa deflagrazione (di talento, concorso di brillanti idee, sfrontatezza calibrata), catalizzato sull'etichetta di casa Okay Nature. Non una novità, ma stavolta in un formato (l’EP) che benedetto sia, per la perfetta efficacia da compendio pepato di succulento edonismo.
Della Nostra, corposo è ormai il pedigree: dagli show su NTS Radio al ruolo centrale, governato con disinvolta padronanza, di DJ, musicista e produttrice. Il filone è il seguente: formula Italo-disco e certa house retrò, mare orgiastico di sinuosi liquidi synthwave e allusioni 80’s, perlopiù a intercettare eccessi da Madonna alla combo Rettore/Bertè, e ammiccamenti a piaceri carnali reconditi, dettati anche da vibes visual parallele al suono, fra copertine retrò Le Ore misto Playboy, titoli che omaggiano Anaïs Nin, video homemade sensualmente trash, o al più il vintage da notturna rete locale, che fanno il baffo al campo minato di tristi censure, distillate al più da acclarate ironia di fondo.
Ma dietro tutto questo, cosa/chi si nasconde davvero? Tutto, fuorché fumo negli occhi, fuorché fuffa, fuorché pantomima. La certezza, altroché, di un'artista con profonda passione ed enciclopedico senso musicale.
Qui è tutto assai affinato e, da capo a piedi (con un dilucolo che già preannuncia godimento puro, feat. magicamente azzeccati, e quel Tu Secreto latineggiante, un po’ Chiquita Magic, ad alzare ulteriormente il livello di testosterone), va a satollare gli appetiti più libidinosi, aggiungendo il giusto di paillettes (con sprazzi à la Lou Hayter) in placente di magma sonori da cui sgusciano via serpentine sintetiche gommose ed epilazioni analogiche al laser. Traccia dopo traccia, una cotta via l'altra, senza compromessi al ribasso. Danzereccia anatomia d'eccellenza. Luci rosse, ma soprattutto luci. Che illuminano la scena. Imperdibile.
Della Nostra, corposo è ormai il pedigree: dagli show su NTS Radio al ruolo centrale, governato con disinvolta padronanza, di DJ, musicista e produttrice. Il filone è il seguente: formula Italo-disco e certa house retrò, mare orgiastico di sinuosi liquidi synthwave e allusioni 80’s, perlopiù a intercettare eccessi da Madonna alla combo Rettore/Bertè, e ammiccamenti a piaceri carnali reconditi, dettati anche da vibes visual parallele al suono, fra copertine retrò Le Ore misto Playboy, titoli che omaggiano Anaïs Nin, video homemade sensualmente trash, o al più il vintage da notturna rete locale, che fanno il baffo al campo minato di tristi censure, distillate al più da acclarate ironia di fondo.
Ma dietro tutto questo, cosa/chi si nasconde davvero? Tutto, fuorché fumo negli occhi, fuorché fuffa, fuorché pantomima. La certezza, altroché, di un'artista con profonda passione ed enciclopedico senso musicale.
Qui è tutto assai affinato e, da capo a piedi (con un dilucolo che già preannuncia godimento puro, feat. magicamente azzeccati, e quel Tu Secreto latineggiante, un po’ Chiquita Magic, ad alzare ulteriormente il livello di testosterone), va a satollare gli appetiti più libidinosi, aggiungendo il giusto di paillettes (con sprazzi à la Lou Hayter) in placente di magma sonori da cui sgusciano via serpentine sintetiche gommose ed epilazioni analogiche al laser. Traccia dopo traccia, una cotta via l'altra, senza compromessi al ribasso. Danzereccia anatomia d'eccellenza. Luci rosse, ma soprattutto luci. Che illuminano la scena. Imperdibile.