Roberto Casanovi Al centro di tutto, lontano da tutto
2026 - Tipo Dischi
#Roberto Casanovi#Emergenti#Rock #Roberto Casanovi #Al centro di tutto, lontano da tutto
È un album che sa di autunno quello di Roberto Casanovi: il passaggio dall'estate in cui ci si sente “al centro di tutto”, fino a che non ci si riallontana, si ritorna a se stessi, “lontano da tutto”. Un intrecciarsi di amara malinconia, tra le immagini di lettere del militare, zaini pronti per partire, fino a uno sguardo verso il futuro intriso di amara rassegnazione dal sound indie-rock. Al centro di tutto, lontano da tutto, la prima e l'ultima traccia danno il titolo all'album di Casanovi, come i due estremi di un abbraccio che ingloba e racchiude un disagio sociale che porta alla ricerca una verità più autentica, che sembra si possa contemplare solo da lontano.
Ma è un'escalation quella dipinta dal cantautore milanese. Infatti quella “goccia nel mare” di Al centro di tutto zampilla in tutte e cinque le tracce dell'LP. In Un amore come questo narra la distinzione tra un amore che non si vuole, uno che non esiste e quello che non ci ammazza, concludendosi con un respiro liberatorio di chitarra elettrica. Futuro è una ballad con sottofondo di pianoforte che propone la rassegnazione, la certezza di un futuro a cui tutti prima o poi dovremmo arrivare.
Festival è la voglia di fuggire in un luogo in cui si possa essere se stessi, resistere “fingendosi Cristo venuto a spiegare la sua verità”. Ed ecco che ritorna quella gocciolina in mezzo al mare nell'ultima traccia Lontano da tutto, un brano che sembra essere una risposta al primo, dopo la riflessione descritta nei tre brani collocati nel mezzo. “Arriverà mai il mio momento oppure no?” canta, con voce smorzata e compressa, all'inizio, e conclude l'album dicendo “Passa un altro no, giorno dopo giorno”, ma attorno vi sono immagini di resistenza e partecipazione che segnalano come, alla fine, si possa ritrovare in sé stessi la forza di rialzarsi.
Ma è un'escalation quella dipinta dal cantautore milanese. Infatti quella “goccia nel mare” di Al centro di tutto zampilla in tutte e cinque le tracce dell'LP. In Un amore come questo narra la distinzione tra un amore che non si vuole, uno che non esiste e quello che non ci ammazza, concludendosi con un respiro liberatorio di chitarra elettrica. Futuro è una ballad con sottofondo di pianoforte che propone la rassegnazione, la certezza di un futuro a cui tutti prima o poi dovremmo arrivare.
Festival è la voglia di fuggire in un luogo in cui si possa essere se stessi, resistere “fingendosi Cristo venuto a spiegare la sua verità”. Ed ecco che ritorna quella gocciolina in mezzo al mare nell'ultima traccia Lontano da tutto, un brano che sembra essere una risposta al primo, dopo la riflessione descritta nei tre brani collocati nel mezzo. “Arriverà mai il mio momento oppure no?” canta, con voce smorzata e compressa, all'inizio, e conclude l'album dicendo “Passa un altro no, giorno dopo giorno”, ma attorno vi sono immagini di resistenza e partecipazione che segnalano come, alla fine, si possa ritrovare in sé stessi la forza di rialzarsi.