Pack up the circus<small></small>
Americana − Roots

Session Americana

Pack up the circus

2015 - Continental Song City / IRD
29/04/2015 - di
Session Americana è un collettivo di musicisti ad “assetto variabile”, la formazione infatti varia fino ad arrivare ad una dozzina di musicisti.

Non è un vero e proprio supergruppo, ma è composto da bravi professionisti di lunga esperienza, sono attivi dal 2005, originari di Boston/Cambridge, suonano strumenti vintage ed hanno pubblicato diversi dischi, l’ultimo dei quali è questo Pack up the circus, prodotto dalla brava folk singer Anais Mitchell e che vede anche la presenza di una decina di  musicisti ospiti.

Il nucleo base è composto da Ry Cavanaugh alle chitarre, Billy Beard alla batteria, Dinty Child al mandolino, banjo, organo e fisarmonica, Kimon Kirk al basso, Jim Fitting  all’ armonica,  Laura Cortese al violino, e il gruppo propone una musica che è una riuscita miscela di folk, country, soul, roots, bluegrass, jazz, e ricca di armonie vocali, con brani classici della tradizione americana e brani originali composti da componenti della band  nel rispetto delle radici della musica americana.

I Session Americana sono stati definiti scherzosamente una rock band in una tazza di tè o un gruppo folk in una bottiglia di whiskey, e proprio queste  definizioni danno l’idea del tipo di musica prodotta e l’approccio “ collettivo” alla musica.

Il lavoro, composto da dieci brani quasi tutti originali, inizia  alla grande con la title track Pack up the circus, folk-rock con una gradevole impronta pop e deliziosi cori, e con  Willing to be lucky , altro folk-rock con una calda impronta soul dei fiati, mentre in It’s not Texas ci sono  dolci armonie vocali e i profumi di west coast.

Decise impronte jazz si trovano  in You always hurt the one you love, con tromba e clarinetto in primo piano,  brano manouche che ricorda il grande Django Reinhardt, e in  Time winds me up dove una armonica blues fa  la sua apparizione tra continui cambi di direzione e ritmo.

Ci sono anche  atmosfere latine in Vitamin T, ritmato ed energico brano, uno dei migliori del disco, in bilico tra Messico e roots, per chiudere con altri due splendidi brani : Mighty long time melanconica ballata tra country e folk con una struggente lap steel, e Dark clouds lenta, maestosa nel suo incedere, tra emozionanti fiati, armonica e cori. 

Un lavoro  che fa passare davanti ai nostri occhi l’America , come l’abbiamo vista nei film e come la conosciamo nella musica, un continuo viaggio in luoghi, storie e situazioni diverse,  come diverse sono le radici musicali che provengono da oltreoceano.

 Pack up the circus ci offre  echi, atmosfere ed improvvisazioni da gustare pienamente che catturano  l’ascoltatore con qualcosa che è  allo stesso tempo nuovo  e già sentito, con un suono fresco e limpido. 

Sono venuti regolarmente in Europa e sarà interessante vederli  per la prima volta, anche in Italia dal vivo, dove i musicisti si siedono  intorno ad un tavolo, con un vecchio microfono a condensatore ,  quasi a voler suonare in “famiglia”.

 Il loro tour italiano inizia il 28 aprile all’1e35circa (Cantù) e termina il 3 maggio Da Trapani (Pavia).

Track List

  • Pack up the circus
  • Willing to be lucky
  • You always hurt the one you love
  • It’s not Texas
  • Vitamin T
  • All for you
  • Time winds me up
  • Notary Public
  • Mighty long time
  • Dark clouds

Session Americana Altri articoli