Naissam Jalal Souffles
2025 - Les Couleurs du Son
#Naissam Jalal#Jazz Blues Black#Impro #Flauto #voce #sax tenore #sax soprano #Clarinetto #Clarinetto basso #trombone #duetti #Francia #Siria
Soffio, respiro, suono.
L’essenza rarefatta della possibilità di mettersi in relazione.
Souffles va a indagare in maniera profonda questa relazione, lontano nella maniera più assoluta da manierismi New Age, quanto vicino a una mistica che si relaziona con mondi e stili diversi; accettando e cercando confronti, diaspore, rifugi, vicinanze e lontananze. Disco difficile da recensire, perché il soffio, per sua natura, è impalpabile, sfuggevole e difficile da definire.
Naissam Jalal è una cantante, flautista e compositrice franco siriana che da anni fa parlare di sé con una decina di dischi e progetti sempre al confine tra jazz, improvvisazione, hip hop, flamenco e molto altro. Questa idea di musica aperta si concretizza in questo album di duetti suonato con otto musicisti (cito tra gli altri Archie Shepp, Yom, Sylvain Rifflet, Thomas de Pourquery, Louis Sclavis ed Emile Parisien) in cui temi e improvvisazioni si confrontano e sviluppano esattamente liberi come l’aria che viene emessa tra flauti, sax tenori e soprani, clarinetti (Sclavis come sempre è grazia assoluta al clarinetto basso), trombone. Il soffio strumentale qui sfugge, riposa, fugge, ha armonici potenti o finissimi, ostinati su cui suonare o suoni su cui potersi appoggiare; il soffio ha pause per prendere fiato e per respirare. E in questa continua dinamica si sviluppa Souffles.
In chiusura di questo disco, assolutamente gradevole e così difficile da cogliere in profondità, abbiamo l’incontro con il sax tenore e la voce di un maestro come Archie Shepp in cui si percepisce una carnalità intensa mettere in relazione potente il mondo mediorientale di Jalal con l'intensa e consapevole voce afroamericana di Shepp: ed è qui che si trova probabilmente la chiave più potente di lettura di tutto l’album.
L’essenza rarefatta della possibilità di mettersi in relazione.
Souffles va a indagare in maniera profonda questa relazione, lontano nella maniera più assoluta da manierismi New Age, quanto vicino a una mistica che si relaziona con mondi e stili diversi; accettando e cercando confronti, diaspore, rifugi, vicinanze e lontananze. Disco difficile da recensire, perché il soffio, per sua natura, è impalpabile, sfuggevole e difficile da definire.
Naissam Jalal è una cantante, flautista e compositrice franco siriana che da anni fa parlare di sé con una decina di dischi e progetti sempre al confine tra jazz, improvvisazione, hip hop, flamenco e molto altro. Questa idea di musica aperta si concretizza in questo album di duetti suonato con otto musicisti (cito tra gli altri Archie Shepp, Yom, Sylvain Rifflet, Thomas de Pourquery, Louis Sclavis ed Emile Parisien) in cui temi e improvvisazioni si confrontano e sviluppano esattamente liberi come l’aria che viene emessa tra flauti, sax tenori e soprani, clarinetti (Sclavis come sempre è grazia assoluta al clarinetto basso), trombone. Il soffio strumentale qui sfugge, riposa, fugge, ha armonici potenti o finissimi, ostinati su cui suonare o suoni su cui potersi appoggiare; il soffio ha pause per prendere fiato e per respirare. E in questa continua dinamica si sviluppa Souffles.
In chiusura di questo disco, assolutamente gradevole e così difficile da cogliere in profondità, abbiamo l’incontro con il sax tenore e la voce di un maestro come Archie Shepp in cui si percepisce una carnalità intensa mettere in relazione potente il mondo mediorientale di Jalal con l'intensa e consapevole voce afroamericana di Shepp: ed è qui che si trova probabilmente la chiave più potente di lettura di tutto l’album.