Roberto Fedriga Orfeo
2026 - Control Copyright
Un angolo di quiete; l'intimo sentire che si fa racconto attraversando il buio per giungere alla luce. Orfeo di Roberto Fedriga si rivela come un insieme di immagini che vogliono fondere ogni forma d'arte possibile.
Senza troppe sovrastrutture, questo EP riesce ad essere un miracolo orchestrale, e, seppure senza orchestra alcuna, le canzoni trasportano chi ascolta in un mirabile incontro strumentale in cui il poeta (Orfeo per l'appunto) cede alla tentazione di guardare la sua amata, dopo aver attraversato l'inferno, perdendola per sempre.
Il disco ricorda certi concept album che andavano ascoltati tutti in un sorso per poter essere apprezzati fino in fondo. Solo in questo modo si riesce a percepire quanto l'autore riesca a fare, molto di più di una semplice rilettura del mito di Orfeo.
I preziosi intarsi musicali di Euridice sono la misura di quanto sia apprezzabile questo piccolo lavoro (che forse deve la sua perfezione anche alla sua forma).
Se devo proprio cercare uno spunto illustre in Ultimo settembre (vero capolavoro di tutto l'ottimo prodotto), posso citare David Fogelberg, ma percepisco anche una vena malinconica alla Riccardo Cocciante.
Senza troppe sovrastrutture, questo EP riesce ad essere un miracolo orchestrale, e, seppure senza orchestra alcuna, le canzoni trasportano chi ascolta in un mirabile incontro strumentale in cui il poeta (Orfeo per l'appunto) cede alla tentazione di guardare la sua amata, dopo aver attraversato l'inferno, perdendola per sempre.
Il disco ricorda certi concept album che andavano ascoltati tutti in un sorso per poter essere apprezzati fino in fondo. Solo in questo modo si riesce a percepire quanto l'autore riesca a fare, molto di più di una semplice rilettura del mito di Orfeo.
I preziosi intarsi musicali di Euridice sono la misura di quanto sia apprezzabile questo piccolo lavoro (che forse deve la sua perfezione anche alla sua forma).
Se devo proprio cercare uno spunto illustre in Ultimo settembre (vero capolavoro di tutto l'ottimo prodotto), posso citare David Fogelberg, ma percepisco anche una vena malinconica alla Riccardo Cocciante.