Wicked Games<small></small>
Americana • Songwriting

SirBone And The Mountain Sailors Wicked Games

2022 - Self Produced

09/04/2022 di Marcello Matranga

#SirBone And The Mountain Sailors#Americana#Songwriting ##SirBone & The Mountain Sailors ##Fabio "Brosnki" Ferraboschi ##Busker Studio Rubiera ##AZ Blues #https://youtu.be/WseYpI6pOqk

Capita che mettiate un CD nel lettore non avendo la benchè minima idea di chi stiate per andare ad ascoltare, ma che proprio questa sia una delle ragioni per cui lasciate partire la musica. Capita anche che parta il primo pezzo dell'album e vi si alzi il sopracciglio, e che arrivati alla fine vi stiate chiedendo da dove venga fuori un disco tanto bello quanto inatteso ed inaspettato, e, in barba ad ogni prudenza che sarebbe forse opportuna, vi lasciate andare ad una considerazione tipo: "ma questo è un piccolo capolavoro!"  Visto che lo scrivente è ancora in possesso di un minimo di discernimento, e, dopo oltre 50 anni di ascolti, ancora qualcosa arriva a percepirlo chiaramente, lo ribadisco: questo album è un piccolo capolavoro, e se in un giorno arrivi ad ascoltarlo una decina di volte per intero vuol dire che qui c'è sostanza che merita di essere approfondita, anche perchè dischi del genere non capita spesso di sentirne. (altrimenti avremmo una proliferazione di presunti capolavori.....e non ne vedo così tanti all'orizzonte).

In realtà Stefano suona da anni. Traccce se ne trovano nei Wildboars, ovvero i Cinghiali, band attiva nel torinese, che aveva tra le sue file gente come Maurizio Spandre che poi sarebbe arrivato ai Gospel Book Revisited, e che con  Simone Ubezio aveva precedentemente militato nei Voodoo Lake. Nei Wild Boars c'erano anche Roberto Zisa e Gianmaria Pepi, che ritroviamo presenti nel gruppo che accompagna Stefano in Wicked Games.


 
SirBone (definizione che deriva dal dialetto sardo) stà a significare cinghiale. E qui comunciano a dare un senso alle cose, stabilendo una sorta di continuazione con il passato. I Montain Sailors, la band che accompagna Raggi, è il nome (geniale a mio avviso) che gioca sull'apparente contraddizione fra le due parole. Partendo da una base di quasi quaranta canzoni composte negli anni, Raggi si ritrova in mano un songbook decisamente sufficiente per poter pensare di arrivare ad incidere un disco. Alcuni provini arrivano nelle mani di Antonio Boschi di AZ Blues, che consiglia a Stefano di considerare di farsi produrre da Fabio Ferraboschi ai Busker Studio di Rubiera. Ferraboschi è produttore eclettico, con una storia impoortante e l'incontro con Raggi convince quest'ultimo di come Ferraboschi sia la persona effettivamente giusta per la bisogna. 

Messo mani ai pezzi ecco saltare fuori i dieci che finiscono in Wicked Games, un disco dove, se la costruzione musicale è la prima cosa che può colpire, un'importanza ce l'hanno i testi che tratteggiano una storia d'amore, illusione, speranza, morte, fuga e rassegnazione, tanto da sembrare essere sequenziale, cinematografica, a partire dall'iniziale A Tangle Of Thornes, probabilmente uno dei pezzi più belli del disco. Una ballata sontuosa con una splendida pedal steel guitar suonata da Andrea "Dusty" Ferazzi. Postcard From The Northern Woods ci porta in un mondo quasi fatato. Il mood è sempre quella della ballata dalle cadenze decisamente folk-country. Il pezzo acquisisce maggior pregio grazie agli interventi di Umberto Poli che passa dal bouzuki all'ukulele, al banjo a  4 corde. The Naive Songs è un'altro gioiellino al quale prende parte Ferraboschi che si dedica alla Telecaster. What You Say parte come una ballata, cambiando tono nel bridge centrale che è molto bello grazie anche all'entrata di tromba (suonata da Diego Coletti)  e trombone  (Luca "Lucky" Garino. Shadow Man è dei pezzi più belli del disco. Ballatona country immersa in una cascata di chitarre e pedal steel, impreziosita dalla bella voce di Raggi e da Floriana Nuzzo ai cori e controcanto.

Your Lullaby ha tutto racchiuso nel titolo che indica la direzione di una ballata deliziosa quanto delicata. Molto bella la voce di Stefano che qui suona anche il dobro. Joe And Valerie-Jane cambia il passo del disco con una storia "noir" dove Joe finisce con l'uccidere l'amata Valerie-Jane, "He was in love with Valerie-Jane, the cutest village girl. She was fire, she was snow, she was rain and she was storm. In his mind she was his wife even though she didn’t know yet" mentre l'incedere musicale disegna una cornice cupa arricchita ancora una volta dalle note della tromba e del trombone. Confession Of A Bastard, sembra la pagina successiva di quella che racconta l'uccisione di Valerie-Jane da parte di Joe che prende coscienza della follia che l'ha portato ad uccidere la sua amata.Ci si avvia all'epilogo con Old Bus Station, e qui si inizia a fare i conti con se stesso ed i propri pensieri. Fading porta con se i titoli di coda "I’ve been here waitin’ for you since the day you closed your eyes I’m sorry I couldn’t be there to hold your hand and say goodbye Now come in, sit beside me, let’s have a glass of cherry wine" con la storia che imbocca la curva finale con un dobro ammaliante quanto evocativo.

Il vento alza la polvere, l'immagine tende a sgranarsi. Il bianco e nero della pellicola vira sulla tonalità più scura. Appaiono i titoli di coda su questo grandissimo album pensato, suonato, prodotto e realizzato in questo paese. Storia che già così parrebbe irreale di fronte ad un disco del genere.

Scusate, intendevo scrivere un capolavoro di bellezza assoluta.


Torneremo presto su Stefano Raggi, o meglio SirBone e i suoi Montain Sailors con una intervista dove cercheremo di approfondire quanto scritto oggi.Intanto voi dovreste aver compreso cosa fare... 


 

 

 

 

Track List

  • A Tangle Of Thornes
  • Postcard From The Northern Woods
  • The Naive Song
  • What You Say
  • Shadow Man
  • Your Lullaby
  • Joe and Valerie-Jane
  • Confession Of A Bastard
  • Old Bus Station
  • Fading