The Roadkill Songs<small></small>
Americana − Rock − Vintage Rock

Mojo Filter

The Roadkill Songs

2013 - Club de Musique Records / IRD
25/03/2013 - di


Questo dei Mojo Filter è un progetto esemplare; finalmente una band italiana imbocca una strada, la segue con pervicacia e convinzione disarmanti, fa, senza sbandamenti, un percorso lineare mettendo i passi uno dietro l’altro senza fretta, con grande serenità, muovendosi con professionalità ed un approccio manageriale (che è raro riscontrare nel panorama italico), corroborato da molta modestia pur nella consapevolezza di mettere in campo una qualità crescente mese dopo mese, concerto dopo concerto, incontro dopo incontro.

L’alveo artistico in cui si muovono Alessandro Battistini, Carlo Lancini e soci è terreno minato, un campo in cui migliaia di gruppi nella storia del rock ci hanno lasciato le penne perché troppo derivativa era la loro musica oppure per mancanza di idee e personalità, i Mojo hanno lasciato intendere sin da subito di avere carte da giocare per passare attraverso le mine con il detector giusto che li aiutasse a non saltare per aria.

Dopo un cauto esordio con l’EP The Spello (2010), irrompe Mrs. Love Revolution (2011) che ha fatto intuire quanto spazio ci fosse in quel percorso a ritroso per farli insistere e permettere loro di raccogliere ulteriori favori tanto da consacrarli, almeno nel nostro paese, come gli alfieri di quel rock che sta sotto quell’etichetta, a dire il vero un po’ fâné, di “vintage rock”.  The roadkil songs, prodotto dallo stesso Battistini e da Mauro Galbiati, per l’attenta Club de Musique, è un ulteriore passo avanti, nel senso che il suono della band si fa, per certi aspetti, ancora più granitico, si gonfia sotto l’influsso di una sicurezza, tanto nello script quanto nell’esecuzione, e permette di affermare che i Mojo Filter sono pronti ad andare a raccogliere i consensi là dove il rock è nato e dove però langue da almeno un paio di decenni, dibattuto tra innovazione e ricordo, appesantito da una generale confusione d’idee.

Bella la cover old style, a firma di Ferdinando Lozza, dieci sono  i brani, quasi a replicare le lunghezze degli album di un tempo, canzoni che sorprendono, in molti casi anche per la interessante costruzione delle stesse, come nell’iniziale The Girl I Love Has Got Brown Air, quando il ritmo infernale e la voce filtrata e pigra di Alessandro lasciano posto ad un bellissimo e rallentato finale blues strumentale, con i fiati e le chitarre acide sugli scudi. Red  Banana singolo divertente e facile che accompagna il video apripista introduce la splendida Closer to the Line che ci scaraventa dalle parti degli Zeppelin, con tanto di fantasie strumentali grazie alle percussioni di Mr. Lobo Jim e un theremin assassino, come pure la successiva Cigarettes in cui la voce di Battistini, abbandonando la sua connotazione strascicata e filtrata, si fa Plant ed i continui cambi di ritmo tengono alta l’attenzione, davvero pregevole. Better Love Your Man cala l’asso nella manica per complessità e spessore e si propone come il brano più bello dell’album, mentre stupisce e spiazza l’aria sixties sweet California di Beautiful June Day e  coinvolgono gli echi Sabbathiani di My Girl e le Hendrixiane svisate chitarristiche in The Black Ship.

Che dire di più? I Mojo Filter ci sono, hanno saldamente  in mano il loro futuro e on stage fanno meraviglie a dimostrazione che il rock ha, periodicamente, la capacità di ripresentarsi in tempi e luoghi differenti, sotto forme apparentemente simili ma maledettamente diverse e accattivanti.

Track List

  • The Girl I Love Has Got Brown Air
  • Red Banana
  • Closer to the Line
  • Cigarettes
  • Better Love Your Man
  • Beautiful June Day
  • My Girl
  • The Black Ship
  • One Mile Away
  • Nobody's Out Crying