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Derive • Elettronica

Ohm Sweet Ohm DSA

2025 - Keep On Didjin Records

17/06/2025 di Luca Di Pinto

#Ohm Sweet Ohm#Derive#Elettronica #Electro #Voci #Suoni #Trip-hop

Al terzo lavoro sfornato, Christian Muela si distingue ancora per potenza immaginifica e primitivismo musicale di perentoria energia, in un disco a nome Ohm Sweet Ohm con formazione nuova di zecca: in compagnia del suo didgeridoo (di cui è maestro), Muela vede al suo fianco Adriano Lanzi (elettronica) e Niccolò Friz (batteria). 
DSA, titolo dell'opera, scuce in libertà quasi assoluta l'anima del didgeridoo, picchiando un po' sul muso, nella forma più ribelle, dei reticoli di groove, inopinati e innovativi, ma anche attenti a uno stampo più ortodosso.   

Testimone di fattezze assai marcate, il trio apre e chiude i rubinetti regolando lo scroscio ritmico a proprio piacimento. Questo avviene sia in principio (Mephisto), quale fonte di scossoni in midtempo che placa in parte qualche animo irrequieto (un vero encomio al moto circolare dei Tosca di Suzuki), sia nei pressi di una electro asciutta, marziale e ben spedita, che nella corsa pure inciampa in effettistiche sbrigliate, alla luce del metallo tanto affine a molte timbriche marchiate Two Lone Swordsmen (Cornucopia, Luvah). 

Coordinate più aspre in Lost In The Subway Junction, a disvelare pulsioni un po' sbarazzine, nel caos organizzato  all’incrocio fra Guerilla Toss e Snapped Ankles (là dove i due non si pestano i piedi): qual che sia il trotto, il trio si diletta in reiterazioni di sincopi, contorsioni sintetiche e liquefazioni analogiche.
A una foga così declarata, DSA giustappunto rimedia e rimescola il mazzo, con dighe downtempo e acidi suoni appena irradiati in background (Moody Visualization); o passeggiate che fluiscono in tondo, metodiche e terse, sulle tracce dei Laika (Estheraser, Night Of The Shapeshifters).

Nei paraggi del giro di boa un gran gioiellino, Hit a C: il più fulgido esempio che va ad esaltare gli incastri fra ritmi e giochi vocali (ancora al didgeridoo), stavolta a prestare memoria in onore al galoppo dell’intro di “Ein tag haus dem leben…”, di Franco Battiato. È un riflesso che abbaglia, così raro e prezioso da effondere lustro all’intero lavoro.

 

Track List

  • Mephisto
  • Cornucopia
  • Moody Visualization
  • Hit a C
  • Lost In The Subway Junction
  • Estheraser
  • Night Of The Shapeshifters
  • Luvah