Fabbricante di canzoni<small></small>
Italiana

Simone Cristicchi Fabbricante di canzoni

2005 - SONY BMG

09/11/2005 di Christian Verzeletti

#Simone Cristicchi#Italiana

Titolo azzeccatto quello di questo disco. Azzeccatto perché Simone Cristicchi le canzoni le fabbrica proprio come prodotti vincenti, che mirano a sbancare il mercato.
Sotto ai tormentoni che conosciamo tutti, volenti o nolenti, “Vorrei cantare come Biagio” e “Studentessa universitaria”, ci sono una produzione di quelle che costano, un lavoro di masterizzazione che spinge e un frullato di ritmi tanto in voga negli ultimi tempi, dal reggae al rap passando per la musica latina e la patchanka popolare-balcanica. C’è un cantautore moderno, dotato anche di archi e di melodie, che sforna pezzi senza pausa, che snocciola ritornelli e provocazioni in quantità industriali, quasi fosse impegnato ad una catena di montaggio. E sotto sotto c’è un ragazzo innamorato della canzone d’autore: è proprio quest’ultima ad essere racchiusa nella valigetta che si porta appresso il suo alter-ego Rufus, personaggio a metà tra il manager e lo studente scapestrato.
La tiene nascosta Cristicchi la canzone d’autore, un po’ per essere libero di giocarci e di trattarla come vuole, un po’ perché è conscio dei propri limiti e sa che non gli conviene metterli tanto alla prova: le concede solo un atto d’amore nella conclusiva “Questo è amore” di Sergio Endrigo, cantata in coppia con l’autore recentemente scomparso. Tra archi e pianoforte l’omaggio è sincero, anche se è improponibile il confronto con il canto di Endrigo (che voce lo è stato e lo è, pace all’anima sua). Allo stesso modo gioca con i suoi idoli sudamericani (Veloso, Buarque e Joao Gilberto): non potendoli avvicinare, li richiama scherzosamente in “A samba” con un romano-portoghese tanto irriverente quanto divertente.
Per il resto Simone Cristicchi si nasconde sempre dietro alla debordante e sfacciata ironia del suo personaggio, anche quando si “impegna” a scrivere canzoni minute come “L’isola”, “Sul treno” e “Angelo custode”. Sfotte a destra e a manca inscenando critiche anche al sistema che lo ha adottato, che lo ha premiato con fior di riconoscimenti e che lo ha portato sul serio al Palalottomatica: più di una volta introduce e spezza i suoi brani con dei siparietti tra un ideale promoter discografico e un meglio non identificato responsabile di programmazioni radiofoniche.
Il disco è tutto un cut-up di ritmi e citazioni, di brandelli di canzoni e di provocazioni: a forza di sbeffeggiare i tormentoni Cristicchi non smette mai di costruirne di suoi, anche quando prende sonoramente per il culo le cosiddette canzoni per l’estate con una “Ombrelloni” che chissà quanti esperti di mercato potrebbe soddisfare e fare incazzare.
Paragoni con Jannacci e con Gaetano sono fuori luogo, semmai Cristicchi si potrebbe inserire in quel filone della musica italiana a metà il pop e l’easy-listening in compagnia di Silvestri, Gazzè, Fabi, Tiromancino, tutta gente che proprio come lui è cresciuta nell’ambiente romano del “Locale”. A noi sarebbe piaciuto sentirlo in una forma più spartana, con la chitarra accompagnata da poco altro (violino, fisarmonica e qualche fiato), ma così “Fabbricante di canzoni” non avrebbe certo funzionato alla stessa maniera.
Per ora, se non gli chiedete troppo, riesce a strapparvi un ascolto divertito. Vedremo poi cosa farà da grande.

Track List

  • Senza|
  • Studentessa universitaria|
  • Vorrei cantare come Biagio|
  • Fabbricante di canzoni|
  • L´isola|
  • La filastrocca della morlacca|
  • Telefonata per l´estate|
  • Ombrelloni|
  • A sambà|
  • Stupidowski|
  • Sul treno|
  • Angelo custode|
  • Questo è amore

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