Nicholas Remondino Hieratico
2026 - OOH-Sound
#Nicholas Remondino#Derive#Suoni #Batteria preparata #percussioni #Voci #risonanze
Già dietro le pelli e i suoni di alcune tra le migliori realtà italiane (IOSONOUNCANE, Massimo Silverio e Any Other/Adele Altro ad esempio), Nicolas Remondino è un creatore di suoni straordinario. Dietro la sua batteria preparata, fatta di pezzi pregiati come di “scarti” scelti con cura, Remondino scava con attenzione nelle ritmiche come nei suoni. Lo immagino in studio curvo sullo strumento, sugli strumenti, a lavorare volutamente con microfoni sbagliati, in posizione sbagliata, su strumenti sbagliati per tutti, tranne che per lui, e il suo desiderio di esplorare il suono e le sue infinite possibilità. Ecco, questo disco, Hìeratico, è un'esplorazione misterica, quasi sacra, della possibilità del suono percussivo e dei suoi risuonatori; di una percussione precisa ma volutamente poco nitida. Una ricerca così radicale da obbligare anche le voci a un approccio diverso dal solito cantato.
Qui la voce è declamata, circondata da campanelli che sembrano cambiare equalizzazione, come in blue hymne con la voce di una maestra come Limpe Fuchs; sussurrata in lingue arcaiche e misteriose come da Massimo Silverio in tombal (con Pier Bastien ai suoi strumenti autocostruiti e Marco Baldini all’elettronica); parlata in giapponese come da Adele Altro in boku ga; quasi salmodiata come fa Natalia Rogantini in lode; o come fa lo stesso Remondino usando ritmicamente il suo fiato in sospire, prima del finale di muracetra con il Dròlo Ensemble e le voci di Vipera e della Rogantini che si susseguono come in un rito sacro e misterico. In qualsiasi caso, voci volutamente imperfette e portatrici di alterità.
Hìeratico (2026 per la OOH-Sound di Firenze) è un lavoro che richiama un'ancestralità a cui non siamo più abituati e ci restituisce un respiro unico e diverso da quello che cogliamo anche nelle musiche più ricercate. Si sente forte la matericità degli strumenti come in una caverna o in aperta montagna; si sentono i chiaroscuri; si sentono scintillii e mormorii; si sentono i suoni della batteria diventare i suoni intimi e potenti della natura; lo studio sulle risonanze che la portano a diventare di volta in volta pietra, legno, vento, terra, metallo, erba, pioggia, nuvole e corteccia.
Chiaramente non un disco per tutte le orecchie, ma per chi ha curiosità sulla ricerca sonora e su brani che, partendo da suoni e idee, si trasformano magicamente da suono puro a composizione strutturata.
Se seguite qualche data con Remondino alla batteria, vi suggerisco di mettervi vicino a lui. Potreste capire qualcosa di più sulla musica e incuriosirvi su questo e altri suoi bei dischi, come il precedente Ocra Rossa e il bellissimo disco del trio Anelli Borghi Remondino Ótre Rotor Vitrea, uscito a fine 2025 e rintracciabile su Bandcamp.
P.S.: i titoli dei brani, come nel precedente album, sono tutti volutamente in minuscolo.
Qui la voce è declamata, circondata da campanelli che sembrano cambiare equalizzazione, come in blue hymne con la voce di una maestra come Limpe Fuchs; sussurrata in lingue arcaiche e misteriose come da Massimo Silverio in tombal (con Pier Bastien ai suoi strumenti autocostruiti e Marco Baldini all’elettronica); parlata in giapponese come da Adele Altro in boku ga; quasi salmodiata come fa Natalia Rogantini in lode; o come fa lo stesso Remondino usando ritmicamente il suo fiato in sospire, prima del finale di muracetra con il Dròlo Ensemble e le voci di Vipera e della Rogantini che si susseguono come in un rito sacro e misterico. In qualsiasi caso, voci volutamente imperfette e portatrici di alterità.
Hìeratico (2026 per la OOH-Sound di Firenze) è un lavoro che richiama un'ancestralità a cui non siamo più abituati e ci restituisce un respiro unico e diverso da quello che cogliamo anche nelle musiche più ricercate. Si sente forte la matericità degli strumenti come in una caverna o in aperta montagna; si sentono i chiaroscuri; si sentono scintillii e mormorii; si sentono i suoni della batteria diventare i suoni intimi e potenti della natura; lo studio sulle risonanze che la portano a diventare di volta in volta pietra, legno, vento, terra, metallo, erba, pioggia, nuvole e corteccia.
Chiaramente non un disco per tutte le orecchie, ma per chi ha curiosità sulla ricerca sonora e su brani che, partendo da suoni e idee, si trasformano magicamente da suono puro a composizione strutturata.
Se seguite qualche data con Remondino alla batteria, vi suggerisco di mettervi vicino a lui. Potreste capire qualcosa di più sulla musica e incuriosirvi su questo e altri suoi bei dischi, come il precedente Ocra Rossa e il bellissimo disco del trio Anelli Borghi Remondino Ótre Rotor Vitrea, uscito a fine 2025 e rintracciabile su Bandcamp.
P.S.: i titoli dei brani, come nel precedente album, sono tutti volutamente in minuscolo.